giovedì 2 febbraio 2017

19/365 : scatti

Faccio foto quando sono malinconica e incomincio ad usare Instagram piu' del normale.
Per quanto frequenti regolarmente facebook riprendo ad annoiarmi, twitter non ne parliamo.
I social sono una compagnia è vero senza dubbio, ma la vita reale è tutt'altro.
Ma non sempre la vita è quel che tu ti aspetti e allora finisci nell'etere.

https://www.youtube.com/watch?v=JQ2L0vpVqls&list=LLGe6a2TfUfDWtQTkTaWkF2Q&index=5

10 commenti:

  1. Beh, ogni tanto disperdersi nell'etere e nei social ci sta :)
    E' comunicazione anche questa.

    Moz-

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  2. Non ti interesserà, però io non ho il furbofono, non ho un account Facebook, nemmeno Twitter, nemmeno Pinterest e non uso la parola "social" perché è un neologismo che non ha alcun significato.

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    1. In un certo senso anche un blog ha l'anima di un social.

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    1. Oddio ultimamente mica tanto simpatica.

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  4. La vita reale passa anche da un blog, poi magari ti guardi in faccia, pesi un sorriso, scorgi una luce (o un buio) e ti accorgi che la volta dopo, quella persona che hai visto davvero, e con la quale riparli ora sul blog, o su facebook, è in 3D ;)

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    1. Dal punto di vista della lingua, la realtà è l'insieme delle cose materiali, degli oggetti.

      Da un punto di vista filosofico, la realtà è un concetto che non possiamo definire perché è una creazione del nostro pensiero e il pensiero non può indagare se stesso. Le persone, non conoscono se stesse, conoscono solo la frazione razionale del pensiero. Il "cogito" di Cartesio mi dice che io penso quindi esisto ma non mi dice altro, non mi dice cosa sono, come sono. Quindi tra di noi possiamo comunicare solo i concetti razionali, che ovviamente sono un sottoinsieme del "reale", una schematizzazione, una astrazione. Nello stesso momento ci sono concetti razionali che non hanno alcuna corrispondenza reale, per esempio "triangolo", significa che mentre il pensiero razionale abbraccia solo una frazione del reale, a sua volta crea costruzioni razionali che non sono reali (es. cavallo - cavallinità di platonica memoria).

      Da un punto di vista pratico, la realtà coincide con l'esperienza. Le cose e gli eventi "reali" sono quelli in cui ti sei imbattuto almeno una volta. Questo è il motivo per cui le cose di cui non puoi fare esperienza sono "irreali". La "irrealtà" si traduce in due modi, o dire che tutto quello di cui non hai esperienza non esiste, oppure che esiste in una realtà separata.

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Buona Vita da Magnoli@.