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lunedì 13 febbraio 2017

32/365 : paura e ansia

Ho paura, forse del tempo che non ho e non riesco ben a utilizzare,
forse del divenire che incalza e nel quale trovo ben poco speranza,
forse dello spazio, quello che vivo mi sa di gabbia, mentre fuori c'è l'aria che vorrei respirare.
L'ansia è ricomparsa in tutta la sua forza.
Evitatemi, va così ora.

https://www.youtube.com/watch?v=MIAc1roDdY0

lunedì 1 febbraio 2016

Page 30: calore e paura

e poi lo voglio tutto quel calore.
perchè mi manca,
perchè lo sono.
e lo voglio così tanto, da sfiorare il farmi male,
da scottarmi.
come una frusta che lascia il segno,
come una carezza che sfiora la pelle.


io sono un casino, dentro e fuori.
e ho paura.

giovedì 14 gennaio 2016

Page 15: panico

Paura dei luoghi e delle persone.
Quel panico sottile tra me e il cambiamento.
Così hanno inizio i miei fallimenti.

mercoledì 11 novembre 2015

paura

Paura del tempo, dei luoghi, degli altri.
Paura dei vostri commenti, della voce della gente, della mia coscienza che silenziosa mi fa vergognare di quello che sono.
Paura e null'altro.

martedì 24 febbraio 2015

mettersi da parte

Stato di ansia, paura e solitudine.
Non si può spiegare, ma solo provare.
Perdersi,
chiudersi,
non lasciare passare più nulla.
Niente amore, niente passione, niente speranza.
Solo preghiere, invocazioni, pietà per non uscirne distrutta, a brandelli.
Resto in silenzio, ci vuole coraggio a mettersi da parte.
Morto un papa se ne fa un altro, ti sembra semplice amica mia;
e che quel papa mi piaceva proprio tanto.
Amen.

mercoledì 12 settembre 2012

ho ripreso a scrivere...

Ho ripreso a scrivere per  la mia tesi, argomento ingombrante dei miei discorsi, delle mie giornate.
La mancanza di stimolo è così presente che mi sembra assurdo il mio stesso scrivere e ricercare.
Ho ripreso in verità per non pensare, per non ripetermi negli errori,
per combattere la solitudine della dura lotta all'autostima.
Perchè ogni sofferenza che segna il mio vivere oggi  sia capace
in tempi anche lontani di restituirmi un vero sorriso, così come la delusione di chi non comprende il mio essere sia sconfitta dalla forza dei miei passi in solitario,
giacchè condividersi con le persone giuste è un dono troppo grande per chi non sa nemmeno riconoscerle.
Ho ripreso a scrivere per trovare un senso a cio'
che vuole testardamente restare nel vuoto: la mia realizzazione .
Forse ho capito finalmente che nessuno ti tende la mano se non viene ben ripagato.
Forse c'è un inappropriatezza che aleggia latente nei luoghi e nella vita di certi  altri e che sfiorandomi non mi riempie giustamente di niente, se non di ombre che offuscano peggio la stessa mia stima..
Ho ripreso a scrivere perche' ho bisogno di dimostrarmi che anche nel deserto dell'inadeguatezza in cui mi sembra di galleggiare posso trovare una mia grandezza,
poichè riuscire ad alzarsi senza un bastone che sostiene e la prova in assoluto di una esistenza che conta.
Forse c'è qualcosa di buono nel mio vivere se, nonostante abbia provato a camminare in compagnia ho dovuto ogni volta  cambiare rotta da sola.
Forse c'è qualcosa che non ha significato : le mie paure..
io sto forse ipotizzando di farcela?

giovedì 30 agosto 2012

rompere la catena

Le persone si accomodano nella vita, spesso, probabilmente quasi sempre.
Si convingono per mancanza di stimoli o per limiti di personalità che certe circostanze si impongono a loro per fortuna o sfortuna, senza accettare che cio' che capita dipende esclusivamente dal proprio volere.
Le paure a mio dire sono le artefici principali degli accomodamenti piu' gravi:
paura di restare soli,
paura di non essere accettati,
paura di non farcela e di non essere all'altezza.
Molte persone diventano aride, vuote incapaci di donare e di donarsi, giacche' la paura stessa mangia l'anima e, alimentando l' incapacità di esprimersi vincola i soggetti a realtà umilianti e degradanti per la dignità, favorendo le dipendenze.
In molti accettano di vivere in gabbia alla mercè delle cose e delle persone, creado alibi per potersi giustificare, sottoponedo la loro psiche a maschere assurde.
Loro non sanno di essere gia' morti e nell'illusione si convingono di vivere, rassegnandosi allo scorrere del tempo che nemmeno li consuma in quanto gli ha gia' mangiati.


Io ho deciso di non vivere piu' cosi'.
La liberta' d'espressione, d'amore, di vita sono impagabili.
Per anni mi sono accomodata,
ora sto pagando e,
questo prezzo  ha un peso maggiore della sensazione che mi porto' all'adattameno stesso.
Voglio essere vivendo, ecco.
Rompere la catena, anche rischiando l'abbandono e la solitudine,
che in verita' tali non sarebbero mai quando il morire vivendo. 
Io voglio che sia il coraggio a seppellirmi dopo avermi benedetta.