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lunedì 20 marzo 2017

67/365 : la solitudine di chi mangia prima

Santiddioooo!!!  spero non mi invitino mai a cena o a pranzo, se poi vogliono il meglio di me sotto le lenzuola.
Impossibile per la sottoscritta muovere un cm di sue membra dopo aver mangiato con i fiocchi.
Forse, chissa è per questo che sono ancora single?

martedì 20 ottobre 2015

il gioco non vale la candela, ma...

Ieri sono stata ad una visita medica dove ne sapevo più io che la specialista. Alla fine il percorso da seguire l' ho indirizzato io, la terapia l'ho chiesta io,giusto perché non sono documentata sui farmaci nuovi. I medici giovani non capiscono un tubo se non sono affiancati o sono assistenti di medici più anziani. Se due medici giovani sono uno assistente dell'altro e si guardano in faccia per conferme, penso solo una cosa: i policlinici universitari non sono affidabili.

Di ritorno dalla visita mi sono ritrovata a consumare una cena spudorata.
Ovvero piena di grassi e di cibi per me tossici, ma non me ne sono fregata: a volte pratico autolesionismo consapevole via orale, poiché non sopporto le fragilità che mi caratterizzano.
Sono stata male nell'animo e fuori, ovviamente.
Dovrei prendermi cura di me, ma non riesco a pensare che ne valga la pena, sebbene per alcuni sono ancora giovane e dovrei recuperare il recuperabile quanto meno prima di compiere i fatidici quaranta.
In verità sono anziana, molto.
E si!  ho perso la fiducia nel mondo e la speranza è solo un alibi.
Quando sento che qualche folle continua a mettere nuove anime al mondo mi dispero, poiché il ventre materno é amore mentre il ventre del mondo, soprattutto quello di oggi, é merda, é fogna e rullare nel puzzo non è certo una grande aspirazione.

Stamattina tra la folla agitata della stazione Termini della Capitale vi era un Massimo, il Ciavarro, che nonostante un ottima copertura e l'eccesso di rughe evidenti, emanava fascino a pelle e senza pretese.

p.s
per tutti quelli che pensano che dalla merda prima o poi  nasca un fiore, io dico che la merda attira le mosche e che le mosche sfornano vermi. I fiori saranno sempre pochi e di vermi ce ne saranno sempre a profusione. Il gioco non vale la candela dunque, ma a chi non si arrende auguro in ogni caso giardini rigogliosi.
Amen.

lunedì 6 aprile 2015

cibo

In maniera consapevole mi sto autodistruggendo.
L'arma? Il cibo.
Starò male per questo, lo so.
Il recupero sarà drastico.
Ci saranno come sempre enormi privazioni.
Non ci sono punizioni più atroci dell'amore tenuto lontano:
la mia tortura più grande.

venerdì 2 gennaio 2015

io palla di gomma

Erano anni che non mi sentivo così male, delusa, rifiutata da un mondo a cui cerco di appartenere follemente. Questa orrenda sensazione di disgusto che si è appropriata dei miei sensi negli ultimi tre giorni mi confonde, mi fa rimbalzare su me stessa, sulle mie scelte e sulla mia vita, senza freno, pausa, tregua. Ormai mi faccio deliberatamente male e lo faccio nel modo più bastardo che conosco: il cibo.
Non ho controllo sui miei pensieri, non ho controllo sulle mie azioni, non controllo sulla mia bocca: sento che precipito in una voragine che mi farà scoppiare.
E' passato molto tempo dall'ultimo desiderio di starmene chiusa nella mia stanza, in silenzio, lontana da tutto e da tutti, ma ora non posso ho cose,  tante cose da fare prima della partenza da non potermi permettere momenti seppur giusti di depressione. Sono in uno stato innaturale in cui non mi riconosco e in cui devo forzarmi di essere ciò che non sono: odio quindi uscire di casa, odio sbandierare un sorriso che non mio  e che silenzioso mi consuma. Odio.
Punto. Odio.
Sto cercando un capro espiatorio a cui addossare le colpe dei miei fallimenti, ma non lo trovo , non esiste, poichè è in me tutto questo male. Mi percepisco a pezzi, a metà. Mi sento una palla di gomma che qualcuno lancia e incontrollata sbatte ovunque senza mai arrivare al posto giusto.


venerdì 3 agosto 2012

amore, cibo e caffè

Quest'ultima settimana è stata un'immensa e costante bevuta di caffè.
Caffè.
Caffè di mattina
Caffè di pomeriggio
Caffè di sera.
Roba da far rabbrividire il degustatore piu' incallitto.
Sono una spugna marrone spiadita di bianco latte, che a volte mi accompagnava con sorella bevanda scura.
Ho lo stomaco a pezzi e non sto nemmeno prendendo regolarmente le  pasticche.
Mangio poco, di solito di sera : riso, riso e qualche verdura.
Non basta ma deve bastare.
Posso ingrassare se non sto attenta.
Posso smettere di vivere se accadesse proprio adesso, dopo il tormentato dimagrimento ( tra l'altro non ancora portato a termine)
Il cibo è la mia punizione. Ne riduco le quantità, taglio le sedute a tavola, sacrifico il mio palato.
Continuo a non avere un rapporto sereno con la forchetta.
Per anni sono stata una mangiatrice compulsiva, la diagnosi l'ho fatta io da quando studio i disturbi alimentari e  dopo essere passata per la medicina alternativa e la grafologia.
Non sono ancora guarita: più che altro dentro.
Nel mio caso parlo del dentro, quando  parlo di rapporto con la fame, perchè è la fame il problema non il cibo vero e proprio, infatti non sono nemmeno buon gustaia.
La fame è regolata dalla Mente, che perde l'equilibrio quando l'amore cade e non ritorna.
Oggi non mi amo per esempio...e ho fame incommensarabilmente fame.
In verità e' da qualche giorno che non mi amo,
in sostituzione pero':  mi ama  morbosamente l'aromatico caffè.