sabato 10 giugno 2017

119/365: realtà e virtuale

Ho iniziato la mia esperienza sulle chat e sui social nel lontano 2009,2010.
Per caso finii su un forum (serio, pnl) dove conobbi un uomo, in verità più di uno, ma è per quell'uno che cambiò il mio modo di vedere il virtuale. Lui mi portò su skype e le conversazioni erano molto lunghe, parlavano di tutto. Attualmente lui è il mio migliore amico, nel senso che ci siamo incontrati amichevolmente, ci salutiamo via facebook e ci scriviamo email quando le cose da dire sono più lunghe, ci si confida sulle cose intime, quotidiane, sulle passioni, sui problemi, sulle difficoltà, ci si consiglia e ci si vuole bene . Con lui non ho mai fatto sesso. Con qualche altro invece il sesso c'è stato, con uno più di una volta anche. Nei casi in cui il sesso è entrato incontrollato,  i rapporti che ne sono derivati, sono finiti bruscamente, sono evitanti talune volte poco comprensibili, tenuti distanti dalla propria vita reale neanche si fosse conosciuto un maniaco conclamato.
L'ultima esperienza mi ha insegnato davvero tanto anche se già lo sapevo in verità:
che la realtà del frequentarsi e del conoscersi faccia a faccia è impagabile, poichè unica è sola a poterti far fidare di una persona e farla entrare nella tua vita senza averne paura dei danni. E cio' che inizia dal web se non continuativo, maturo, responsabile e sincero  nella realtà è destinato a morire con tutte le sofferenze del caso, specialmente se quella persona l'ammiri comunque anche dopo le delusioni per la sua fortezza di carattere e di coerenza.
Eccome se non si fa differenza tra chi vedi nella quotidianità e chi vedi da una chat sesso compreso che tra l'altro è meglio non cedervi. Sono rari i casi come il mio primo raccontato.
E anche qui il mio ex aveva ragione: nemmeno il telefono ha il potere del vedersi.

30 commenti:

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    1. ahahahhh!!! figo zalone l'ho pure incontrato....al supermercato però.

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  2. Le persone in qualche modo si conoscono, ma la natura del rapporto dipende dalla persona, non dal modo in cui ci si conosce.

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    1. È giusto Sara, solo che qualcuno davvero fa differenze pur avendoti conosciuto nella tua natura e nella tua serietà.

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    2. Eh si, Sara, come hai ragione. Quando mio nonno si recava alla "casa chiusa" e pagava la "marchetta" di lire cinque, la "natura del rapporto" dipendeva dalla persona.

      Signur, signur, diceva mia nonna.
      Si potrebbe, magari, scendere dal pero.

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    3. Va beh! Lorenzo scendo dal pero....
      o si vuol scopare,o si vuol mangiare, o vai a destra o a sinistra. Peccato che la vita offre innumerevoli sfaccettature che in pochi ormai solo considerano. Terrò presente.

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    4. Ma che innumerevoli sfaccettature, questa è la solita scappatoia da codardi.

      Se tu vai alla "casa chiusa" ci vai perché ci sono le "donnine" che, previo pagamento della "marchetta" col suo tariffario, si prestano a soddisfare le voglie del cliente.

      Se tu ti presenti con l'alias "Fragola 86" sulla chat dove incontri "Banana 33" difficilmente la conversazione verterà sull'essere e il divenire, come appunto racconta Zalone.

      La "natura del rapporto" è contenuta nelle premesse, non nelle persone. Perché Lorenzo non lo trovi sulla "chat" e non si presenta come "Banana 33" e di sicuro non pensa che "Pompei" sia un verbo al passato.

      Non so se ridere del tuo post e della risposta di Sara oppure prendervi sul serio e rattristarmi nel vedere quanto siete fasulle, senza nemmeno rendervene conto.

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    5. Se tu ti presenti con l'alias "Fragola 86" sulla chat dove incontri "Banana 33" difficilmente la conversazione verterà sull'essere e il divenire, come appunto racconta Zalone.

      e invece ti sbagli......i casi sono pochi ma si fanno discorsi anche seri. esattamente come nella realta.

      >La "natura del rapporto" è contenuta nelle premesse, non nelle persone.

      no Lorenzo...... ho incontrato piu' persone normali con nome cetriolo23 che diregenti reali....
      la premessa lascia il tempo che trova e dipende da te....

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    6. E' tutto in proporzione. Se tu fossi consapevole non avresti scritto questo post. Io ho commentato solo perché mi da fastidio il melodramma dentro una commedia boccaccesca. Avrei dovuto astenermi perché tanto è inutile, superfluo.

      Fammi un fischio quando ti imbatti in un "discorso serio", Fragola 86.

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    7. Se io scrivo è perché noto le sfaccettature della vita, per le ovvietà non perdo tempo nemmeno.vivere e essere convinti che o è bianco o è nero mi suiciderei...non ci sarebbe motivo di continuare a vivere sarebbe tutto scontato.

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    8. Invece dal mio punto di vista quello che scrivi è funzione del fatto che non sei consapevole delle cose che scrivi (e di conseguenza, delle cose che fai, visto che io devo dedurre le seconde dalle prime).

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    9. Non sempre i termini matematici (in funzione di, dedurre ecc.) possono essere applicabili alle esperienze umane, forse questa piccolezza ti sfugge.

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    10. Non sono termini matematici. E più non dico.

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    11. Per come ti esprimi pare proprio di si.

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    12. Magnolia mi obblighi a dirti che qui il problema è sempre lo stesso, quando Fragola 86 "chatta" con Banana 33, nessuno dei due padroneggia il linguaggio. Io mi esprimo in un italiano normale, che per te è "matematico" perché sei abituata alla conversazione dei trogloditi che:
      1. hanno in testa solo due o tre concetti chiave
      2. si esprimono con un numero limitato di vocaboli

      Torno al discorso sulle premesse. Se tu vai a cercare in un allevamento di pollame, non trovi i gatti, trovi i polli. Quindi il fatto di avere un pollo in braccio non dipende dalla "natura del pollo" dipende dall'andare a cercare nell'allevamento di polli. Non so se è chiaro.

      A questo punto devi solo essere consapevole che trovi quello che cerchi. Se non ti va quello che cerchi allora dovresti chiederti perché lo cerchi. Delle due l'una o menti a te stessa quando dici che non ti va, perché invece lo cerchi perché ti piace, oppure è cosi perché non conosci altro, è come uno che abita in un paese dove ci sono solo allevamenti di polli.

      C'è troppa "matematica"?

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  3. Io a voler bilanciare delusioni e belle esperienze, ho avuto sicuramente prevalenza delle seconde, in materia di incontri virtuali
    L'ultima persona che ho conosciuto fa pendere decisamente la bilancia a favore :)

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    1. magari la tua premessa come dice Lorenzo, ha garantito di piu'

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    2. Mi fate ridere.
      Francesco una volta ebbe a scrivere che le donne sono tutte sceme e bisogna gestire mentendo sempre e comunque. Ecco, puntualmente confermato il caso.

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  4. L'uomo è un contenitore. A volte vi trovi solo i bisogni primari (mangiare, scopare), a volte di più. Di poeti o scienziati che sono andati a puttane sono piene le enciclopedia. No?

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    1. Qui si continua ad ignorare che gli uomini imparano ad intortare le donne appena arrivano nella pubertà, che siano poeti, scienziati o magutti. Sostituire il "trovi" con il "credi di trovare". Sopra questo, aggiungere che le donne sul loro lato normalmente sostituiscono il "reale" con una loro fantasia. Quindi diventa "credi di trovare la cosa che su cui hai fantasticato".

      Gli uomini invece pensano "bella" o "brutta". Come attributo secondario c'è "sopportabile" e "insopportabile" da cui diventa "bella sopportabile", "bella insopportabile", "brutta sopportabile" e infine "brutta insopportabile", in ordine di priorità ideale.

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    2. La tua visione è parziale. Cogli nel segno, ma solo limitatamente.

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    3. Oh signur.
      Se il "poeta" va a puttane non c'è nessun possibile ghirigoro, è come andare a cambiare l'olio dal meccanico.
      Se invece la Magnolia di turno va sulla "chat" a cercare "uomini", la probabilità che trovi un "poeta" con cui "fare sesso" (notare il rapporto causa-effetto) è infinitesima.

      In questo consiste la mistificazione, ovvero fingere che si vada nella "chat" a cercare "poeti" e "scienziati" come se lo scopo fosse scambiarsi componimenti in versi oppure teorie sulla unificazione delle forze, invece di quello che è, ovvero una conversazione più o meno convenzionale che funge da un qualche corteggiamento che poi finisce nello zin zin.

      Paradossalmente, il fatto di essere "poeta" o "scienziato" è un handicap rispetto al fare "zin zin", che non vuole pensieri. Converrebbe allora selezionare i magutti ma anche quei "nuovi italiani" che arrivano infoiati da altri continenti.

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    4. Qui si vuole mettere i sepolcri di Foscolo dentro il Decamerone. Dai.

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  5. Ma secondo te blogger rientra nel novero dei luoghi dove si va per rimorchiare?

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  6. Chissà, forse ho capito qualcosa in più del post seguente. Concordo sui limiti del virtuale e sul pericolo di usarlo come mezzo preferito nei rapporti umani. Da evitare assolutamente! Trovo un certo numero di luoghi comuni sul maschio e femmina nei commenti letti. Mi tengo la mia opinione.

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    1. Benvenuto intanto...
      In quanto a tenerti la tua idea fai bene, tanto questo blog reggerà per poco, ho ben capito che le persone anche nel virtuale si fanno idee errate senza tanti peli sulla lingua e a me questo infastidisce molto. Io scrivo per scaricare ciò che mi opprime e no per stare a spiegare sfaccettature di me ogni volta, come in questo caso per es.
      Finché sopravvive questo blog puoi sempre tornare, buona giornata a te.

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    2. Resisti, Magnolia! :-)

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  7. Mi tengo la mia idea solo per evitare discussioni delle quali temo l'esito: non voglio creare problemi a te che sei la padrona di casa.
    Resisti se puoi io in realtà ho smesso di scrivere ex novo un po' di tempo fa. Il web è una giungla Magnolia e posso capire chi si sia stancato di attraversarla. Però se mi permetti un consiglio nel caso di una tua assenza lascia visibile il blog perché esso è una parte di te e della tua vita intellettuale.

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  8. Il virtuale crea sintonie... virtuali.
    Questa è la mia esperienza. Crea, in maniera estremamente veloce, delle sintonie virtuali. Delle intese virtuali.
    Forse il sesso fisico, reale, in tutto questo non c'entra granché.
    Anche se, a dire il vero, non esiste, nell'ambito dell'eros, nessuna condizione sufficiente.

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Buona Vita da Magnoli@.