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mercoledì 11 gennaio 2017

7/365 : stato di fatto

Sotto al dentista in pieno lavoro nella mia bocca, ho pensato. Pensato abbastanza da sentirmi "na pezza" ovvero uno straccio.
Il dentista persona stupenda a ben dire, sta facendo cose per me che forse nessuno farebbe. Per questo sono grata a Dio (io vi credo), per questo mi sento una mezza fallita, una fuori posto.
Mi ha ridotto le spese della metà e ciò nonostante non so che magia fare per trovare i soldi al più presto.
Il lavoro manca come l'acqua nel deserto, ma io ho promesso di non mollare e di non crollare.
È difficile, tanto, troppo, accettare uno stato di fatto che mi rende diversa.
Ho pensato ad un uomo. Ho pensato che, tra le cose che l'hanno portato via, secondo me, vi è stato anche la non stima di non vedermi impegnata cioe' lavorativamente parlando, ma bensì fallita, vuota, inutile. Io credo fortemente che questa realtà fin quando in vita mi priverà di molta stima, di relazioni stabili, di autostima adeguata. È il fatto di predisporsi a non mollare non risolve la condizione di fatto in cui sono impantanata.
Punto. Inutile girarci intorno, non vi sono giustificazioni al caso.

https://www.youtube.com/watch?v=ixcYhTRRLyY

martedì 2 febbraio 2016

Page 32: riflessioni

Che ero sola lo avevo già intuito tempo fa, Tirana me lo fece presagire di brutto, oggi, cioè stasera mettendo insieme pezzi me lo sono confermato.
Voglio dire trovare lavoro non è semplice, ma star a sentire ciò che a volte parenti e conoscenti ti dicono per farti credere una luna nel pozzo, fa diventare tutto notevolmente complicato.
Ecco meglio restare nel proprio dramma in solitudine sperando che qualcuno prima o poi ti apra una porta, va bene anche una finestra se proprio una porta è così stretta da farmi entrare.

Ci sono persone che mi fanno del bene al solo pronunciare il loro nome, altre che mi fanno passare ogni stimolo alla vita.
Beh! le prime sono regolarmente lontane, mentre le altre ovviamente ad un palmo dal mio naso. Mi chiedo come posso fare a mescolare queste carte se la Divinità non mi illumina.

Ho fatto e ahimè ancora faccio cose di cui non sono fiera e se sono quindi io la prima a non stimarmi, mi chiedo come possa farlo un uomo o peggio ancora un datore di lavoro.
Boh!!!! Amen!