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lunedì 1 maggio 2017

100/365 : io tra natura e bellezza

Oggi solo natura, la bellezza che rianima il mio cuore, che abbatte la malinconia che ruba le mie forze e macchia le mie giornate.
Il mare che mi porta ovunque.
i paesaggi mozzafiato,
la voglia di rinascere.....con la speranza che accada.
Chi lo sa!!!








domenica 15 gennaio 2017

8/365 : ipotesi, possibilità

E se perdessi la mia Capitale?
Dio quanto l'amo!!!
E se per uno scherzo del destino il mare fosse lontano da me?
Dio aiutami a non sentirne la mancanza.

https://www.youtube.com/watch?v=YZLnGNrsCYg

martedì 20 settembre 2016

page 112: whiskey, vento e brividi di freddo

Oggi ho fatto la mia opera buona.
Ho accompagnato 65enne  fobico a fare un esame clinico.
Vi confido che un po' mi ha infastidito vedere a tratti una nudità che mi fosse estranea, cioè non del mio uomo o comunque di un soggetto a me caro tipo fratello, amico, cugino non so se rendo l'idea, ma è accaduto. Punto, amen!
Vi confido altresì che la sensibilità con cui mi rivolgo al prossimo è innata e non voluta, il sentirmi corteggiata professionalmente per questo mi fa girare in alcuni casi i coglioni, sopratutto se chi lo fa lo fa egoisticamente non valutando la mia età, il mio diritto a realizzarmi con un lavoro più consono al contesto che vivo.
Cioè mi chiedo ma l'avere stima di qualcuno o comunque pensare che qualcuno vale e non aiutarlo pur sapendo delle sue difficoltà per tenerlo forse come riserva per se stessi non fa un po' schifo?
Mi viene da pensare che fare la puttana regolarmente pagata e molto più ammirevole di essere benestante e continuamente tirare l'acqua al proprio mulino.

Ormai me lo dico da sola: sono persa per certi lavoretti seppur il bisogno di guadagno mi costringe ad accettare.
Sono alla frutta senza essere passata nemmeno da un primo.

Ho voglia di whiskey con ghiaccio e vento. Vento sulla pelle e brividi di freddo, mentre guardo il mare increspate.

Notte a voi amici e lettori.

sabato 12 marzo 2016

Page 53: mare

Dopo una commissione ho deciso di allungarmi fino alla spiaggia.
Ho respirato aria pulita, ho preso tutto il vento, ho ascoltato il mare.....
E si!
Da quando l' ho riscoperto amico dopo anni di assenza e nel pieno inverno,
esso mi ha insegnato a riprendermi la speranza, i sogni, l'ispirazione.
Abbiamo parlato, ci siamo ascoltati.













" nelle città senza mare, chissà a cosa si rivolge 
la gente per ritrovare il proprio equilibrio? "

Banana Yoshimoto


giovedì 13 agosto 2015

la presenza

*La sera al tramonto o la mattina all'alba, un paio di ore accompagno mia
zia al mare, lei è una suora e deve fare fisioterapia per ginocchio operato per protesi. E in quelle due ore che mi distraggo un po', per poi ritornare violenta ai pensieri spaventosi sulla mia esistenza.
**Non so descrivere quanta paura a volte mi assale e quanto sia pesante combatterla, so solo che, le persone che possono aiutarmi sono sempre lontane, il telefono, la chatt non equivale per nulla alla loro presenza.

E' inutile, la presenza è presenza e basta.

mercoledì 8 aprile 2015

non riesco a dare un titolo a questo post

La mancanza di  lavoro sta diventando il mio cruccio più grande.
Sono paralizzata incapace di muovermi, mi sembra di essere priva di un'ala, impossibilitata a volare.
Un gabbiano con un'ala vive poco, non vive proprio.
Che sia solo il respiro la constatazione della mia vita è ormai palese, quanto meno per me: gli altri percepiscono poco e io penso spesso che avrei avuto un perfetta carriera di attrice.
Delusa per molti versi, da me stessa e da altri cerco di starmene buona sopportando anche cio' che non mi appartiene.
Sembrerà strano, ma mi piace vedere gente felice nonostante il mio mondo sia grigio, mi piace sapere che qualcuno riesca a salvarsi. Non sono egoista di natura, credo nella benevolenza del Creatore sebbene sia difficile riconoscerla per me.

Oggi sono raffreddata, ho un forte mal di gola, brividi e freddo, ma vorrei sempre vedere il mare.
Forse aver voglia di vedere sempre il mare è sintomo di qualche estraneità al mondo, alla vita stessa,
forse è il sintomo inarrestabile di un'esistenza che si è persa.
  

lunedì 15 luglio 2013

in mare aperto

Assurda  incapacita' del mio cuore di riprendere a sorridere, pur nella consapevolezza di essere obbligata a vivere fino a data da destinarsi, fino a data che non sapro' mai.
A volte mi domando come sia sopravvissuta con così poca voglia, forse è stata colpa della speranza che da anni, tanti, silenziosi accompagna le mie notti in attesa dell'alba.
Eh !!! Si!! la speranza è stata la mia piu' sottile compagna di viaggio che ora pare essere svanita,
rifiutata categoricamente.
Continua vuoto il mio cammino in questo deserto.
Galleggio in mare aperto......
galleggio senza una meta............

Che significa vivere? 
Vivere – ecco quel che significa: 
respingere da sé senza tregua qualcosa che vuole morire;
vivere – 
vuol dire essere crudeli e spietati 
contro tutto ciò che sta diventando debole e vecchio in noi.

Friedrich NietzscheLa gaia scienza1882

mercoledì 18 aprile 2012

vita mia

Vorrei poter scrivere diversamente su di me e sulla mia vita, ma mi accorgo che non è possibile. Un'energia esterna a me mi spinge ogni volta verso luoghi sbagliati e su vie che fanno male.. Il mio corpo riesce sempre a superare la volontà della mia Anima: piccolo tesoro racchiuso in una immensa gabbia inaccettabile. Le notti sono ormai troppo lunghe da molti mesi solcate raramente da impercettibili fiammelle di luce a cui pare non riesca più ad aggrapparmi. La vita diventa più che mai violenta psicologicamente per il mio cuore e la mia mente, al punto tale che pur potendo  evitare un ostacolo vi finisco contro rompendomi tutta. I sogni che hanno caratterizzato la mia positività di adolescente sono in frantumi nel fondo di un vecchio cassetto impossibile da aprire. I miei propositi affogati nel fango dei malati affetti. Le mie forze deviate da un contesto che sento non mi riconosce nemmeno come sua minuscola parte. E' un vortice che non si ferma questa vita che si sviluppa sempre opposta a me, al mio essere e al mio pensare. Una barca in mezzo al mare che non risponde ai miei comandi e che inevitabile va alla deriva, nonostante per qualche miglia abbia provato a prendere il largo. E mi chiedo dove finirò e se mai un posto per me ci fosse in questo mondo attualmente così contrario al mio divenire. Incomincio ad esser stanca a tenere testa alle onde che mi rimandano indietro, godendo della mia fragilità a riprendere ad andare. Forse il mare è qualcosa di troppo grande per me, forse un' isola per me potrebbe non esserci.