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mercoledì 7 gennaio 2015

attimi al lago

Vorrei tanto scrivere della mia rabbia, ma non lo farò poichè angosciarvi sempre mi pare brutto.
Anzi ve lo scrivo e se non vi va buona notte "annatevene d'antra parte" come se dice a Roma, perchè io non posso schiattare in corpo.
Dunque: il mio titolare mi ha spedito a Tirana una settimana prima di iniziare a lavorare, quando potevo ancora starmene in Italia a cimentarmi come amante perfetta ancora una volta.
Lo stronzo non solo mi ha fatto fare il giro in 80 giorni con pullman, treno e nave, mi ha pure usato come cavia per testare il freddo della capitale albanese: per farsi dire alla fine quello che già sapeva, ovvero che bisognava provvedere urgentemente all'istallazione di caloriferi per permettere agli operatori/dipendenti  di poter lavorare senza morire congelati.
Dopo tale resoconto a cui fortunatamente siamo arrivati dopo complessa conversazione, mi comunica che nel giro di due giorni dovremo modificare e dividere strutturalmente l'ufficio con cemento e cartongesso e che il lavoro sarebbe partito dal prossimo lunedì.
Ma sto stronzo ancora.
Il sangue mi è salito al cervello, volevo gettarmi dal balcone per la rabbia, ma la trattoria sotto di noi ha ancora il tendone estivo per i tavoli esterni e sarei rimbalzata ritornando in ufficio di nuovo....e che cazzo.
Ho dovuto infine subirmi anche l'ipotesi (per fortuna sfumata non so come) di dover contattare il muratore amico del "coglione" .
Stravolta .... isterica, esaurita......ho cenato e per poco aprivo una scatoletta di piselli con i denti.
Rabbia........grrrrrr
La sera ormai sotto le coperte il diversivo alla collera: l'idea del rilassamento al lago l'indomani tiè!!!!

Il lago si raggiunge semplicemente (fidatevi di me più che degli albanesi e di google maps o finirete in Kossovo) percorrendo la strada principale e passando per piazza Skanderbeg. Si arrivata davanti al Politecnico fiancheggiando prima la Residenza del Presidente e alle spalle dell'università e dello Sheraton Hotel c'è il lago.  Per raggiungerlo però bisogna proseguire  sulla destra e poco dopo sulla sinistra.
Nel parco vi sono le tombe di alcuni personaggi che hanno fatto la storia della terra delle aquile, un cimiterio in memoria dei tedeschi, una chiesetta ortodossa, un piccolo anfiteatro, altre varie statue e poi il lago"artificiale": dove la gente fa jogging, si rilassa prendendo sole d'inverno e fresco d'estate. Ci sono molti cani randagi uno diventato amico mio e della mia collega e poi ancora, c'è un piccola palestra fuori all'aperto, albergo ristorante e qualche negozietto. La parte finale del lago affaccia sulla strada principale che porta ad Elbasan, dove si osserva altresì un immenso parco giochi, una piscina, un centro sportivo e una Università.
Ammetto che mi sono rilassata molto e mi sono pure divertita!!!!!!
E menomale.

Ora pero' sono in appartamento ad un passo dall'ufficio e del mio titolare o del suo collaboratore nemmeno l'ombra.
Amen.

Vi regalo qualche foto, ma solo qualche eh!!















domenica 23 novembre 2014

non so

Oggi è stata la mia prima uscita da turista da quando sono a Tirana.
Passeggiata di quattro ore e mezza: visita al rovine di un Ponte Romano, alla Torre dell'Orologio, più rilassatamente alla Piazza Skanderbeg, passando per Ruga (via) Ismail Qemali, Ruga Sami Frasheri, e Ruga Abdul Frasheri, fino al rientro nel piccolo appartamento in cui, seduta  al tavolo rosso della cucina, sto scrivendo questo post.
La giornata è stata piacevole,  ho camminato molto, ho preso tanto freddo con cui farò i conti nelle prossime ore, ho anche comprato due magliette e fatto i primi conti per comprare qualcosa ad amici e parenti.
Insomma ora sono stanchissima, ma forse è anche meglio così, andrò a letto spero presto per recuperare le energie e il fastidio di schiena che sento, cercando  di limitare al minimo  i danni che la mia tristezza all'improvviso sta tentando di fare.
Purtroppo non posso permettermi di aiutarmi risolutivamente come vorrei, poiché per farlo devo compiere almeno due passi importanti e costosi e in verità adesso davvero non sono nelle condizioni giuste. So cosa mi distrugge profondamente e mi inquieta non facendomi godere dei piaceri e della vita, ma con le mie sole forze non riesco a combattere, peggio se accanto a me poi finisce un uomo: non riesco a parlare di ciò che mi tortura giorno e notte e si sa, dipende dai rapporti bisogna condividersi in tutto e questo per me diventa sempre il problema.
In tutto si abbatte sempre il mio problema, assurdamente, inspiegabilmente.
A volte mi chiedo quando imparerò mai a buttarmi dietro le spalle tanta sofferenza e a sorridere per dare un senso a questa cazzo di vita mia.
Ci vorrebbe forse la droga?  forse alcool?
Non so, in questi momenti non  mi rendo più conto di cio' che è male e cio' che bene.
Amen.

giovedì 20 novembre 2014

Tirana, perplessità e lavoro

Sono arrivata a Tirana il 31 ottobre con la massima positività, c'era da ricomporre una vita bloccata, assetata di realizzazione e di bisogno di dimenticare persone complesse e  forse sbagliate.
Realizzarmi e fuggire erano le priorità della mia vita indipendentemente da dove andavo e da ciò che trovavo e in questo caso: un paese che viveva i nostri anni 80.
Consapevole di ciò che avevo scelto per me, ho abbracciato quindi la croce più grande, ovvero la mancanza di igiene e le canzoni di Pupo.
In cammino  verso il Calvario per sentirmi pulita (la musica poteva aspettare), ho iniziato la disinfestazione del mio appartamento accompagnata da frequenti conati di vomito, ma finalmente  dopo una settimana di torture di questo tipo, ecco la mia prima uscita vera  a piedi per questa Capitale, a prima vista non poi così tanto male nella sua struttura e architettura.
La conoscenza del posto, le prime perplessità su ciò che osservavo, mi hanno all'inizio sconvolto per poi farci quotidianamente l'abitudine.
Lo scenario in cui mi sono trovata catapultata mi è sembrato assurdo, i miei occhi volevano chiudersi, ma nello stesso tempo restare aperti e vedere fin dove si potesse arrivare, fin dove si potesse davvero guardare.

                       " Le macchine per lo più non si fermano  al semaforo, gente che con il motorino sottobraccio scavalcano carreggiate e marciapiedi, persone che all'improvviso vomitano e sputacchiamo a destra e a sinistra mentre camminano e tu devi deviarle. Cacca (spero solo) di cane spalmata come nutella guardate il caso proprio dove si muovono i miei passi, fughe veloci per attraversare le grandi vie con semaforo a secondo, gente che corre in mezzo al traffico come se fosse normale veicolo a motore.
L'unica salvezza visiva mi è arrivata dalle  donne che impegnate o non,  sono belle e molto sistemate, sugli uomini ci sarebbe molto da raccontare sopratutto su quelli che non hanno lavori di un certo livello.  La cosa più difficile da mandare giù sono gli autisti ignari del vero senso del codice stradale e molte persone inconsapevoli del significato del codice civile e sociale, con me al centro di tutto questo. Il rientro nell' appartamento : il sollievo".  *


Ormai però sono passati 20 giorni e la mia permanenza qui sembra migliorata, l'occhio pare essersi abituato a tante strane cose mai viste. La mente è più rilassata e incomincia a notare anche le cose più normali come il Conad una piccola Italia in Albania, e i centri commerciali molto carini e particolari.

Almeno una cosa: il lavoro mi piace e i miei collaboratori sono anche simpatici.



* cit. della mia osservazione di persona normale e perplessa

martedì 18 novembre 2014

novità:Tirana

Mi sono trasferita a Tirana questa è la novità.
Vorrei scrivere  di più ma il nuovo lavoro mi sta succhiando Anima e sangue.
Amen.