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sabato 17 gennaio 2015

ognuno ha il suo inferno

Cosciente del male che mi faccio
cosciente dell'inutilità dei miei atti
cosciente di non poter avanzare da sola. Ancora.
Eppure incapace di reagire, di rallentare, di smettere, di dire basta!"
(Lettere a Fabiola, Franco Angeli, p. 38)


Stamattina più che delle altre mattine sono cosciente delle cattiverie fisico-psicologiche che infliggo al mio corpo, al mio esistere: vari fastidi mi hanno buttata giù dal letto e tutt'ora mi perseguitano.
Inutili sembrano tutte le mie decisioni sulla mia vita, sul mio lavoro, nemmeno mi permetto di citare i miei affetti. Reagisco sempre male, si innesca una furia assurda che poi scarica vertiginosamente su ogni mia cellula e e la tensione mi spezza.
Sono capace di rallentare tutto nella mia vita, ma la rabbia e l' onnipresente certezza della mia inutilità sulla faccia della terra sono missili dritti alla mia anima che non c'è modo più di deviare, figuriamoci arrestare.
Non esistono distrazioni capaci di farmi dire basta, capaci di farmi prendere superficialmente tutto cio' che avvolge orrendo e oscuro il mio divenire.
Per fortuna che  sono single altrimenti avrei dovuto sopportare anche i litigi sul mio squilibrio di amare e di donarmi.
Salvarmi.
Eh si !!! salvarmi . Quante volte l'ho pensato e l'ho desiderato,  ma anche questo bisogna volerlo, fortemente volerlo.
Riconoscere la salvezza nelle occasioni, nelle persone e nelle opportunità sebbene spesso sottili e ben nascoste, è possibile.
Ma io ovviamente sono cieca.
Io non riesco a vedere, a sentire, percepire nulla che possa definirsi cosa giusta, cosa fattibile e cosa bella. Io riesco solo a definirmi in: chi me lo a fatto fare, perchè non ne vengo fuori, perchè non sono normale, perchè cado ogni volta, perchè, perchè tutte le paludi incontrano i miei piedi
Ognuno ha il suo inferno: questo è il mio. Punto.


giovedì 13 febbraio 2014

no io non posso......

E che questa mia rabbia non si  trasforma si sta solo alleggerendo lentamente, un po', lasciando il posto alla delusione e non all'orgoglio come sempre mi accadeva.
E come se quel muro immenso issato per tenermi lontana abbia lasciato qualcosa di incompiuto, incapace di farmi dare un taglio definitivo.
Forse non voglio accettare di essermi sbagliata.
No io non posso essermi dedicata a qualcuno vuoto, superficiale, insensibile.
No io non posso aver frettolosamente valutato, io non vado con il primo che mi eccita se non posso aver nulla in cambio dalla sua mente, dal suo cuore, dalla sua Anima.
No mi rifiuto di credere che il sesso mi abbia a tal punto ubriaca da farmi sorvolare sul senso della persona stessa.
Mi sento stupida, poichè ho concesso, alla carne e quindi alle parole scaturite da una bocca sedotta ,di avere la meglio ( per la prima volta in tutta la mia vita) sulla mia profonda filosofia che passa sempre prima attraverso il conoscersi.
Quello che provo mi infastidisce giacchè non mi appartiene.
Io non so odiare cazzo.
Io voglio comprendere.
Solo questo.
Si puo' essere lontani ma con senso.

martedì 8 maggio 2012

dovevo esser qualcun' altro

In verità sono convinta che dovevo esser qualcun'altro,
è l'unica spiegazione a tanto vuoto e disgusto che sto provando in questo mio vivere.
Qualcosa è andato storto durante la metamorfosi,
e ora nel mio essere senza senso continuo errante la strana strada....
E quel costante sentirmi fuori, priva di un posto e parte di nulla
che scatena inevitabile e incontrollabile il mio vagare, il mio perdermi ripetutamente
e il mio riconoscersi mai.
L'attesa allora diventa delusione, 
e la rabbia diventa pane.
E mangiando male, si vive male. E vivendo male, ci si fa del male.
Ecco questa è la vera conclusione.