venerdì 29 giugno 2012

chi cerca trova

Chi cerca trova non vale per me.
O meglio, ogni volta che ho cercato ho si trovato, ma solo guai e delusioni.
Insomma mi ero convinta che forse ero  nata  per assecondare  il caso, che poi caso non è, in quanto  credo che nulla avviene per un caso.
Escludendo quindi il caso per credenza e la ricerca per incapacita'...a che cosa tende la mia vita non lo so.
Dovrei camminare silenziosa lungo il mio sentiero e lasciare che gli altri siano a cercare me?
Credo sia questo  il segreto della mia esistenza " essere trovata ".
Io devo smettere di cercare ma devo essere l'oggetto che va trovato, forse cosi' avro' piu' fortuna e meno sfiga. E non parlo solo d'amore ma di tutto.
Chi cerca deve avere fiuto, intuito e io non sono come il cane ahime!! sono una persona incasinata che vuole pace interiore, che  fugge e no riesce a restare.

giovedì 28 giugno 2012

un fatto semplice

" Donna scomoda io e figlia dolce lei, ci siamo affrontate in un coraggioso duello di sguardi sfuggenti, tra il mio imbarazzo la sua agitazione " .

In verità ciò che molti non comprendono è un fatto molto semplice: un uomo si puo' perdere ma un padre resta , anzi resta per sempre (o meglio nella maggioranza dei casi è cosi'  e questo senza ombra di dubbio è uno di quei casi) .
Quindi vorrei poter spiegare questo concetto, nonostante tutto a chi (stranamente per loro) mi sono state e in qualche modo mi stanno ancora a cuore.
Vorrei che si capisse o che capissero anche a titolo informativo di vita che: una donna è sempre perdente di fronte ad un figlio.
Un padre che sa discernere gli affetti (è lui a mio avviso lo è) sa gestire anche i valori che scaturiscono da  essi.
Non dovrebbe esserci motivo di rabbia, di sfida o altro ancora se si provasse a guardare dall'angolazione del cuore che non sia solo il proprio (egoisticamente parlando) immerso nella comodità e nell'apparire.

La strada del cuore e quella che da i frutti piu' buoni .

Ma a volte i frutti diventano marci o forse,  il tempo non gli ha per niente maturati perche' non furono colti secondo natura e cio' che è acerbo per molto tempo non dara' mai il sapore sperato.

Dedicato:

ad un padre e alle sue  figlie,
e ad una scomoda donna che ha la colpa di credere, che nulla nella vita avviene per caso ( certi incontri sono gia' stabiliti ancestralmente) e che tutto puo' essere in ogni momento sempre ri-creato meglio, a meno che gia' non lo sia.

martedì 26 giugno 2012

verseggiare....

In questo periodo di estrema confusione sul mio futuro ci vorrebbe un piccolo raggio di sole.
Ci vorrebbe una piccola pubblicazione.
Adoro scrivere ma sono mentalmente bloccata, ho qualche scritto che sto valutando di spedire, ma sono vecchie cose che posso dire ormai nemmeno piu' mi rappresentano, infatti una di queste mi è stata spedita indietro ahimè!!! e con ragione; l'energia chiama altra energia e cio' che piu' non mi appartiene si allontana.
Ad aprile invece è andata meglio anzi direi bene e, neppure a dirlo erano versi nuovi e pure ispirati.
Ecco devo stimolarmi e ritornare a verseggiare (amo cosi' definire le mie poesie) o a raccontare  e devo farlo con luce nuova ed energia buona, cercando sopratutto di migliorarmi in campi diversi dall'erotismo che per quanto particolare sia finisce a volte per annoiarmi.
E che in verita' sono malinconicamente creatica e riflessiva, insomma roba da scrittori solitari e da romanzi inaspettati di comune o estrema vita quotidiana.
Ho voglia di vivere.
Ho voglia di vivere anche scrivendo.

venerdì 22 giugno 2012

desiderio

Ultimamente mi chiedo se desiderare abbia un senso.
Perchè desideriamo?
Cos'è che ci porta a voler qualcosa o qualcuno a costo della  stessa felicità che non si realizza se  cio' a cui si pensa  cosi'assiduamente  ogni minuto, ogni ora della giornata non viene posseduto dal corpo o dal cuore?
E' passato molto tempo ma lui continua fisso a esser presente nei miei pensieri.
Desiderio perfetto che resta fermo in quell'angolo del cervello e del cuore, silenzioso perennemente in attesa.
Quell'incontro ha cambiato la mia vita e non è ancora finita.
Un desiderio che andra' a morire temo,  solo in qualche sincero, forse passionale abbraccio e tormentato contatto.
Una distanza che non sara'colmata forse mai.
Un amore come fiume che non troverà probabilmente il suo mare se non sul riflesso di delicato ricordo.
oh!! Anime deboli, incapaci di unirsi se si riscoprono simili.
Desiderio mio, sempre vivo, ti custodisco nel profondo cassetto tra gli inaspettati miei e suoi scritti.

In verità la sua essenza mi ha salvato,
ma mi domando che senso ha
 salvarsi per solo desiderare?

giovedì 21 giugno 2012

darla

"Il piacere di darla solo quando ami " è di questo che poco fa parlucchiavo con una mia amica.
Di questo piacere di concedersi solo quando c'è un'emozione affettiva, ovvero solo quando c' è una  sorta di amore di fascino tra due persone, escludendo le eventuali altre possibilità esistenti per darla. Oggi è tutto più complesso, la società non aiuta la gran parte degli individui a sentirsi utili e produttivi fosse solo per sopravvivere... e  allora tocca inventarsi occasioni, opportunità, in maniere diverse a volte poco consone al proprio essere.
Ecco che...pensando la si potrebbe ben dare a qualcuno che ti riconosca un posto, un ruolo valorizzandolo con qualche ben giustificata moneta.
Non ero mai arrivata a pensarla in tale modo, ma arrangiarsi per sopravvivere non  è sempre molto carino benchè basti rinunciare alle cose  inutili a favore di quelle essenziali.
Ma questo è il problema di questi ultimi tempi - addirittura l'essenziale - .
Mi ritrovo a pensare, e consumando le scale di casa (il movimento fa sempre bene e le riflessioni scivolano giu' meglio ) ad un tratto mi soffermo allo specchio, mi balena l'idea di un talento nascosto: attirare le persone, sapere ascoltare, mettere a proprio agio, sapersi adattare e esplodere nella passione.
E cosi' che per caso qualche giorno fa ho inteso il consiglio di un estraneo: inventati un lavoro e cammina da sola, se attendi morirai di fame. Forse ho esagerato?
La mia amica non mi risponde piu' al telefono credendo che sia fuori di testa.
Tra un po' riprovo....magari mi rispondera' di nuovo.

lunedì 4 giugno 2012

aiuto o cosa?

Chiedere l'aiuto di qualcuno per me è stato sempre un problema, fissata che dovevo farcela da sola ad ogni costo. La vita mi ha però schiaffeggiato più volte , fino a farmi capire che da sola molte cose  erano e sono difficili da realizzare.
Ho perso dunque  molto tempo, ho avuto molte delusioni e rischio ancora di cadere sotto il mio orgoglio ostinato di salvatore di me stessa.
Ma forse, in verità "noi salviamo gli altri e gli altri salvano noi".
Quindi su questa filosofica riflessione ho deciso di fare quel passo che mai pensavo di fare: chiedere aiuto per una situazione che voglio o dovrei già dire che volevo concludere senza affondare. In men che non si dica infatti la mia scelta si è rivelata poco positiva per cui, un'altra volta sola: ovvero per quell'aiuto sto lavorando  il doppio e ancora  quell'aiuto che credevo sollievo per me e un peso ancora piu' grande.
Volevo una spalla, volevo un incoraggiamento, volevo un sostegno: tutto qui  per  non arrendermi e per camminare un po' in compagnia. Ma niente. Io devo creare ogni volta i presupposti dell'aiuto? ma è così che funziona? devo quasi pregare le persone?
Sto sbagliando ancora ....so che è così, sto sbagliando ancora, ma non so come fare e da dove incominciare, la stima di me stessa è sicuramente il primo passo...ma non mi va di camminare sola in questo momento della mia vita troppo confuso e complesso senza colori e senza luce. Possibile che invece sia proprio questa la prova piu' grande che devo superare? Camminare da sola prima di segliere qualunque compagnia? eppure l'essere umano non è nato per stare isolato dal resto dei suoi simili, mh...ma  forse non è proprio così per tutti.

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