giovedì 30 aprile 2015

social network

Facebook è il mercato, la bancarella, la miscellanea del tutto e del di più,
ci sto solo perchè c'è il mio migliore amico e c'è " lui ".
Twitter è lo stressacervelli ci sto da non so quanto tempo, direi boh!
Mi sono impegnata ma giuro che a capirlo ce ne vuole davvero, lo manderò a Fanculo, credo.
Ma cazzo si può mai dire in 140 caratteri....per lo più non twitto mai, ecco!!
Mah!!

mercoledì 29 aprile 2015

pezzi di riflessioni

Guerriera

Non sono una grande guerriera e la vita è più le volte che mi affonda che altro.
Ho compreso che ormai non posso prendermela con nessuno ma solo con me stessa.
Quando cado mi alzo con molta lentezza barcollando nello spazio e nel tempo in piena solitudine e tristezza.
Magari ci fosse l'amore a sollevarmi.
E invece no, proprio quello lo combatto con ardore per ritrovarmi da spettacolare idiota sempre sola, molto spesso a guardare l'ignoto, senza forza e scoraggiata ancora prima di scendere in campo.

Salute e sentenza

Molti post fa,
vagamente ricordo di averne parlato, accennai alla mia salute, a controlli che non facevo da molto e alla voglia di non volerli fare.
Non so cosa sia accaduto, ma dieci giorni fa mi sono ritrovata a turno prima in radiologia e poi dall'analista contro ogni mio volere.
Sentenza?
Che la mia schiena fosse peggiorata ahimè lo sapevo, certi dolori ne erano testimonianza ma che alcuni esami del sangue fossero alterati non me lo aspettavo. Psicologicamente questo mi ha buttato giù per vari motivi che non sto qui ad elencare per non essere tristemente prolissa ancora una volta.
Occuparmi della mia salute mi pesa questa è la pura verità, e come se volessi che andasse definitivamente tutto a rotoli.

Nuove esperienze

Riempire il vuoto con nuove esperienze.
Rifarei di nuovo la valigia, ecco.
Sono pronta di nuovo a tagliare con la mia casa e la mia famiglia, mi sento fuori posto, dove tento di sopravvivere mi sento infinitamente fuori luogo.
La ricerca di cio' che mi manca è diventata assurda privandomi di così tante cose utili e belle, lasciando il posto, alla monotonia di non sentirmi produttiva e alla follia di volermi trovare ovunque  che sia sempre NUOVO.

venerdì 24 aprile 2015

ipotetiche riflessioni

Cos' è che spinge due persone talvolta anche molto diverse tra loro, negli interessi e nella concezione della vita a tentare di diventare un solo essere?
Ad unirsi, a condividersi, addirittura a sposarsi?
E' l'irrefrenabile paura della solitudine?
L'incalzante idea di sistemazione secondo le convenzioni sociali?
O l'inconfutabile inclinazione all'amore profondo e passionale?
Insomma quale verità, quale come e perché si annida veramente negli animi delle persone che decidono di convogliare sullo stesso binario le loro vite?
Con quale grado di giudizio o metro di valutazione si uniscono mi chiedo?
Se mi volto e guardo la società per lo più  vedo coppie infelici, incapaci di soffrire insieme, di affrontare la vita comunemente.
Mi vien il sospetto che non vi sia il giusto rispetto per l'altrui persona diversa da se stessi e che non vi sia abbastanza amore così da accettare ciò che ognuno semplicemente E'. Così come mi sovviene  il nutrire morbosi pensieri sui cambiamenti caratteriali o sulle debolezze degli animi.
O come stabilire che le tappe del divenire della propria relazione debbano essere per tutti uguali come una norma che se non rispettata crea panico.
O ancora fare della quotidianità un'amministrazione solo economica riflessa in falsi sentimenti amorevoli, nonché sputarsi addosso per limiti tardamente conosciuti.
Potrebbero essere questi i motivi piu' significativi della tristezza, della monotonia e dei mille litigi di molte coppie.
Quante cose osservano i miei occhi su persone vicine e lontane?
Ma che vivere è?
Molte educazioni arretrate e rigide, infinite paure di non appartenere alla massa e altresì tante annoiate menti prive di stimoli e frustrazioni di vita non vissuta e non realizzata, possono trasformare l'amore nella sua piu' alta espressione nel banale, seppur per molti vitale,soddisfacimento di bisogni psicologici e sociali, andando in alcuni casi oltre ogni senso di dignità umano e materiale.
Ipotetiche riflessioni certo, ma almeno non chiamiamolo amore.

mercoledì 22 aprile 2015

Preghiera moderna


C'è un motivo sempre Dio per ogni cosa,
anche del perchè mi hai fatto così:
spaventata,
barcollante,
perdente,
con un grande cuore.
Aiutami,
cambiami,
misericordioso creatore
fa che non vada persa la mia parte migliore.

martedì 21 aprile 2015

non smetto

Mi ubriaco del male che mi faccio,
non smetto di desiderare cio' che mi è proibito.

domenica 19 aprile 2015

fottutissima sfigata

Ennesimo battibecco sul lavoro, o meglio, sul lavoro che io non ho e che gli altri come per magia trovano. Io di certe cose sono davvero stanca e nauseata.
O sono un ebete o sono sfigata fin dentro il midollo.
Ricapitolo varie umiliazioni o sfortune o non so cosa siano.

  • Ho inviato vari c.v. per trovare una " merda di lavoro " qualunque, l'importante che fossi pagata, una di queste cose è stata fare la commessa. Mi viene raccontato che una ragazza sui 25 che io conosco, straniera, senza dubbio molto bella, che sa le lingue compreso il russo molto richiesto e con interessanti precedenti penali e obbligo di firma lavora in una boutique del centro della Capitale. Dunque o sono scema perchè non ho ancora commesso un reato o sono davvero una irrecuperabile cessa*.
  • Ho inviato un c.v. due anni fa ad un nuovo centro Ikea in apertura con tanto di lettera di presentazione richiesta per specificare che impiego cercavo e quant'altro, mi hanno comunicato che mi facevano sapere: sto ancora aspettando. Mi viene oggi detto da un'amica di mia madre che: sua figlia ha un'amica che si è trasferita a Rimini e l'hanno presa a Ikea. La stessa persona mi ha poi consigliato di andare a Lourdes a farmi benedire. Dunque o Ikea mi prende per i fondelli con i suoi modi di selezionare il personale o le benedizioni a me non funzionano poichè a Lourdes io ci sono stata ben tre volte.
  • Alcune conoscenti continuano a riferirmi di persone che sono entrate nel giro dell'insegnamento  e delle supplenze. Io mi consumo a dire alle stesse che mi ripetono cio', che non ho nessuna abilitazione all'insegnamento e che seppur volessi dovrei riprendere gli studi, che di fatto non mi dispiacerebbe se non ci volessero ulteriori soldi che ovviamente non ho. Dunque o io quando parlo lo faccio con voce da fantasma e non vengo sentita o devo imparare a mandare a Fanculo con piu' incisività.
  • Mi sono sentita dire che sono vecchia, oltre i 30 per lavorare si è appunto vecchi, ma quando sei nel giro del settore lavorano anche 35enni e 40enni. Dunque non mi spreco proprio qua, dico solo andate a fare in culo tutti.
  • Mi  dicono di sposarmi e farmi campare dal primo stronzo**. Dunque mi pento di non aver contattato un'amica di famiglia, che raccontava di un conoscente svizzero,  che cercava donna italiana da sposare per cittadinanza in cambio di ben sedici mila euro. Sarebbe magari potuta essere la  grande svolta, eh eh!!
  • Ho ricordato ad una vicina di casa che potrei fare il mestiere più vecchio del mondo ovvero la prostituta, sebbene farmi pagare non sia per niente la mia capacità più eccellente. La signora mi ha sollecitato che se non mi sbrigo con il fatto che anche loro dovranno rilasciare ricevuta anche in quel settore i guadagni saranno tutti rimessi in discussione. Dunque e finisco questo penoso elenco SONO UNA FOTTUTISSIMA SFIGATA.
E che a nessuno venga in mente di consigliarmi l'acquisto di un gratta e vinci, non continuero' a farmi umiliare da questa vita fatto proprio a cazzi suoi.


* cessa sinonimo di cesso in volgare definizione di bagno.
** vi comunico che di stronzi in quel senso non me ne sono mai capitati, ma forse a me non nè capiteranno mai, poichè io punto a tutt'altro quando sono in mezzo agli uomini. Forse gli rispetto troppo giacchè finisco per infilare la mano nelle loro mutande e nei loro cuori anzichè nei loro gonfiati portafogli.


venerdì 17 aprile 2015

sopravvivere

Sopravvivere alcune mattine mi pesa davvero tanto.
Barcollo con i piedi e con l'anima.
Non ho percezione di nulla solo di vuoto.






Assurdi momenti

Io per " lui " non sono nulla, non conto nulla.
Perchè non ho una posizione, una casa mia, un lavoro, un ruolo sociale come alcune delle sue altre.
Sono sicura di questo, così come sono sicura di essere solo un'opportunità di piacere quando capita.
Potrei magari anche sbagliarmi non ho mica la sfera magica, ma mi frullano in mente le sue poche e mirate domande sulla mia vita, per non star a citare ogni volta come mi tratta.
Non ho mai capito se c'è stato  del bene nei suoi atteggiamenti.
Mi domando se io ho sempre confuso ogni cosa poichè recidiva alla bassa autostima.
Vorrei potermi prendere una rivincita, ma non accadra' ovviamente:
la vita ha sempre tutt'altro da fare che starmi ad ascoltare.
Assurdi momenti questi: io sospesa tra desiderio e schiaffi di pura illusione.




mercoledì 15 aprile 2015

imparare

A volte mi fermo e rifletto.
Cerco di farmi un'idea delle persone che incontro, del perchè si incrociano con me: si io credo che nulla avviene per caso e che tutto sia un perfetto ingranaggio  del quale noi siamo parte.
C'è un insegnamento dietro ogni delusione, dietro ogni gioia così come c'è sicuro una porta che si apre quando disperati ne chiudiamo altre. Questo è il risultato di profondi studi e importanti analisi sulla mia vita, fatti nel periodo in cui la mia spiritulità era molto spiccata.
Vi è un senso in tutto benchè non si capisca subito.
Per ognuno vi è un tempo e nell'attesa la vita , sempre lei maestra a modo suo, offre prove: un'infinità di prove.
Stanotte pensavo al motivo per il quale la mia sensibilità, perchè di sensibilità si tratta altrimenti molte cose e persone nella mia vita non ci sarebbero più da un pezzo, mi porta a rispettare così tanto le decisioni e le azioni degli altri anche quando mi arrecano dolore.
Ecco perchè sono incapace di tagliare certi rapporti sia intensi che non seppur mi fanno star male.
Mettere un punto,
voltare pagina,
iniziare un capitolo se è necessario cambiare addirittura libro sono decisioni così difficili per me.
Scrivo tutto questo perchè vorrei imparare.
Imparare ad occuparmi di me,
imparare a non trovarmi in situazioni che mi travolgono e fanno di me il niente,
imparare a non essere così sempre la perdente, con gli uomini, le persone in genere, gli eventi,
e infine imparare che esistono cose, persone e contesti più chiari, più sinceri, in cui la mia stessa espressione  di quello che sono ne  trarrebbe il giusto suo valore se non addirittura maggiore.

io e D.

Stasera sono stata a cena dalla mia amica D..
Di routine capita almeno una volta a settimana, nel senso che vado da lei pranziamo qualcosina insieme a casa sua o un panino sugli scogli della spiaggia poco lontana e passiamo il pomeriggio intero a parlare di noi, eventualmente a fare commissioni e spese varie.
La sera quando rientra da lavoro il suo ragazzo ceniamo da lui tutti e tre o tutti e cinque se ci sono altri.
Si credo si vogliamo bene davvero e io sono troppo contenta per lei.
Mi piace vederli insieme, vivere una casa, condividersi, non arrendersi ai problemi quotidiani.
Mi piace che siano miei amici, che lei sia la mia confidente e che lui sia simpatico e mio spezza delusioni e depressione. Insieme mi fanno ridere, rilassare, mi sopportano quando soffro per amore e quando la mia grande famiglia mi opprime.
Li adoro e sono gli unici che attualmente mi dispiacerebbe lasciare se dovessi trovare un luogo al mondo dove realizzarmi e dare senso alla mia vita.
Io vorrò loro sempre bene, dovunque e ovunque saremo diretti o destinati.

domenica 12 aprile 2015

perdono

Questa è una di quelle giornate di cui non so la piega che prenderà, cosa ne sarà?
Certo che invece so bene come mi sento.
Per una volta metto il mio ego da parte, facendo pausa sulle mie magagne personali e interiori lasciando il posto sempre ad una delusione, ma di diverso stampo: la mia grande famiglia.
Quando parlo di grande famiglia, intendo un qualcosa ad ampio raggio in cui colloco non solo le persone strette come mamma e fratello ma anche tutti gli zii e i cugini.
Questo è il problema: troppe persone, troppe parole, troppi fraintendimenti, cose dette a metà, verità trasformate del viaggio che fanno da una bocca all'altra, persone che cercano la pace, persone che mettono zizzania, gelosie, appropriazione delle attenzioni.
E per questo che ieri ho tentato di recuperare una situazione ingarbugliata, fatto forse di orgoglio, accuse e quant'altro, anche se non sono proprio sicura di avercela fatta.
Poi nel mentre di questo recupero ne scatta un'altra fatta ancora di immenso dolore, bugie e comprensione semplicemente apparente.
Sono delusa. Forse matura in me una profonda decisione: il distacco forzato dalle proprie radici.
Non mi capacito di come le persone che hanno vissuto immensi dolori come malattia e morte non riescano a redimere il cuore alla compassione e al perdono.
Spesso mettere un grande sasso sul passato, o quanto meno sulle parole che si pronunciamo per rabbia è l'unico modo per continuare a vivere nella luce è nella pace.
E' cosi complesso davvero perdonare? Molte anime sono ancora indecifrabilmente rozze ....purtroppo.

giovedì 9 aprile 2015

continua la mia incapacità di dare un titolo ai post

Evidentemente le porte della depressione si stanno aprendo...........
Lo intuisco dalla mia mancanza di stimoli al piacere.
Ecco se penso al sesso ho nausea.
Se un uomo per caso mi corteggiasse o mi facesse delle avances in questo momento, credo che fuggirei lontano mille miglia, facendo scoppiettare le scarpe da ginnastica di scintille di fuoco.
Mi sento uno schifo, sinceramente anche come donna e non solo come persona.
Sarà un periodo?
Forse la fine?
Passerà?
Chi lo sa?
In verità non so piu' un "cazzo" in tutti i sensi di questo termine.
Buona vita almeno a tutti voi.


mercoledì 8 aprile 2015

non riesco a dare un titolo a questo post

La mancanza di  lavoro sta diventando il mio cruccio più grande.
Sono paralizzata incapace di muovermi, mi sembra di essere priva di un'ala, impossibilitata a volare.
Un gabbiano con un'ala vive poco, non vive proprio.
Che sia solo il respiro la constatazione della mia vita è ormai palese, quanto meno per me: gli altri percepiscono poco e io penso spesso che avrei avuto un perfetta carriera di attrice.
Delusa per molti versi, da me stessa e da altri cerco di starmene buona sopportando anche cio' che non mi appartiene.
Sembrerà strano, ma mi piace vedere gente felice nonostante il mio mondo sia grigio, mi piace sapere che qualcuno riesca a salvarsi. Non sono egoista di natura, credo nella benevolenza del Creatore sebbene sia difficile riconoscerla per me.

Oggi sono raffreddata, ho un forte mal di gola, brividi e freddo, ma vorrei sempre vedere il mare.
Forse aver voglia di vedere sempre il mare è sintomo di qualche estraneità al mondo, alla vita stessa,
forse è il sintomo inarrestabile di un'esistenza che si è persa.
  

martedì 7 aprile 2015

sola

Fortissima è oggi la voglia di star sola, ma sola sola.
Soltanto Dio sa quanto grande sia questa voglia.


lunedì 6 aprile 2015

l'amore

Vorrei starmene su di un dondolo in riva al mare, a guardare le onde infrangersi contro gli scogli, a guardare le onde scendere e risalire la battigia.
Ecco vorrei perdermi nel rumore del mare, nelle virate dei gabbiani, nella brezza profumate di sale.
Non riesco a venirne fuori da questo periodo difficile, provo a sorridere, ma è tutto così falso.
Sono malinconica e non riesco più a desiderare nulla, quando fuori c'è il sole, c'è la vita.
Dentro solo freddo e un turbine di emozioni bloccato nel tempo.
Con quanta debolezza si muove la mia essenza, a volte vorrei sollevarla, dargli energia, sospingerla nell'infinito della creatività e della bellezza.
Mi chiedo per cosa sono nata, cosa devo esperire per compiersi questa mia esistenza?
Mi chiedo chi sono stata nelle precedenti vite, forse ho amato così tanto da dover oggi sperimentarne la privazione? Perchè l'incostanza mi manovra a tal punto da farmi stare sola e non realizzata?
Mi scoppia la testa se penso a tutto questo; di giorno riesco a distrarmi, ma la notte, la notte no e son dolori atroci.
Vivere significa amare tutto, tutti, dolore, gioia e sofferenza.
L'amore è accettazione, è compassione, è sopravvivenza alle umiliazioni, è speranza al male di vivere e io non ce l'ho, non lo trovo, non lo afferro.
E allora metto un punto poichè altro non so.

cibo

In maniera consapevole mi sto autodistruggendo.
L'arma? Il cibo.
Starò male per questo, lo so.
Il recupero sarà drastico.
Ci saranno come sempre enormi privazioni.
Non ci sono punizioni più atroci dell'amore tenuto lontano:
la mia tortura più grande.

sabato 4 aprile 2015

amante e zia

Ieri dopo sei mesi ho conosciuto una nuova nipotina che a causa della lontananza geografica ho visto solo per foto.
Niente che dire, con i bambini io ci so fare, forse perchè ho anche studiato, forse perchè ci tengo a trasmettere l'amore ad ogni mio prossimo indipendentemente dall'età, ma che non ha nulla a che vedere con l'essere mamma.
Mia cugina, donna dolce e delicata mi ha guardata e mi ha detto: ..."prendi il primo uomo che trovi, purchè un po' intelligente e fai un figlio". Io non sono riuscita a risponderle. Ognuno conosce i propri polli* o meglio quelli che albergano nel proprio essere.
Io sono nata per fare l'amante e per fare la zia, ma non credo che molti riuscirebbero a capire.
Il primo ruolo spiega tutto ovvero qualunque incompatibilità con l'amore per se stessa e l'amore verso la famiglia, chi si ama puo' tutto, chi elemosina per essere accettata è una fallita, il secondo giustifica l'istinto materno.
In poche parole si chiude il labirinto.


* conoscere i polli del proprio pollaio è inteso come il conoscere cio' che gli appartiene, che conosce di se stesso e della propria vita.

giovedì 2 aprile 2015

sintesi: semplicemente poche parole

Paragoni

La mia autostima affoga ancora una volta nei confronti  e io Magnoli@ sono stanca. Stanca di vedere me e un'altra in ogni situazione della mia vita: dalla scuola, agli amici, dal lavoro, all'amore.
Paragoni che vanno, paragoni che vengono e sebbene abbia studiato, ricercato filosofie, letto e stra-letto tutto su tale argomento ancora spesso ne vengo coinvolta: mi torturo.
Io ho fatto tanti errori, me ne sto assumendo tutte le responsabilità del caso, mi privo di passioni e di una vita che vorrei e che non vuole accostarsi a me: però basta siamo diversi e unici tutti.

Continua...

Continua il periodo aggrovigliato fatto di desideri impossibili, di voglie restate sole voglie, di bassi senza mai alti.
Ho le idee più chiare su alcune situazioni da risolvere, ma ho pensieri confusi sugli uomini che si affastellano nella mia mente.
Uomini che mi deludono, che non si fidano che non mi stimano, ma che fanno l'amore sesso con me.
Uomini che hanno altre donne,
uomini che condividono vita, passioni e giornate con tutte tranne che con me.
Che scena è?
Cosa c'è che non va?
Io sono distrutta.

Cura di me

Devo prendermi cura di me, dedicarmi alla mia salute, fisicamente sono uno straccio, tante cose da sistemare. Psicologicamente demotivata con l'unico desiderio di star sola, lontana, senza veleni per il cuore, senza dolore per l'anima.


Lettori fissi