lunedì 28 ottobre 2013

un passo indietro

Un passo indietro prima di cadere: questo è il mio stato d'animo, il mio stato di vita in questo confuso divenire.
Delusa, sottilmente umiliata  per mesi in una casa che pensavo amica.
Giudizi latenti su vite in difficoltà, mia e di altri, dalla bocca di chi si crede tutt'ora salvatore, ma che quello che dona ha calcolato già restituito due volte o forse più.
Ecco mi chiedo che razza di persone per anni mi hanno circondato e alle quali io ho aperto cuore e casa.
Il mondo è alla deriva, non c'è salvezza, poiché gli errori dei più grandi sono profondamente gli stessi di quelli più piccoli, a volte a te vicini.
E si insegna ad approfittare.
E si incita alla scorrettezza, in un vivere manipolato.
E ancora non bastavo io a torturami per certe mie mancanze, ci volevano pure quelle degli altri per finire di destabilizzarmi lungo la strada  in cui già vagavo.
Stavo per cedere,  ma un passo indietro ha rimandato o forse curato quella caduta fatale.
Il disgusto e lo schifo, che regolarmente, al di la dei miei conflitti , vivevo per colpa di una malata riconoscenza, che scorrettamente, silenziosamente, mi veniva imposta da certe anime malsane mi stavano consumando.
Il mio stato interiore deperito e già  senza amore, cavalcava selvaggio verso il grande male di vivere.
La depressione che apriva a me le sue porte aleggiava violenta nella mia stanza poco prima speranza incantata.
Ora, inaspettatamente quell'ombra  mi pare allontanarsi seppur senza vita nel mio giardino pieno di spine con coraggio provo a districarmi.


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