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venerdì 24 febbraio 2017

48/365 : solitudine

A volte la sento, la solitudine, ma non quella di star sola senza amici o senza compagno, ma quella di non sentirmi normale. Oggi, purtroppo, la normalità è dettata dall'indipendenza, quindi da un lavoro, da un buco dove vivi e realizzi te stessa e la tua creatività con chi ritieni adeguato alla tua filosofia di vita.
Ecco quando penso a questo io sento che la solitudine si agita come cavalloni che arrivano violenti sulla spiaggia e travolgono qualunque cosa trovino sulla loro strada.
Temo che il mio "non mollare" sia solo un'apparenza di una società che ha già deciso  chi deve andare avanti e chi no.
Cerco di non pensare agli errori tanto non sono come quelli grammaticali che puo' correggerli restano come tatuaggi e raramente li togli senza ulteriori ferite.
A lungo andare considero un'errore pure la mia laurea. Certo un tempo mi salvò, Dio solo sa quanto la benedissi, ma oggi è la mia base di dannazione, troppa conoscenza di una società che è in funzione soltanto della sua struttura e non degli individui.

Va beh!!! cambiamo discorso, vado a divertirmi a inviare un paio di c.v., a scrivere un paio di email, a contattare il chirurgo, a bere la mia tazza d'orzo super diluito per stemperare il sapore di carbone.
Oggi la mia prima volta di un secondo digiuno nella settimana, sta andando bene.

https://www.youtube.com/watch?v=PfVsrAZpSoI

martedì 2 febbraio 2016

Page 32: riflessioni

Che ero sola lo avevo già intuito tempo fa, Tirana me lo fece presagire di brutto, oggi, cioè stasera mettendo insieme pezzi me lo sono confermato.
Voglio dire trovare lavoro non è semplice, ma star a sentire ciò che a volte parenti e conoscenti ti dicono per farti credere una luna nel pozzo, fa diventare tutto notevolmente complicato.
Ecco meglio restare nel proprio dramma in solitudine sperando che qualcuno prima o poi ti apra una porta, va bene anche una finestra se proprio una porta è così stretta da farmi entrare.

Ci sono persone che mi fanno del bene al solo pronunciare il loro nome, altre che mi fanno passare ogni stimolo alla vita.
Beh! le prime sono regolarmente lontane, mentre le altre ovviamente ad un palmo dal mio naso. Mi chiedo come posso fare a mescolare queste carte se la Divinità non mi illumina.

Ho fatto e ahimè ancora faccio cose di cui non sono fiera e se sono quindi io la prima a non stimarmi, mi chiedo come possa farlo un uomo o peggio ancora un datore di lavoro.
Boh!!!! Amen!

giovedì 20 agosto 2015

l'inutilità di certe esistenze

Non ve lo so descrivere, raccontare, spiegare,
come quando in certe notti, la tristezza così profonda invade il mio cuore, fino a farmi perdere il sonno per vigilare il vuoto che mi circonda.
In che modo la solitudine semina in me la paura di qualunque fallimento,
non può essere misurata.
E il quanto non ne vale la pena a vivere così che trova inesorabile il senso più buio









.
L'inutilità di certe esistenze : della mia esistenza.


domenica 15 marzo 2015

sognando...

Volevo fortemente che la solitudine profonda che mi sta travolgendo interiormente  diventasse anche una solitudine esteriore, materiale in cui davvero potevo dirmi sola in tutti i significati del termine.
Volevo staccare ogni tipo di comunicazione con tutto e tutti, ma ancora non posso.
Nell'attesa......
sogno di stare sola a guardare il mare,
sogno di stare sola a guardare la pioggia, la neve.
sogno di perdermi nel mondo, nell'assoluto.


martedì 24 febbraio 2015

mettersi da parte

Stato di ansia, paura e solitudine.
Non si può spiegare, ma solo provare.
Perdersi,
chiudersi,
non lasciare passare più nulla.
Niente amore, niente passione, niente speranza.
Solo preghiere, invocazioni, pietà per non uscirne distrutta, a brandelli.
Resto in silenzio, ci vuole coraggio a mettersi da parte.
Morto un papa se ne fa un altro, ti sembra semplice amica mia;
e che quel papa mi piaceva proprio tanto.
Amen.

mercoledì 12 settembre 2012

ho ripreso a scrivere...

Ho ripreso a scrivere per  la mia tesi, argomento ingombrante dei miei discorsi, delle mie giornate.
La mancanza di stimolo è così presente che mi sembra assurdo il mio stesso scrivere e ricercare.
Ho ripreso in verità per non pensare, per non ripetermi negli errori,
per combattere la solitudine della dura lotta all'autostima.
Perchè ogni sofferenza che segna il mio vivere oggi  sia capace
in tempi anche lontani di restituirmi un vero sorriso, così come la delusione di chi non comprende il mio essere sia sconfitta dalla forza dei miei passi in solitario,
giacchè condividersi con le persone giuste è un dono troppo grande per chi non sa nemmeno riconoscerle.
Ho ripreso a scrivere per trovare un senso a cio'
che vuole testardamente restare nel vuoto: la mia realizzazione .
Forse ho capito finalmente che nessuno ti tende la mano se non viene ben ripagato.
Forse c'è un inappropriatezza che aleggia latente nei luoghi e nella vita di certi  altri e che sfiorandomi non mi riempie giustamente di niente, se non di ombre che offuscano peggio la stessa mia stima..
Ho ripreso a scrivere perche' ho bisogno di dimostrarmi che anche nel deserto dell'inadeguatezza in cui mi sembra di galleggiare posso trovare una mia grandezza,
poichè riuscire ad alzarsi senza un bastone che sostiene e la prova in assoluto di una esistenza che conta.
Forse c'è qualcosa di buono nel mio vivere se, nonostante abbia provato a camminare in compagnia ho dovuto ogni volta  cambiare rotta da sola.
Forse c'è qualcosa che non ha significato : le mie paure..
io sto forse ipotizzando di farcela?

mercoledì 1 agosto 2012

momenti.......

Arrivano inaspettati,
quei momenti in cui si vorrebbe stare soli,
nella quieta presenza di se stessi,
al riparo da fatti, pensieri e vicissitudini varie.
" Semplicemente io la penso così ".
Forse è il mio senso malinconico innato o forse è il mio mai saziarmi di significati che, in ogni attimo cerco e, segretamente tendo a fare miei, per vizio e riflessione.
Qualunque sia il motivo:  io la penso proprio cosi'.
Ieri, per esempio, all'ombra della piscina della mia vicina ho avuto questa sensazione, fortemente un bisogno di solitudine tra me e me, in quello stesso luogo che mi ha visto sofferente adolescente, oggi invece consapevole adulta.
Vorrei potermi allontanare per un po',
cercare di delineare un non so che di strada, nel quale potermi sentire vera e adeguata.
Ricerco me stessa....
lo faccio ormai da alcuni anni.
Mi ritrovo poche volte e di solito dopo un lungo vagare.
Non so se qualcuno puo' immaginare gli ostacoli di chi cammina in solitario,
 di sicuro e per esperienza, la maggior parte neppure ha idea di cosa significhi affrontare senza giusta ( perche' se sbagliata e' come camminare soli cmq) compagnia il mondo,
che spesso puo' non ricoscerti ed essere ostile.
Mi sono scontrata in varie occasioni con questa " maggior parte " e ne sono uscita quasi sempre con le ossa rotte, poichè dimostrare il grado di evoluzione di un'Anima richiede maggiori prove che dimostrare le fortune materiali.
Mi faccio ogni volta tante domande sulla mia diversità e sulle mie aspirazioni poco comuni e non trovo mai risposte incoraggianti.
Ecco allora che arrivano quei momenti in cui stare soli aiuta a sentirsi piu' vivi e con un senso da realizzare.
Le idee si schiariscono e il sollievo pare più vicino.
Ancora una volta scarico i miei pensieri, le mie mille riflessioni: tra un bagno fresco e un pugno di parole, scritte e sentite: catarticamente  lanciate  tra le onde silenziose dell'etere.