Qualcuno mi ha chiesto quali fallimenti caratterizzano la mia esistenza,
io aggiungo gli stessi che influenzano la mia vita adesso più che nei periodi in cui sono accaduti.
1° fallimento:
mi laureo fuori corso poiché ho mescolato ad essa lavoro e crisi esistenziali: oggi la mia laurea serve a ben poco o comunque nei settori in cui non sono preparata.
2° fallimento
lavoro 6 anni in maniera alternata e non regolare, poiché sentirmi indipendente mi elevava la stima in un contesto che non riconosceva la mia sensibilità: di quegli anni non mi è rimasto nulla parlando di economie e citando la formazione.
3° fallimento
intraprendo relazioni sbagliate poichè la bassa autostima altera anche il mio essere donna: continuo a credere a volte di dover passare attraverso un uomo per sentirmi accettata.
4° fallimento
ho concesso ai giudizi della gente di distruggere la mia gioia e ritardare le mie tappe: tutt'ora a volte concedo al cibo il potere di compensare tale sofferenza.
5° fallimento
ho concesso al dolore che non riesco a sconfiggere e al vuoto che non riesco a colmare di attribuire a Dio le mie disavventure: oggi la mia Fede è ridotta a brandelli.
6° fallimento
ho permesso al senso di inferiorità scaturito dalla mancanza di stima di non farmi seguire i miei sogni e non farmi percorrere una strada precisa per la mia formazione e per il mio lavoro:mi sono cimentata in mille attività nessuna inerente alle mie passioni, oggi ancora obbligata in questa direzione per sopravvivere al mondo secondo me stessa.
7°fallimento
sono diventata cinica, diffidente, irriverente, a tratti stronza e dico solo parolacce: l'essenza femminile l'ho mandata a puttane e la sensibilità è il difetto perfetto, inutile e da tenere lontano.
Insomma tanto per spiegarmi: fallire è il mio modo di fare, pagarne le conseguenze il risultato finale.
Amen.
io aggiungo gli stessi che influenzano la mia vita adesso più che nei periodi in cui sono accaduti.
1° fallimento:
mi laureo fuori corso poiché ho mescolato ad essa lavoro e crisi esistenziali: oggi la mia laurea serve a ben poco o comunque nei settori in cui non sono preparata.
2° fallimento
lavoro 6 anni in maniera alternata e non regolare, poiché sentirmi indipendente mi elevava la stima in un contesto che non riconosceva la mia sensibilità: di quegli anni non mi è rimasto nulla parlando di economie e citando la formazione.
3° fallimento
intraprendo relazioni sbagliate poichè la bassa autostima altera anche il mio essere donna: continuo a credere a volte di dover passare attraverso un uomo per sentirmi accettata.
4° fallimento
ho concesso ai giudizi della gente di distruggere la mia gioia e ritardare le mie tappe: tutt'ora a volte concedo al cibo il potere di compensare tale sofferenza.
5° fallimento
ho concesso al dolore che non riesco a sconfiggere e al vuoto che non riesco a colmare di attribuire a Dio le mie disavventure: oggi la mia Fede è ridotta a brandelli.
6° fallimento
ho permesso al senso di inferiorità scaturito dalla mancanza di stima di non farmi seguire i miei sogni e non farmi percorrere una strada precisa per la mia formazione e per il mio lavoro:mi sono cimentata in mille attività nessuna inerente alle mie passioni, oggi ancora obbligata in questa direzione per sopravvivere al mondo secondo me stessa.
7°fallimento
sono diventata cinica, diffidente, irriverente, a tratti stronza e dico solo parolacce: l'essenza femminile l'ho mandata a puttane e la sensibilità è il difetto perfetto, inutile e da tenere lontano.
Insomma tanto per spiegarmi: fallire è il mio modo di fare, pagarne le conseguenze il risultato finale.
Amen.