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lunedì 24 aprile 2017

91/365: idee del cazzo che magari funzionano

*Giornata ieri  di cibo non idoneo per me. Difficoltà enorme nel rientrare nel binario del regime controllato dell'alimentazione. Per questo sono infastidita molto, per non dire in fase negativa senza ritorno. Oggi ci riproviamo...vergognosamente userò l'idea -funzionante- del fioretto spirituale.

*Questa settimana, massimo l'inizio della prossima vorrei cambiare colore ai capelli, ma non so se riesco a far coincidere i miei tempi con quelli della parrucchiera. Sopratutto non so se riesco a far coincidere la mia idea di colore con l'effettivo da farsi.

*Avrei altre idee ancora, ma è meglio non continuare.....

giovedì 5 gennaio 2017

4/365 : un'idea di uomo

Un uomo con cui avere un'intesa mentale e sessuale completa il piu' possibile.
Un uomo che percepisca guardandomi e nel silenzio cio' che mi tormenta e cio' che mi illuminerebbe.
Un uomo con cui parlare, conversare, confrontarmi.
Un uomo con cui condividere la mia ricerca di significao su questa terra,
e che trovi nei viaggi la mia stessa motivazione alla conoscenza e alla bellezza del mondo e della vita.
Non mi importa della sua ricchezza, della sua bellezza, se sia laureato, se sia un contadino o un artista di strada.
Mi importa solo che riusciamo a compensare le mancanze che abbiamo e a condividere le passioni che ci rendono liberi e creativi e che guardando il mare ne riconosca il legame per entrambi.
Io potrei amare senza riserve un uomo così, forse più della mia vita.

https://www.youtube.com/watch?v=NJsa6-y4sDs&list=FLGe6a2TfUfDWtQTkTaWkF2Q&index=3

sabato 18 maggio 2013

avevo un'idea


Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.

*Alain (Émile-Auguste Chartier), Sistema delle belle arti, 1920*


Avevo un'idea.
Avevo un'idea sulla mia vita, sulla mia persona, sull'amore, sui sogni.
Era una immagine coraggiosa, di speranza, di entusiasmo.
Era una forza  intensa che colorava la mia difficile adolescenza, il complesso rapporto con me stessa, con gli uomini con le relazioni interpersonali in generale.
In qualche inspiegabile modo vedevo il superamento delle difficoltà,
della solitudine di persona diversa quale mi sentivo.
Quale mi sento ancora.
Nonostante le delusioni, nonostante i rifiuti qualcosa mi induceva a crederci sempre.
Rispolveravo la Fede, guardavo gli stessi orizzonti e ridipingevo paesaggi:
erano i miei quadri, in loro aleggiava la mia salvezza.
Adesso a 30 passati  un'idea non c'è lo più. 
Vivo stranamente, senza una strada, senza un posto, senza un'appartenenza.
Mi limito a sopravvire, a svegliarmi la mattina, a vestirmi, a fare quello che c'è da fare.
Ma di mio sempre nulla, solo poche righe per scaricare la tensione,
il vuoto in cui è ancora avvolto il mio cuore.

giovedì 21 giugno 2012

darla

"Il piacere di darla solo quando ami " è di questo che poco fa parlucchiavo con una mia amica.
Di questo piacere di concedersi solo quando c'è un'emozione affettiva, ovvero solo quando c' è una  sorta di amore di fascino tra due persone, escludendo le eventuali altre possibilità esistenti per darla. Oggi è tutto più complesso, la società non aiuta la gran parte degli individui a sentirsi utili e produttivi fosse solo per sopravvivere... e  allora tocca inventarsi occasioni, opportunità, in maniere diverse a volte poco consone al proprio essere.
Ecco che...pensando la si potrebbe ben dare a qualcuno che ti riconosca un posto, un ruolo valorizzandolo con qualche ben giustificata moneta.
Non ero mai arrivata a pensarla in tale modo, ma arrangiarsi per sopravvivere non  è sempre molto carino benchè basti rinunciare alle cose  inutili a favore di quelle essenziali.
Ma questo è il problema di questi ultimi tempi - addirittura l'essenziale - .
Mi ritrovo a pensare, e consumando le scale di casa (il movimento fa sempre bene e le riflessioni scivolano giu' meglio ) ad un tratto mi soffermo allo specchio, mi balena l'idea di un talento nascosto: attirare le persone, sapere ascoltare, mettere a proprio agio, sapersi adattare e esplodere nella passione.
E cosi' che per caso qualche giorno fa ho inteso il consiglio di un estraneo: inventati un lavoro e cammina da sola, se attendi morirai di fame. Forse ho esagerato?
La mia amica non mi risponde piu' al telefono credendo che sia fuori di testa.
Tra un po' riprovo....magari mi rispondera' di nuovo.