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domenica 19 febbraio 2017

42/365 : salvezza

Ad un certo punto del mio cammino ho capito che per salvarmi avevo bisogno di aiuto. Qualcuno compresi che mi fu donato, qualcun'altro me lo sono ben cercato.
Qualche anno dopo mi resi conto di un ulteriore cosa, sopratutto dopo la perdita di una cara persona, ovvero che se si cammina insieme potrebbe risultare in parte più semplice, o meglio, così pareva apparirmi dopo aver passato anni a condividermi con la persona che poi mi lascio' per sempre
In quel periodo frequentavo un uomo segretamente, era una storia clandestina e sebbene ne avessi paura ne trovavo benessere. Non durò molto, quattro mesi. In quel tempo seppur minimo scoprii che a salvarmi non lo volevo solo io. Forse in verità tutti facciamo delle scelte per la nostra salvezza.
Capii cosi. che anche io potevo salvare, ma senza salvarmi.
Camminare con qualcuno probabilmente da sollievo, ma in verità qualcuno deve salvarsu da solo, magari anche alla fine, quando si tocca il fondo, quando si perde ogni possibile speranza e resta il niente.
Forse solo in quel momento si può intravedere una luce.
E la vita, allora, entra tutta nella sua pace. Nella sua più alta consapevolezza.

https://www.youtube.com/watch?v=oBXb2At2-ck

sabato 17 gennaio 2015

ognuno ha il suo inferno

Cosciente del male che mi faccio
cosciente dell'inutilità dei miei atti
cosciente di non poter avanzare da sola. Ancora.
Eppure incapace di reagire, di rallentare, di smettere, di dire basta!"
(Lettere a Fabiola, Franco Angeli, p. 38)


Stamattina più che delle altre mattine sono cosciente delle cattiverie fisico-psicologiche che infliggo al mio corpo, al mio esistere: vari fastidi mi hanno buttata giù dal letto e tutt'ora mi perseguitano.
Inutili sembrano tutte le mie decisioni sulla mia vita, sul mio lavoro, nemmeno mi permetto di citare i miei affetti. Reagisco sempre male, si innesca una furia assurda che poi scarica vertiginosamente su ogni mia cellula e e la tensione mi spezza.
Sono capace di rallentare tutto nella mia vita, ma la rabbia e l' onnipresente certezza della mia inutilità sulla faccia della terra sono missili dritti alla mia anima che non c'è modo più di deviare, figuriamoci arrestare.
Non esistono distrazioni capaci di farmi dire basta, capaci di farmi prendere superficialmente tutto cio' che avvolge orrendo e oscuro il mio divenire.
Per fortuna che  sono single altrimenti avrei dovuto sopportare anche i litigi sul mio squilibrio di amare e di donarmi.
Salvarmi.
Eh si !!! salvarmi . Quante volte l'ho pensato e l'ho desiderato,  ma anche questo bisogna volerlo, fortemente volerlo.
Riconoscere la salvezza nelle occasioni, nelle persone e nelle opportunità sebbene spesso sottili e ben nascoste, è possibile.
Ma io ovviamente sono cieca.
Io non riesco a vedere, a sentire, percepire nulla che possa definirsi cosa giusta, cosa fattibile e cosa bella. Io riesco solo a definirmi in: chi me lo a fatto fare, perchè non ne vengo fuori, perchè non sono normale, perchè cado ogni volta, perchè, perchè tutte le paludi incontrano i miei piedi
Ognuno ha il suo inferno: questo è il mio. Punto.


venerdì 22 giugno 2012

desiderio

Ultimamente mi chiedo se desiderare abbia un senso.
Perchè desideriamo?
Cos'è che ci porta a voler qualcosa o qualcuno a costo della  stessa felicità che non si realizza se  cio' a cui si pensa  cosi'assiduamente  ogni minuto, ogni ora della giornata non viene posseduto dal corpo o dal cuore?
E' passato molto tempo ma lui continua fisso a esser presente nei miei pensieri.
Desiderio perfetto che resta fermo in quell'angolo del cervello e del cuore, silenzioso perennemente in attesa.
Quell'incontro ha cambiato la mia vita e non è ancora finita.
Un desiderio che andra' a morire temo,  solo in qualche sincero, forse passionale abbraccio e tormentato contatto.
Una distanza che non sara'colmata forse mai.
Un amore come fiume che non troverà probabilmente il suo mare se non sul riflesso di delicato ricordo.
oh!! Anime deboli, incapaci di unirsi se si riscoprono simili.
Desiderio mio, sempre vivo, ti custodisco nel profondo cassetto tra gli inaspettati miei e suoi scritti.

In verità la sua essenza mi ha salvato,
ma mi domando che senso ha
 salvarsi per solo desiderare?

lunedì 4 giugno 2012

aiuto o cosa?

Chiedere l'aiuto di qualcuno per me è stato sempre un problema, fissata che dovevo farcela da sola ad ogni costo. La vita mi ha però schiaffeggiato più volte , fino a farmi capire che da sola molte cose  erano e sono difficili da realizzare.
Ho perso dunque  molto tempo, ho avuto molte delusioni e rischio ancora di cadere sotto il mio orgoglio ostinato di salvatore di me stessa.
Ma forse, in verità "noi salviamo gli altri e gli altri salvano noi".
Quindi su questa filosofica riflessione ho deciso di fare quel passo che mai pensavo di fare: chiedere aiuto per una situazione che voglio o dovrei già dire che volevo concludere senza affondare. In men che non si dica infatti la mia scelta si è rivelata poco positiva per cui, un'altra volta sola: ovvero per quell'aiuto sto lavorando  il doppio e ancora  quell'aiuto che credevo sollievo per me e un peso ancora piu' grande.
Volevo una spalla, volevo un incoraggiamento, volevo un sostegno: tutto qui  per  non arrendermi e per camminare un po' in compagnia. Ma niente. Io devo creare ogni volta i presupposti dell'aiuto? ma è così che funziona? devo quasi pregare le persone?
Sto sbagliando ancora ....so che è così, sto sbagliando ancora, ma non so come fare e da dove incominciare, la stima di me stessa è sicuramente il primo passo...ma non mi va di camminare sola in questo momento della mia vita troppo confuso e complesso senza colori e senza luce. Possibile che invece sia proprio questa la prova piu' grande che devo superare? Camminare da sola prima di segliere qualunque compagnia? eppure l'essere umano non è nato per stare isolato dal resto dei suoi simili, mh...ma  forse non è proprio così per tutti.