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venerdì 19 giugno 2015

dispensatrice di caramelle

Non so nè quando e nè perchè ho deciso un bel giorno di giocare a Nikita.
Sapete chi è costei?
Nikita lavorava per i servizi segreti, fu reclutata in carcere e le fu chiesto di compiere missioni anche pericolose in cambio della libertà.
Avrebbe fatto una vita per lo più normale ma allo squillo del telefono " Josephin " ,la parola d'ordine, avrebbe dovuto lasciar  tutto e partire sperando di sopravvivere.
Così fu.....lei era brava non aveva pietà e ritornava sempre vincente seppur con qualche frattura. Quest'ultima caratteristica pero' a me non appartiene: io mi lecco sempre le ferite.
Ecco io sono una Nikita del sesso....va diciamo per delicatezza dell'amore.
Sono in missione ovviamente non per me...ma come dice la parola stessa per gli altri.
Conduco una vita pressochè normale più che altro di espedienti per non vagabondare, senza amore in senso generale del concetto e senza soddisfazioni dovuta alla mia testa di cazzo.
Per rendere utile un tale modo di vivere a volte parto per missioni atte a  soddisfare e sollevare qualche uomo: ovviamente gratis poichè non sono prostituta, e in cambio di accettazione e spiccioli di piacere.
Ad ogni chiamata di questi uomini che mi travolgono con ragionamenti e parole,  io lascio tutto e vado.
Dico chiamata perchè essendo persone già impegnate (come spesso facevo notate in altri post sono sempre seconda e a volte la terza) non chiamo mai io, questo  per evitare danni a questi mezzi stupidi a volte  che di sicuro si fan beccare dalle compagne  (già è accaduto).
Ecco sembra che io sia arrivata quasi ad un bivio, in cui tutto questo un po' mi pesa.
Vorrei che questa cazzo di moneta mostrasse l'altra faccia in cui io sono quella ad esser curata e non io ad esser la curatrice o la dispensatrice di caramelle.
E' scontato che, come da abitudini radicate e da irrimediabile conflitto con l'autostima e l'amore verso se stessi è disperatamente difficile cambiare strada e dire di NO.