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venerdì 30 settembre 2016

page 120: sfiga e riflessione

Va beh!
Il ritorno al paesello mi va nel fianco (ma volevo essere più volgare lo confido)  fino in fondo. Ecchecazzarola c'è lo scioperoooo!!!
Se il giornale che ho letto è veritiero forse mi potrei salvare.
Ma ho dubbi, molti dubbbbbbbi!

Mi hanno beccata e inserita nel gruppo della 5A.
Doloreeeee!!! Ma credo di avervelo già detto.
Stamattina dopo giorni ritrovo messaggi di saluto, e qui mi rendo conto che queste ragazze della mia età sono troppo sulle loro.
Troppo serie, inquadrate, per lo piu' mamme, mamme poco giocose direi tra l'altro. Saluti freddi, estrema serietà nel pordi e nel quale non mi riconosco. Mah!
M..."buongiorno",
E...."buongiorno a tutte",
M..."buongiorno",
F...."buongiorno a tutte voi"
E così dicendo.
Mi arriva freddezza, sembrano persone di una certa età. Mi starò sbagliando?
Non credo eeeee...whatsapp offre mille emoticon divertenti per dare, gusto, armonia e simpatia a qualunque messaggio, ma queste nemmeno il punto esclamativo.
Boh!!!
Non capisco il senso di questo gruppo, dove tra l'altro non trovo manco un maschietto!
Insomma un po di sale, intendo, nell'esprimersi.



domenica 21 agosto 2016

page 100: girls in their summer clothes

Tante riflessioni, tanti pensieri in una estate che non so definire.
Il lavoro sempre poco, una famiglia che ti incastra e distrugge le più piccole energie, il mare che passa silenzioso, l'amore che si dissolve.
E il cibo....si, l'unico amico degno di puntuali confidenze.

Mi mancano le persone che mi fanno star bene, la lontananza non è un'opinione.
Mi manca sempre e di più una mia vita.

Ho un nuovo profilo fb e uno che non uso quasi più destinato alla fine prossima, l'altro invece, il nuovo, che raccoglie momenti che restano di me.

M. è comparso inaspettato tra i nuovi contatti a cui chiedere l'amicizia e per poco mi prendeva un colpo poichè non ho idea di come sia arrivato nel mio perimetro sopratutto considerando che era una vita che non usavo più il social. Ma siccome nulla accade per caso ho conosciuto la sua vita, la sua stabilità, la mia intrusione nel suo corpo e nella sua mente.
Ho percepito il mio peccato, il mio essere fuori tempo, il mio essere inadeguata per ogni cosa.
Ho ripercorso la mia vita, in un sottilissimo arco di tempo in cui ho attraversato le sue foto.
Ho riassaporato il mio non essere e non vivere per cio' che sono e che vorrei.
Devo darci un taglio con M. per lui più che per me.
Lui ha una vita completa, io rincorro stralci di inafferrabile luce e amore..

Mi manca il sesso e il feeling con il lui amante che mi ha decisamente segnato.
Potevo approfittare di una vecchia fiamma e finire in Sardegna, ma le condizioni non erano adeguate al momento, mi ha invitato in costiera a Salerno dove abita, magari lì forse riuscirò  ad andare, ma in in amicizia e con amici.

Roma è l'unico sollievo ancora per qualche prossima settimana.
A Roma ritrovero' il mio equilibrio dopo quattro anni.
Rivedro' il dottore che stava salvando la mia anima e il mio cuore.


Questa canzone permise la mia rinascita all'amore grazie a Lucas, oggi mio migliore confidente.
La dedico a chiunque passerà qui oggi a leggere le mie ennesime magagne.
Vi auguro il meglio.
Ciao a TUTTI.

domenica 21 febbraio 2016

Page 44: il troppo pensare

Fuori c'è il cinguettio di non so quali positivi uccelli. Cantano benché il tempo non prometta un granché di bella giornata, ma forse loro credono nella natura e così facendo ne apprezzano comunque i doni sotto il sole e sotto la pioggia.
Io invece sono stanca, lo ero ieri sera e lo sono stamattina. Lo sono fisicamente (ho lavorato molto nella casa di mia zia di cui mi sto occupando per fittarla) e lo sono psicologicamente (perché il cancro dell'altruismo sta consumando la mia vita, impedendomi di viverla per me).
Sto pensando molto in questi giorni, a volte non so quantificare  quanto bene o quanto male sia la solitudine nei resoconti della mia vita.

Si come dicevo penso molto in questi ultimi giorni, ed è ovvio che le riflessioni sono state fatte anche sugli uomini della mia vita, sopratutto dopo recenti conversazioni proprio fatte con loro.
Da adolescente non sapevo cosa fosse un ragazzo, mi ritenevo troppo brutta. Era già abbastanza grande, ero donna precisamente, quando ho decido che un uomo potevo meritarlo. Poi da lì si è capovolta la medaglia e io sono diventa qualcosa "che fa sesso" nonostante la non bellezza. Ci sono stati per cui, alcuni uomini che mi cercavano e mi volevano per quello soltanto più che per altro, ma almeno mi dedideravano al di la della loro sfera sessuale. Poi e recentemente ho scoperto una cosa nuova, di essere anche una buona tappabuchi, ovvero uomini che mi desiderano perché non hanno altre, perché non scopavo e vedono me come crocerossina. Quest'ultima cosa mi sta quasi disgustando e mi sta portando a una drastica decisione: quella di mandare a cagare tutti gli uomini che incontro, fino a che non sarò capace di accettare gente che la pensa anche controcorrente a me in quanto a sesso. Essere un'ancora di salvezza per condannati e destabilizzante per l'autostima. Ma che vadano a salvarsi da soli, come faccio io per altre cose.

Ho fatto colazione, ho declinato un invito, mi sono vestita, ora vado per ulteriori faccende in questa casa benedetta che non vedo l'ora di mettere in mano ai nuovi inquilini.

Che sia per voi miei cari lettori una buona domenica.

venerdì 1 gennaio 2016

Page 1 of 366: un nuovo anno

Certi eccessi mi appartengono, mi distruggono, mi gettano nel panico...e siamo tanto per non cambiare alle solite.
Ogni inizio dell'anno è così...forse non cambiero' mai chissà, forse cambiero'.
Boh!
Mah!!
Sono un' incognita.
Stanotte come a Natale, non ho dimenticato nessuno, o meglio quelli che meritavano di essere non dimenticati mi hanno ritrovato ovunque con tutta la sincerità dei miei auguri.
Il mio amico Gl mi vuole bene, gli voglio bene e ultimamente ce lo ripetiamo spesso, spesso.
Inaspettatamente, poi.... scopro nelle botte e risposte di chat che il lui amante  se solo fossi più vicina mi vedrebbe piu' spesso e volentieri di quelle due o tre volte all'anno. E a me farebbe bene in questa giungla di difficoltà e di non amore con me stessa. Per quanto sia difficile il nostro rapporto, a me basta stargli accanto, nuda e senza sentirmi fuori luogo, mentre dormiamo o mentre parliamo, mentre lo abbraccio e mi rannicchio dietro la sua schiena e lo accarezzo con la mano e lo bacio dove capita.
Io non so come sarà questo nuovo anno e se sarò in grado di superare certi limiti caratteriali profondi che conosco solo io e che sono il dramma di tutta la mia esistenza. So solo che voglio essere positiva, vedere il bicchiere mezzo pieno, preferibilmente anche di buon vino e che sappia stordirmi.

cioè di 366











p.s.
credo di aver risolto il problema dei titoli a volte rompicapo dei miei post....
saranno schedati in pagine ....di me. Amen!!!

lunedì 4 giugno 2012

aiuto o cosa?

Chiedere l'aiuto di qualcuno per me è stato sempre un problema, fissata che dovevo farcela da sola ad ogni costo. La vita mi ha però schiaffeggiato più volte , fino a farmi capire che da sola molte cose  erano e sono difficili da realizzare.
Ho perso dunque  molto tempo, ho avuto molte delusioni e rischio ancora di cadere sotto il mio orgoglio ostinato di salvatore di me stessa.
Ma forse, in verità "noi salviamo gli altri e gli altri salvano noi".
Quindi su questa filosofica riflessione ho deciso di fare quel passo che mai pensavo di fare: chiedere aiuto per una situazione che voglio o dovrei già dire che volevo concludere senza affondare. In men che non si dica infatti la mia scelta si è rivelata poco positiva per cui, un'altra volta sola: ovvero per quell'aiuto sto lavorando  il doppio e ancora  quell'aiuto che credevo sollievo per me e un peso ancora piu' grande.
Volevo una spalla, volevo un incoraggiamento, volevo un sostegno: tutto qui  per  non arrendermi e per camminare un po' in compagnia. Ma niente. Io devo creare ogni volta i presupposti dell'aiuto? ma è così che funziona? devo quasi pregare le persone?
Sto sbagliando ancora ....so che è così, sto sbagliando ancora, ma non so come fare e da dove incominciare, la stima di me stessa è sicuramente il primo passo...ma non mi va di camminare sola in questo momento della mia vita troppo confuso e complesso senza colori e senza luce. Possibile che invece sia proprio questa la prova piu' grande che devo superare? Camminare da sola prima di segliere qualunque compagnia? eppure l'essere umano non è nato per stare isolato dal resto dei suoi simili, mh...ma  forse non è proprio così per tutti.

venerdì 24 febbraio 2012

insistenti riflessioni

Non faccio che pensarci, è inutile girarci intorno cercando una spiegazione o una giustificazione che mi permetta di sostituire l'ormai fisso pensiero non positivo che ho su una persona (definita per molti versi speciale) e sul suo rapporto di amicizia con me. In verità ci siamo conosciuti in un momento in cui entrambi cercavamo accettazione, chi per un motivo chi per un altro cercavamo confronto e conforto, poi chissa le cose sono migliorate è il rapporto si è un po' raffreddato, a mio considerare sopratutto da parte dell'altro piu' che del mio. Essendo successivamente arrivata a conoscenza di un particolare molto rilevante della vita di quella persona, ho ben giustificato il distacco, ma nonostante cio' ho sempre mantenuto il mio modo di comunicare e confidarmi,  in maniera meno calda ma comunque esistente. Ancora una volta posso dire che ero sempre io a farmi sentire, a non dimenticare di chiedere come andavano le cose, ad incoraggiare a confrontarmi con pura sincerita', a creare l'occasione del saluto. Questo per dire che in questa amicizia  fin dall'inizio è stato l'altro ad avere molte difficoltà ad aprirsi,  io scelsi così di farlo per prima e su molte cose e in tutta chiarezza proprio per trasmettere fiducia. Giustificai  che era comprensibile un tale atteggiamento da parte sua, sopratutto se un rapporto sta nel suo divenire cercando la sua struttura e creando la sua confidenza e che forse, forse  io non ero stata brava abbastanza. Il tempo mi ha dimostrato infatti sia che io ho peccato di ignoranza verso la premura e la sensibilita' (non si puo' dire si ogni volta solo per non ferire, ma ci vogliono pure i no se fammo male), sia mi ha fatto conoscere un lato della medaglia inaspettato a sfondo totalmente psicologico dell'altro:  ricordandomi  e analizzando tutto il nostro confronto di tre anni ho potuto concludere  che io sono stata la sostituzione di  quello che in certi momenti nella sua vita mancava, esteriormente se non si sentiva accettato o realizzato o interiormente quando il rapporto con se stesso era difficile allora spesso ero chiamata io in causa come avvocata del buon senso e dell'amore. La dimostrazione di questo mio pensiero sta nel fatto che tutt'oggi mi priva di novita' che un tempo mi avrebbe sicuramente e subito portato a conoscenza. Presuppongo quindi che attualmente non manchi nulla o forse c'è chi occupa il mio vecchio ruolo perche' ancora non consapevole come ora lo sono io. Sono quindi delusa, credevo di aver seminato bene e di aver compreso l'altro, ma non è stato cosi' o forse lo è stato e quella persona mi sfuggiva e sfugge, avere  una cara amica come lo sono stata io che tutto percepiva non è sempre comodo, porta al confronto e a volte a credere che si verebbe giudicati, ma certo non è questo il mio caso giacchè sono impegnata  gia' tanto con le mie debolezze. E' incredibile mi sto accorgendo mentre scrivo di come tenga a questa amicizia e di come stia cercando un appiglio per salvarla, pure la mia reazione ne è una testimonianza; questa delusione  va a toccare non la resa dell'armi per le azioni che ho sbagliato a compiere o non ho compiuto, ma la rinvicita , la sfida attraverso la dimostrazione che le persone non vanno usate per scopi materiali come questa persona tutt'ora noto continua a fare, ma al contrario solo per scopi spirituali, intesi come l'opportunita' di far uso delle pers,one che ci vengono messe sulla strada per lo sviluppo principalmente dell'Anima e poi del corpo.
Lì dove a mio parer  non sia detto mai: << quella persona mi ha fatto ottenere quella cosa, quel successo, ma al contrario mi ha fatto invece conoscere me stesso, permettendomi di crescere nell'essere che sono>>. 
Quest'ultima è la verita' secondo me di tutti i buoni rapporti, anche di quelli che andrebbero recuperati per se stessi e per gli altri.

giovedì 16 febbraio 2012

il mio ritorno

Tutte le strade che ho scelto nel mio cammino serie o illusorie che fossero, si sono rivelate sempre errate e quest'anno ovviamente eccezione ancora non è stata: delusioni in amore, in amiciza, nel lavoro e nella vita in genere. Spesso  mi sono ritrovata a guardarmi mentre crollavo, lasciando svanire le ancore della speranza, combattendo a suo di dolore fisico e interiore una depressione invandente, fredda e buia che mi toglieva il calore di tutto. Ho atteso il nuovo anno con l'unica aspettativa  di ritrovare il sorriso e uno stimolo per rinascere, accorgendomi nello stesso tempo di quanto cio' fosse complesso per una malinconica della mia portata, dove il confronto con il passato e con gli altri era e purtroppo è ancora,   il dente avvelenato nella mia delicata bocca. Per mia scelta, un po' forzata e un po' testarda ho deciso per la distanza -forse anche sbagliata ma cosi' mi ha sussurato  la  testa-, quindi via per qualche tempo  dalla maggior parte delle persone vicine e lontane, via dai social network, ridotte drasticamente anche le piu' semplici uscite e immersione totale nel mio esame d'inglese per fortuna passato e nella compilasizione della mia tesi complessa e sofferta sui disturbi alimentari. 
Nella solitudine, nelle riflessioni arriva pero' quello strano  bisogno catartico di sfogare per cercar in un certo senso di rinnovarsi  e riprendere a camminare....... e allora eccomi di nuovo qui. Questo mio ritorno è quello piu' sentito, più cercato, in uno spazio che da sempre accoglie le mie gioie e le mie tristezze, il mio essere nella sua bellezza e nei sui difetti. Alla ricerca di cio' che manca a quello che gia' sono e ancora al bisogno di creare, di sognare e di sentirsi utile e adeguata al mondo che chiama.