giovedì 8 giugno 2017

117/365: scompensata

Fortemente scompensata dentro e fuori.
I miei ormoni si ribellano facendo andare a palla il ciclo mestruale che non riconosce più i suoi tempi e fa cio' che vuole.
Di un colloquio non ho saputo più nulla, nemmeno per che cosa sono andata in verità sapevo e nemmeno loro me l'hanno detto. Tutt'ora mi chiedo cosa sono andata a fare quel pomeriggio in quell'agenzia, a presentarmi per cosa e per che.
Mia cognata credo che sia convinta che io mi vede segretamente con l'amico del marito nonchè di mio fratello e che io sia quindi la causa di un'amicizia che non procede più come una volta. Mai come stavolta sono innocente.
Ieri ho ricevuto una chiamata per un lavoro con una signora attempata, attempata parecchio: agosto in Sardegna (sembra il titolo di un film) ma penso rifiuterò.
Sto cercando un monastero o una comunità che mi accolga a poco prezzo per qualche tempo: ho bisogno di stare lontano da certi contesti.
Non riesco a salvare niente nella mia vita, neppure più la dieta, mi sento una schifezza totale e  non lo dico per lamentarmi , ma per dato di fatto.

13 commenti:

  1. In realtà ti stai lamentando (direbbe Lorenzo..); agosto in Sardegna e ci sputi sopra? Guarda che lavorare ad agosto in Sardegna è come, e peggio di, un monastero.. pensaci.. ;)

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    1. Mi sto sfocando....mi sto liberando il cervello per non farmelo scoppiare.

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  2. Sai cosa, l'altro giorno fissavo il soffitto sgangherato della sala operatoria e tra le mille cose per in microsecondo ho pensato che avresti anche rotto le palle con le tue lamentazioni.

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    1. E lo dico in amicizia. La vita è quella che è, se poi oltre a tutto ti metti anche in posa melodrammatica...

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    2. non so se vai ammirato o preso per folle se in sala operatoria pensavi a le palle che avrei rotto.

      sai Lorenzo, mi piacerebbe sapere come hai fatto a diventare così cinico, freddo, distaccato, insensibile. se mi dai qualche dritta non faccio passare ulteriori anni ad esperire per capirlo.

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    3. e non sto scherzando...io ti vedo così,magari non lo sei, ma è quello che trasmetti.

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    4. Magari pensi che per me faccia differenza se mi vedi cosi o cosa. Non mi importa, non ti devo vendere niente.

      Il fatto è che se hai quattordici anni e scrivi sul diario "la mia vita fa schifo" e poi ti lavi poco e ti vesti secondo qualche moda "ribelle" del momento, sei scusata perché:
      1. sei incapace di intendere e volere, altrimenti non saresti sottoposta alla tutela altrui.
      2. non sai nulla della vita, in particolare non hai il paragone fondamentale, cioè la consapevolezza che ogni giorno è un regalo, che da un momento all'altro ti può arrivare la botta sul coppino o sul capocollo o come dicono dalle tue parti.

      Se non hai più quattordici anni dovresti essere consapevole che LA VITA DI TUTTI FA SCHIFO, non solo la tua e non esiste rimedio. Al massimo puoi cercare di ridurre un po' lo schifo. Chi ti dice il contrario, MENTE.

      Storicamente sono state proposte due strade.

      La prima è quella edonistica.
      Ovvero godersi l'attimo senza pensare al domani e nemmeno a cosa succederà tra 10 minuti. In termini concreti, mettiamo che uno cerchi lavoro, mandi curriculum, fai colloqui e un nanosecondo dopo pensi ad altro, anzi, non pensi, fai altro, fai senza pensare. Soddisfi qualche voglia, tipo ti mangi un gelato se hai i soldi, oppure vai a fare una passeggiata.

      La alternativa è la via ascetica.
      Si fonda sul concetto che il "volere", i "desideri" sono la causa della frustrazione perché noi vorremmo essere onnipotenti e perfetti ma siamo dei lombrichi ed essere consapevoli della differenza ci fa stare male. Quindi, si smette di volere le cose, non gli si da più importanza. Meno desideri hai, meno frustrazione produci. Tornando all'esempio del lavoro, una volta che hai mangiato e hai un posto per dormire, il resto se c'è bene, altrimenti chissenefrega, non è importante.

      Facciamo il caso del "sesso", sempre secondo le due linee sopra descritte o fai quello che ti va di fare, quando ti va e non ci pensi più di quanto pensi a fare la pipi o qualsiasi funzione biologica, oppure non lo fai o lo fai in termini di evento eccezionale e cosi non sei costretta a confrontarti con le conseguenze.

      Eccetera eccetera.
      Semplifico ulteriormente, se tu mi dicessi "ho fame", io farei quello che posso per sfamarti. Se tu mi dicessi "sono infelice" io ti risponderei "hai mangiato?".

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    5. e che tu vedi bianco e nero...io invece vedo anche i colori e probabilmente è un male, per come sono io di carattere.

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    6. Non è questione di bianco e nero o di colori, è che tu ragioni (almeno qui sul blog) come una adolescente, ovvero una che si aspetta delle cose dalla vita perché non ha maturato la consapevolezza che la vita è sofferenza, è girone infernale.

      Non è mica un caso che esistano le "religioni di salvazione", servono a consolare da questa consapevolezza e non hanno senso per i giovani, i quali si ritengono immortali e onnipotenti.

      Quando maturi la consapevolezza che la vita è sofferenza insensata, ti adegui. Adeguarsi significa le cose che ho scritto sopra, che non ho inventato io adesso, sono vecchie di migliaia di anni. Praticamente impari a sbattertene il più possibile o concentrandoti sui piaceri immediati, elementari, oppure abbassando le aspettative, ambizione, desideri al minimo della sopravvivenza.

      Quindi, la mia diagnosi è che devi solo diventare adulta.

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    7. Ah, una cosa relativamente importante è che attorno a te c'è un sacco di gente che ti manipola per ottenere un vantaggio. La differenza tra quello che ti raccontano e quello che è. Non è nel tuo interesse prendere quello che ti raccontano e cercare di viverci dentro. Poi fai te.

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  3. Sono tempi difficilissimi. I tuoi lamenti equuvalgono a preoccupazioni ragionevoli. Un lavoro stabile ... ecco cosa serve adesso! Senza lavoro io impazzirei, e così tanti altri.

    Ti abbraccio,

    Gio

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  4. che spettacolo lo scambio con Lorenzo.... :-)

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  5. Se quel lavoro non ti va è un contro, altrimenti prendilo, quanto meno cambi aria in tutti i senti.

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Graziedi essere passato/a...
Buona Vita da Magnoli@.