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lunedì 27 febbraio 2017

54/365 : solo il tempo

Mai scritto tanto in un mese, forse solo una volta, ma ero molto più serena.
Le delusioni dell'ultimo periodo nel campo lavorativo inesistente mi hanno segnato molto.
Le preoccupazioni di un divenire che si consuma nel vuoto è così opprimente, ma ormai me lo tengo per me.
Lo sfogo irrefrenabile nello scrivere senza sentirmi meglio,
il distacco da desideri particolari hanno fatto il resto per svuotare prima certe speranze di recupero di me persona, di me donna.
Ho ripreso a scrivere anche altrove come forma di riflessione come se non bastassero quelle che già inondano il mio cervello quotidianamente.
Non è semplice essere me, mi sforzo, mi impegno seppur non è facile in questo stato di inutilità e pochezza.
Forse solo il tempo può contro tutto questo ..................

Solo il tempo 

Chi può dire Dove finiscono le strade 
Dove i giorni scorrono - Solo il tempo 
E chi può dire Se il tuo amore cresce 
Quando il cuore sceglie - Solo il tempo 
Chi può dire Perché il tuo cuore sospira 
Quando il tuo amore fa finta - Solo il tempo 
E chi può dire Perché il tuo cuore piange 
Quando  il tuo amore mente - Solo il tempo 
Chi può dire Quando le strade s'incontrano 
Questo amore potrebbe essere Nel tuo cuore 
E chi può dire Quando i giorni dormono 
Se la notte trattiene Tutto il tuo cuore 
La notte trattiene tutto il tuo cuore 
Chi può dire Se il tuo amore cresce 
Quando il cuore sceglie - Solo il tempo 
E chi può dire Dove finiscono le strade 
Dove i giorni scorrono - 
Solo il tempo Chi sa - solo il tempo...

lunedì 18 aprile 2016

Page 71: inaspettatamente

Ieri una giornata lunga e pesante mi fa imbattere in un discorso inaspettato.
E ci perdo i pensieri,
e ci perdo i ricordi,
e mi perdo io.
Non riesco a dimenticare certe sensazioni.
Forse non le voglio dimenticare. Perché a me le cose incompiute, finite senza poter far nulla mi fanno rabbia. Silenziosamente mi consumano.
E non dimentico.....
non ne sono capace.
Forse il tempo, forse il cambiare radicalmente ogni cosa è l'unica cura.

lunedì 4 gennaio 2016

Page 3: tempo

Io lo so cosa c'è che non va in me, e perchè non funziona mai con nessun uomo. Addirittura crolla tutto prima di iniziare. Si io lo so, solo che non mi va di parlarne con nessuno, tanto meno con chi ha idee troppo razionali sull'amore, sulle unioni. Per me l'amore è l'unica cosa di irrazionale che l'uomo sperimenta in questa società così tanto calcolatrice e opportunista.
Questa consapevolezza si è fatta avanti per un'ennesima volta, dopo aver conversato con persone che mi vorrebbero felicemente fidanzata e più.

L'inizio di questo anno mi sta portando agitazione forse non  è cosa buona. Ho avuto sempre problemi con il tempo, qualcuno mi dice che non recuperero' mai cio' che ho perso, gli errori ecc. ecc. Pensare così mi mette ansia, mi spaventa, mi fa perdere le speranze, mi induce ad essere sfuggente. Vorrei solo avere un rapporto migliore col tempo che passa e con i miei fallimenti.

giovedì 21 maggio 2015

pensando, parlando, scrivendo

errore

Uno degli errori che più comunemente commette la sottoscritta è credere di poter entrare nel cuore di un uomo. Dico nel cuore poiché nella mente, in ogni caso, fosse anche solo per il sesso un po' l'immagine di quello che sono vi alberga.
Questo pensiero - che credo fermamente sbagliato, ma che sono impossibilitata a correggere - mi accompagna sempre quando frequento qualcuno. Probabilmente esso è dovuto psicologicamente parlando, al bisogno d'amore che manca profondamente nella mia vita anche solo verso me stessa.
E' ovvio che molto spesso, spessissimo questo non entrare accade senza batter ciglio, anzi si è verificato  una sola lontanissima e fugacissima volta un'entrata in una era che definirei a dir poco del Medioevo.
Chissà sarebbe meglio starsene per conto proprio e cercare di amare il proprio di cuore.
O forse sarebbe meglio attendere silenziosamente un frutto da cio' che si è seminato, sebbene a volte certi frutti per quanto commestibili non siano mangiabili.

lavoro

Domenica mi trasferisco nella Capitale per un mese, un mese e più, ritornerò dalla " nonnetta " dello scorso anno per prendermi cura di lei, o sarebbe più corretto dire che sarà lei a prendersi cura di me, giacchè le parole di amore e di riconoscenza  fanno molto molto bene alla mia sempre bisognosa e misera autostima.
Amo la capitale  e lì che si sono concentrate le cose migliori di me: dall'università, sebbene sia col tempo divenuta un fallimento a causa di come l'ho gestita, al mio primo e vero uomo che ho lasciato avvicinare allo strano soggetto che mi definisco essere.
La straordinaria Roma Capoccia negli ultimi tempi, però, sembra essere diventata "le colonne di Ercole" oltre le quali non riesco proprio ad andare, nonostante la voglia  forte di quel Nord che per assurdo o per  improbabili possibilità mi chiama verso di se.
Ho voglia di rifare le valigie,
ho voglia di amarmi,
ho voglia di nuove cose.

dieta, salute, bellezza

Dovrei seriamente fare una dieta, nel senso che ci sto provando ma non mi sembra quella giusta in fatto di  stimoli. In qualche modo me la sto imponendo, quindi, non la sento spontanea e voluta come invece dovrebbe.
La mia salute ne ha bisogno,
il mio sentirmi bene con me stessa lo richiede,
la mia debole bellezza ne sarebbe orgogliosa.
Insomma perdere peso è una catena positiva di possibilità di benessere.
Ma io con il benessere fisico e quindi psichico ci faccio a cazzotti.
L'idea del mare poi comincia ad ossessionarmi, di solito non lo cerco proprio per queste incompatibilità di costanza con  mister benessere, ma regolarmente mi  viene messo in faccia da chi amerebbe la mia presenza e da chi gioverebbe del mio aiuto di zia sempre pronta e premurosa.
Insomma vorrei potermene stare isolata dal resto del mondo, tentando di cercare il mio equilibrio sempre vagabondo.

tempo

Il tempo è di merda, non è nè carne e nè pesce.
Ecchecazzo che sia sole o tempesta.
E deciditi, uffa.
Amen.

sabato 3 gennaio 2015

futura clochard

Mancano poche cose nella mia valigia e poi posso chiuderla.
Domenica parto di nuovo per Tirana.
Se potessi cancellerei tutto, ma purtroppo non posso: la vita non si scrive a matita.
Parto semplicemente perchè devo partire, perchè non c'è nulla per cui restare, perchè non c'è più nemmeno un perchè.
Mi pesa tutto, l'Anima, il corpo e la mente: mi trascino silenziosa abbozzando sorrisi.
Il mio sguardo ormai volge altrove, ma dove non lo so.


Immensa malinconia assaporo di nuovo, senza riuscire a spolverare speranza. 
Non mi viene in mente più nulla
Un mese, mi concedo ancora un mese: 
per cercare di cambiare rotta, 
per costruire una nuova opportunità,
per vagliare  sinceramente l'idea vera e propria di un possibile vero vagare:
io magari futura clochard.


C'è un tempo per  essere qualcuno 
  e un tempo per essere nessuno.
                    Amen !!!

martedì 4 febbraio 2014

il sesso, il tempo, la sconfitta

Se il sesso in verità fosse l'ultima spiaggia e non la prima quando un uomo e una donna si incontrano per la prima volta?
E se il sesso fosse l'arma di distruzione dei rapporti più belli, interessanti e inaspettati?
E se il sesso chiudesse invece di aprire porte per cui ne valga la pena?
E se invece ....
e se invece .....
e non ne posso piu' ecco di  frullarmi il cervello pensando che quel sesso potrebbe essere stato il comportamento sbagliato per eccellenza  e che per questo abbia poi perso il senno cedendo alla superficialità di pensieri fuori luogo, fuori tempo, fuori me. Fuori.
E non vi riesco nemmeno a pensare a quegli attimi di passione per quanto il dopo abbia preso il sopravvento, diventando il tormento più grande delle mie giornate.
E quella essenza sfuggita e meritevole di immense attenzioni lascia in me la sensazione più amara di essere inadeguata.
E tu nemico tempo severo in certi momenti, hai misurato infelice poche gocce di te per noi soffocati già dall'arsura di pensieri ipotetici in cerca di chiarezza e forse di correttezza.
Odio la pochezza a volte del tempo spesso disumano, la voglia incontrollabile della carne , la fragilità sottile dei cuori.
Odio ciò che mi confonde, che mi prima della mia lucidita' per cogliere il senso dell'altro.
Odio quel senso di sconfitta che provo, quando il comunicare non sarebbe mai abbastanza.