Vivere è sperimentare - non restare immobili a meditare sul senso della vita.
da Aleph di P.Coelho
Forse è questo il vero mio problema: restare immobile nonostante la sete di senso.
A meditare senza mai sperimentare.
Per anni sono rimasta ferma, nascosta, raggomitolata nella mia casa, impaurita, insicura, incapace di alzare la testa e urlare quanto valevo.
Anni, lunghi, aridi di esperienza, passati a sviluppare tecniche, modi, sensazioni, capaci guarirmi, la vita, il cuore.
Di guarire un suo profondo , inaccettato mal di vivere: dove buio, tristezza e inadeguatezza si rotolavano, rincorrevano per chissa quale trofeo.
Notti, tante, trascorse tra lacrime, incapaci di fermare il tempo, a grattarsi la pelle, a dondolarsi su un letto e nelle cui lenzuola nemmeno piu' riconoscevo l'odore certo di me stessa.
Giornate, fredde, ladre, padrone uniche del mio divenire, difficoltoso, incosistente che si sforzava di sbocciare.
Speranze che nascevano.
Speranze che morivano.
Tutte nel cuore ma sempre in conflitto con quella quotidianita' che a stento respirava.
Ecco, è così che ho perso la predisposizione all'entusiasmo,
a vivere i giorni secondo le stagioni e cio' che è giusto secondo gli anni,
bruciando le tappe, senza mai sperimentare.
Ecco, è così che io ho perso il mio miglior tempo.