mercoledì 11 gennaio 2017

7/365 : stato di fatto

Sotto al dentista in pieno lavoro nella mia bocca, ho pensato. Pensato abbastanza da sentirmi "na pezza" ovvero uno straccio.
Il dentista persona stupenda a ben dire, sta facendo cose per me che forse nessuno farebbe. Per questo sono grata a Dio (io vi credo), per questo mi sento una mezza fallita, una fuori posto.
Mi ha ridotto le spese della metà e ciò nonostante non so che magia fare per trovare i soldi al più presto.
Il lavoro manca come l'acqua nel deserto, ma io ho promesso di non mollare e di non crollare.
È difficile, tanto, troppo, accettare uno stato di fatto che mi rende diversa.
Ho pensato ad un uomo. Ho pensato che, tra le cose che l'hanno portato via, secondo me, vi è stato anche la non stima di non vedermi impegnata cioe' lavorativamente parlando, ma bensì fallita, vuota, inutile. Io credo fortemente che questa realtà fin quando in vita mi priverà di molta stima, di relazioni stabili, di autostima adeguata. È il fatto di predisporsi a non mollare non risolve la condizione di fatto in cui sono impantanata.
Punto. Inutile girarci intorno, non vi sono giustificazioni al caso.

https://www.youtube.com/watch?v=ixcYhTRRLyY

17 commenti:

  1. certo che se sei convinta di aver perso un uomo a causa del tuo scarso impegno a trovare una soluzione lavorativa la ovvia reazione doveva essere impegnarsi all'estremo e fare qualunque cosa

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    1. Ah già perché secondo te non ho fatto una ceppa? I lavori saltuari Anonimo che non ti firmi non danno nessuna garanzia nei tempi in cui sei senza, e essere sottopagati non risolve un granché stai sempre senza soldi e senza uno status dignitoso.

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    2. col celllulare a volte sbaglio a pubblicare ed elimino----scusa----

      COMMENTO di FRANCESCO

      ero io l'anonimo non loggato. non volevo metterla sul paino della precarietà/saltuarietà. volevo semplicemente affermare che se tu ritieni di aver perso un uomo (che mi sembra strano) in quanto "fallita" (termine virgolettato appositamente, visto quanto tu tenevi a quell'uomo, avresti dovuto fare il diavolo a 200 per apparire la mejo d'Italia :-)

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    3. il diavolo a 200 ho provato a farlo per me prima di tutto, ma senza buon esito, purtroppo, io la bacchetta magica non ce l'ho.

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  2. Cara Magnolia, per sapere come veramente fa non ce una scuola, solo amare.
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Se uno ti molla perché non stima una senza lavoro... dovresti festeggiare lo scampato pericolo... ma dove li trovi 'sti stronzi?

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  4. Offriti di stirargli le camicie. Dico sul serio, magari glielo dici come battuta poi vedi come la prende. Quello delle camicie da stirare è un problema che attanaglia un po' tutti, mogli e mamme magari si fanno un po' di scrupoli ad affidare ad altri tale compito ma poi se il costo non è eccessivo cedono volentieri. Mia mamma ha stirato le camicie dei vicini per anni. Sì, certo non è il lavoro più bello e gratificante del mondo ma intanto potrebbe essere un inizio, e se qualcuno ti chiede che lavoro fai puoi rispondere: libera professionista dello stiro.

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  5. Se uno ti molla perché non hai un lavoro tradizionale (leggi fai lavori saltuari) non si merita manco un pensiero.

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    1. Con Mareva sempre in linea... ;)

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    2. non che lui me lo dicesse in faccia proprio, ma spesso mi trovavo a dare risposte su domande che vedi caso fossi stata occupata sarebbero state opposte. da cio' la mia deduzione.

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  6. Se il motivo fosse quello, meglio così!
    Insisti, insisti ragazza!
    Ti abbraccio!

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    1. grazie Sara....ti considero molto, giusto che tu lo sappia.
      abbraccio anche \a te

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  7. Commento il mio quasi inutile, ma mi accodo al pensiero di chi reputa una buona perdita chi 'giudica' chiunque per il lavoro che fa (o che non fa), per i soldi che guadagna o per quale incarico di prestigio ricopre.
    Considero il lavoro un mezzo di sostentamento, che mai i poi mai sarà la mia gratificazione, mi gratifico con tutto il resto che non è lavoro (cioè la vita). Per quanto mi riguarda farei il mantenuto a vita... e se per sbaglio una persona che vive con me riesce a non lavorare perchè con lo stipendio di uno...si campa in due.... beh ne sarei più che felice (per questo credo prima o poi mi darò allo spaccio o al furto con truffa).

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  8. Il lavoro e' importante come dimensione personale, prima che per un partner.
    Avere un minimo di disponiblita' economica rende fisicmente piu' liberi (poi bisogna essere liberi e respons-abili di testa).

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    1. Tu sai molto bene quanto la dimensione personale riesca a bilanciare i rapporti di coppia. La insoddisfazione è la mina vagante più pericolosa.

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    2. Io penso che finche' una persona non abbia raggiunto un buon livello di vita per la propria vita sia meglio che non si vada a incasinare con le mancanze altrui. Due fragili insieme non fanno due sani e forti ovvero se gia' faccio fatica a mantenere la mia posizione perche' sono incerto / fragile /etc/ figurati cosa succede quando il partner (di tango) si appoggia come un grosso e instabile cinghiale (e il viceversa).

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    3. Uomo un'ipotesi è che uno dei due non sia fragile per es.
      un'altro ès. è che è difficile gestire qualcosa quando c'è di mezzo la famosa chimica.

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Graziedi essere passato/a...
Buona Vita da Magnoli@.