lunedì 30 gennaio 2017

16/365 : il richiamo del sesso

Sono stata un'adolescente  infelice, in perenne difficoltà nell'esprimermi come ragazza, ora ne riesco a parlare con abbastanza distacco ma ho sofferto interiormente molto, sperimentando addirittura l'isolamento consapevole.
Un corpo eccessivo che mi faceva vergognare, che mi ha allontanato dalle tappe piu' belle dell'amore, dell'approccio ai piccoli uomini che si dipanavano sul mio cammino. Amicizie ridottissime all'osso, l'essenza chiusa del riccio era il mio riflesso. Ero in perenne nascondiglio dal mondo in genere, dai ragazzi che sempre mi facevano sentire fuori luogo, poichè non bella abbastanza, non magra quanto bastava. Ho amato segretamente uno, due, tre, e non so quanti ragazzi reali e irreali, cioè esistenti ma irraggiungibili. Il mio cuore era sognante e il mio primo vero blog era qualcosa delicatamente ingenuo. E qualcuno nell'etere vedeva in me qualcosa di puro, tenero, particolare.
Poi lei : la seduzione, che arriva violenta e si impossessa di me, esce senza controllo, innata, e che nemmeno ne immaginavo la dannosità se mal gestita. Ma non ero e forse non sono abbastanza esperta da dosarla nel giusto modo e così il male cammina sottile accanto a me pronto a inghiottirmi ogni volta. Da ragazzina mal apprezzata a donna troppo desiderata, che trasuda sesso, voglie, complicità e tanta roba che nemmeno una moglie o una compagna immagina.
Io l'amante perfetta che incarna passione, erotismo e desideri reconditi.
Ma si sprigiona forse un'energia malata a volte mi chiedo, da una bocca troppo prorompente ad uno sguardo troppo intrigante anche solo attraverso uno stupito voluto selfie?
Ho ripreso a soffrire dentro per i motivi opposti a quelli dell'adolescenza.
essere oggetto di rappresentazioni carnali, di voglie, e desideri che realizzati lasciano niente si scontra a morte con quello che sono, eppure e quello che mi sono ridotta a essere semplicemente per accettarmi attraverso l'accettazione dell'altro. Il tutto poi condito dal non aver ancora un ruolo sociale che mi identifica come persona, ma solo come femmina sanguigna. Insomma o tutto o niente, mainagioia si direbbe da gergo attuale, mai una via di mezzo dove serve.

E se ci fosse non dico un cuore, ma un'anima dietro tanta roba e voglia perchè non attrae violenta come  riescono a fare tette, bocche e gambe? Forse l'anima è per pochi evoluti?
Ecco io incomincio  a chiedermelo con insistenza, sopratutto alla luce delle preferenze che certi uomini hanno al mio impatto, eppure ho un'essenza intellettiva e spirituale abbastanza evidente dovro' mica girare con una corona in evidenza appesa al collo e una treccani sotto braccio?
E poi perchè uomini, uomini  tutti rigorosamente impegnati o separati in cerca di espressioni calde di unioni con le forme piu' burrose. Ma davvero sono come la sfogliatella mi chiedo mannaggia la puttana. Tutta colpa del mio saper mettere a proprio agio e sa avessi io bisogno di essere messa mio agio?
E poi mi domando anche questo, perchè non completarsi con la propria meta' attraverso un dialogo aperto, io lo vorrei se avessi un compagno a cui tengo, non vorrei che lui facesse cose con altre. Io se non fossi abbastanza cercherei di dare di piu', ma forse questo è amore complice e vero boh!  non capisco.
A me questa cosa del sesso incomincia a farmi venire ansie, perchè se a una donna piace il sesso è lo si intuisce ci si prova senza riserve con tutte le scuse.
Io sono molto nervosa per questo poichè non mi capita solo nella realtà ma a volte anche nell'etere.

https://www.youtube.com/watch?v=1wJnVqrVa58&list=FLGe6a2TfUfDWtQTkTaWkF2Q&index=12

34 commenti:

  1. Magnolia, tu hai l'innata capacità di rendere complesse le situazioni semplici....:-)

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    1. io ho l'incapacità di trovarmi sempre in situazioni che non mi appartengono, questo in verità.

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    2. ma non è vero. se vi capiti dentro, sono tue.

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    3. e invece no, non so mie. porca puttana.

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    4. Magnolia, vediamo di capirci. Io non so chi sei (cit), mettiamo che tu sia topa. Francesco e io siamo tuoi colleghi. Alla macchinetta del caffè Francesco e io ti buttiamo li delle battute, delle allusioni, ecc. A quel punto te hai in mano la paletta del capostazione, se alzi il rosso io e Francesco ci fermiamo li. Se alzi il verde, io e Francesco proviamo ad invitarti ad uscire per poi vedere cosa si riesce a combinare.

      Ora, se ad un certo punto tu sei in macchina con Francesco in una vietta isolata e stai pensando "questa situazione non mi appartiene", se hai sedici anni si può capire, se ne hai ventisei direi di no. Non ci sei arrivata per caso nella vietta, ci sei arrivata alzando un certo numero di volte la paletta col verde davanti al treno di Francesco.

      Se poi ti domandi perché io e Francesco, indipendentemente da tutto, vogliamo uscire con te, te l'ho detto, è una cosa del tutto automatica e normale per qualsiasi uomo, siamo programmati per cercare il tartufo. Tanto più tu sei topa (o tanto più cozze sono le altre) tanto maggiore l'insistenza. Ma in un contesto civile di normalità la "situazione" si gestisce semplicemente alzando la paletta col rosso. L'Uomo educato non va mai oltre il limite del buon gusto e della educazione. Certo, se poi ti presenti in bikini dentro il centro di accoglienza...

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    5. Francescoooooo non esageriamo ahahahaha!!!!! magari na topoletta .

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    6. @ Lorenzo.

      Il problema è che quella cazzo di paletta che a volte alzo con una certa frequenza finisce poi per cadermi sulla testa. perchè sono istintiva per amore e passione. Non ragiono, come invece faccio per tutte le altre cose nella mia vita.

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    7. Voi donne siete fastidiose per questa mania che avete di incartare cose semplici con mille strati di nonsenso.

      Ti piace fisicamente Francesco? Si - No.
      Francesco è un brav'uomo? Si - No.
      Francesco è una persona gradevole, che ti piace avere attorno? Si - No.

      Se ad un certo punto pensi che la "situazione non ti appartiene" è perché in questa lista facile e corta di domande ad un certo punto la risposta era NO.

      Facciamo un esempio pratico. Francesco è un uomo sposato con famiglia a carico. Carino, simpatico e tutto. Francesco ti invita ad uscire. Siccome la faccenda della "amicizia" è una balla e lo sappiamo tutti, se tu esci con Francesco significa che metti in conto di "accompagnarti" una o più volte a Francesco NONOSTANTE le complicazioni derivanti dal suo essere padre di famiglia. Altrimenti dici a Francesco "no grazie" e morta li.

      Adesso veniamo all'esempio da parrucchiera: Francesco è sposato con prole ma a te dice di essere single, Francesco fa il guardiano al supermercato e a te dice di essere manager di una multinazionale, eccetera. Questo significa banalmente che PRIMA di "accompagnarti" a Francesco bisogna che tu ne approfondisca la conoscenza, oppure che a te va bene "accompagnarti" anche se ti racconta un sacco di frottole, non importa.

      Veniamo al caso classico: "pensavo che fosse diverso".
      Se mi dessero un centesimo per ogni volta che una donna mi ha detto questa frase, sarei milionario. Sono tutte balle, tutte scuse. Semplicemente addossate ad altri la "colpa" (che non è una colpa) del fatto che avete detto dei "si" e dei "no" nei punti sbagliati.

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  2. Tanto che io non ho capito niente.

    Una cosa però la so: gli uomini, tranne casi limite, non si vergognano di quello che fanno. Invece le donne hanno spesso e volentieri (sempre?) bisogno di cercare scuse, giustificazioni, paravento, del tipo "me l'hanno fatto fare, io non volevo".

    Nessuno ti costringe, sei tu che decidi di fare o non fare, nel bene e nel male. Contrariamente alla letteratura fasulla, non ci sono pulsioni incontrollabili, ognuno è responsabile delle sue azioni. Infatti la gente si misura da quello, dalle azioni. E dagli amici, perché anche gli amici te li scegli.

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    1. gli uomini si vergognano Lorenzo -anche se non tutti- di fare certe cose con le proprie mogli o compagne posso affermarlo chiaramente.

      nel post non era riferito una costrizione in se, ma alla mia capacità di sedurre inconsapevolmente uomini che per lo piu' riscoprivo impegnati, ma interessati ad esperienze fuori coppia.
      In merito alle pulsioni incontrollabili, esse diventano tali quando il soggetto ne viene convolto, travolto, invischiato suo malgrado non riesce poi a farne a meno, ma sempre perchè è nato un qualsivoglia interesse.

      certo che tutto scelgo io, ma a volte anche le scelte piu' ponderate prendono strade inaspettate.

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    2. Non conosco nessun uomo come quelli che conosci tu. Abbastanza strano.
      Mi viene il sospetto che gli uomini ti raccontino delle balle e che tu ci creda.

      Riguardo la seduzione, mi fai ridere. Gli uomini vogliono trombare con qualsiasi donna minimamente attraente e si devono frenare, se e quando decidono di farlo. Questo esaurisce l'argomento. Tieni conto che la parola "sedurre" significa "sviare", cioè portare qualcuno fuori strada. Non è il caso, dato che è il funzionamento normale degli uomini.

      Rifiuto il concetto del "coinvolto" e "travolto", come scrivevo altrove, sono tutte scuse, artifizi per dare una parvenza o di inevitabilità a cose che invece capitano per tutta altra ragione, generalmente perché è la cosa più comoda, più facile. E' un po' come il bimbo con il barattolo di biscotti al cioccolato.

      E no, dopo una certa età non esiste l'inaspettato. L'esperienza serve proprio a sapere le conseguenze di certe premesse.

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    3. on serve conoscere basta analizzare la scietà offre tanti esempi.... se un uomo con moglie e compagna in piena sintonia vuol andare con un'altra o è vizioso o non soddisfatto e mente poichè non vi è solo il sesso in una coppia ma anche altri fattori che avvolte per comodità o apparenza hanno la meglio.
      sul fatto che gli uomi facciano con una amante cio' che non fanno con le loro compagne e' ben risaputo e non lo dico certo solo io, ma basta leggere qualche rivista scentifica di psicologia di coppia. questo è un discorso che vale anche viceversa, ho letto storie di donne che si vergognavo di fare certe cose con i loro mariti per poi farle con gli amanti.

      sul fatto di trombare con qualsiasi donna hai ragione, ma a che motivo se una donna già c'è?

      con l'amore sopratutto, per quando puoi basarti sulle esperienze quando ti senti coinvolto o meglio se preferisci quando sei preso da qualcuno tutto puo' accadere, perchè l'amore è sempre diverso se è diverso l'altro per cui lo provi, a meno che non si è cinici e distaccati ma in quel caso non si parlerebbe nemmeno di amore , ma di sesso o comodità.l'inaspettato in un certo senso deve esistere o sarebbe tutto troppo monotono e ti passerebbe anche la voglia, almeno secondo me.

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    4. sai che sono stranamente preoccupato che un po' ovunque nella blogosfera ci sia coincidenza di idee con Lorenzo?

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    5. e che voi siete imperturbabili, credete a ben poco che non sia lineare e razionale e controllabile.

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    6. Magnolia, dai retta allo zio Lorenzo.

      Tu hai una idea degli Uomini e della società che non è "reale", è quella che o ti piace credere o che ti hanno fatto credere. Non mi va di parlare di altri, quindi parlo di me.

      Io sono un uomo. In quanto tale prendo le mie decisioni e faccio le mie scelte sulla base di quello che per me è "giusto" e "sbagliato". Queste decisioni scelte sono A MONTE rispetto al fatto di essere insieme a Maria o a Laura. Ovvero, se faccio una cosa, la faccio nella convinzione che sia giusto farla A PRESCINDERE, altrimenti non la faccio. In questo consiste l'essere Uomo (o Donna), niente altro.

      La meccanica cattolica del "peccato" a cui segue il "pentimento" da presentare al confessore per ottenere il "perdono" è una cosa evidentemente folle o infantile. Forse poteva andare bene in un'epoca in cui le persone non superavano lo stato del troglodita.

      Il concetto fondamentale su cui si fonda l'idea di Dio è il contrario del ciclo peccato - pentimento - perdono, ovvero quello del Libero Arbitrio. Se Dio avesse predefinito il nostro destino, noi non avremmo colpa e la colpa sarebbe solo sua. Invece ci da la facoltà di scegliere se fare una cosa o l'altra, quindi se/quando facciamo una cosa ne siamo responsabili, siamo chiamati a risponderne. Se siamo responsabili significa che non ci sono "tentazioni" che non possiamo controllare.

      Il mondo lo facciamo noi, gli diamo forma con le nostre decisioni e azioni. Quindi se ci sono azioni sbagliate, queste sono a monte, non diventano sbagliate a seconda del contesto, cioè se fai una cosa con Maria va bene, se la fai con Laura va male. O sono entrambe bene o sono entrambe male. Le persone si giudicano dalle azioni e l'unico modo per redimersi dagli errori compiuti è non fare ulteriori errori. Cosa che invece è incoraggiata dal meccanismo del "perdono" di cui sopra, per non dire della idea altrettanto assurda che si possano compensare azioni "bene" e azioni "male".

      La psicologia è stata inventata, come tante altre disgrazie, dagli Ebrei. Lasciala perdere, è solo uno strumento di manipolazione e ha sempre un secondo o terzo fine.

      Il motivo per cui gli uomini vogliono tutte le donne è un imperativo biologico, quello di diffondere il proprio DNA. In natura esisteva una selezione drammatica, ovvero era molto facile morire. Chi sopravviveva aveva di conseguenza qualche tratto favorevole ed era conveniente alla specie che quest'uomo avesse quanti più figli possibile. Considera che le donne facilitano la cosa rimanendo ricettive tutto l'anno. Un altro effetto utile è che fare figli con donne diverse implica un maggiore rimescolamento dei cromosomi e quindi riduce le tare derivanti da accoppiamenti tra consanguinei, cosa che nel passato remoto era frequente causa isolamento delle comunità umane.

      Le donne invece hanno la necessità che gli uomini forniscano supporto. Quindi hanno evoluto due meccanismi, quello del ricatto della patata contro bistecca e quello della "fedeltà", il secondo essendo piuttosto labile.

      L'amore... assume senso del tutto diverso nelle diverse fasi della vita, come l'amicizia, come tante altre cose. Amare a sedici anni è diverso che a trentasei o a cinquanta.



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    7. A proposito dell'essere razionale, è un meccanismo che abbiamo tutti e che si impara ad usare andando a scuola. Quando scriviamo siamo necessariamente razionali perché le idee irrazionali NON SONO CONOSCIBILI, quindi non sono esprimibili e quindi non si possono comunicare.

      Se tu scrivi una idea irrazionale stai semplicemente sbagliando, stai usando uno strumento in maniera sbagliata, come ficcarsi la forchetta in un occhio invece che in bocca.

      Finisco dicendo che le donne avranno la "parità di genere" quando riusciranno a liberarsi di certi automatismi, come tutte le fanfaluche sui "sentimenti" nelle quali si avvolgono.

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    8. e se una decisione presa a monte nel suo divenire fa cambiare certe carte in regola? questo puo' accadere, la vita non è un sistema matematico che seguendo sempre le stesse regole alla fine da il risultato giusto anche se cambiano i numeri. alla vita basta davvero poco per prendere una piega totalmente diversa da quella pensata, a meno che non vivi rigidamente nel binario.

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    9. C'è solo una cosa importante nella vita, che invecchiamo, ci ammaliamo e moriamo.

      Tutto il resto è un gioco.

      Siccome è un gioco, sei tu che decidi quali giochi giocare e come giocarli. Se decidi in base a quello che ritieni giusto, alla fine non hai niente di cui rammaricarti. Si tratta solo di dire "si" o dire "no".

      Dire "si" o dire "no" implica comunque che ci sia un prezzo da pagare, in tutti e due i casi. Ogni scelta, ogni decisione, ti porta qualcosa e ti toglie qualcosa. Il nocciolo della decisione è proprio questo, determinare se il prezzo che paghi vale quello che ottieni in cambio.

      Si, la vita è rigidamente "binaria", perché esiste il "giusto" e lo "sbagliato", solo che a te non piace perché ti mette davanti al fatto che quello che ti succede o non ti succede dipende da te (ovviamente escluso il vaso che ti cade in testa, quello è un evento accidentale).
      E' molto più facile e comodo il pensiero che la cose succedano per una volontà altra da noi, ci solleva dall'impegno della decisione e dalla responsabilità della decisione.

      In questi anni ci raccontano che non ci sono "giusto" e "sbagliato" ma esiste una nuvola di probabilità per cui sei sempre nella situazione "un po' giusto e un po' sbagliato". Questa idea ti porta o alla paralisi perché non puoi scegliere oppure a muoverti a caso perché ogni scelta porta sempre lo stesso risultato. Non è cosi che funziona, ci vogliono in questo stato per renderci incapaci di autonomia.

      Il divenire.
      E' come guidare l'automobile. In ogni momento muovi il volante e i pedali, a seconda della strada che stai percorrendo. Ogni movimento di volente e pedali è una decisione. Quindi, se in un certo punto hai sterzato a destra e poi ti accorgi che c'è una curva a sinistra, girerai il volante a sinistra, se c'è un ostacolo frenerai. Dov'è il problema?

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    10. Se ho girato a destra e nel frattempo ho provato emozioni non è cosi semplice girare lo sterzo a sinistra indipedentemente dagli ostacoli. Il mio problema credo sia proprio questo. Quello che accade in me da uno svoltare all'altro.

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    11. Eh no.
      Te non stai dicendo che è difficile girare lo sterzo, stai dicendo che, siccome se giri lo sterzo si interrompe la "emozione", scegli di non girarlo.

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    12. Oddio Lorenzo non è poi così chiara la cosa per me. Più che altro è un conflitto che si crea, voglio l'emozione, ma il dopo sarà sofferenza. Ed è qui che non riesco a scegliere con criterio e tendo alla prima ipotesi. È non è perché sono donna, ne conosco alcune molto risolutive, ma credo che sia il mio carattere forse poco distaccato o forse irrazionale.

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    13. Si, ogni donna è convinta di essere solo lei a dire le cose che dicono tutte.

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  3. Si. Comunque l'anima è per pochi evoluti. E quelli senza scrupoli se sei debole lo comprendono al volo. Ha ragione Lorenzo comunque: gli amici e le frequentazioni, te le scegli. Anche se sono stronzi, hanno usufruito di uno speciale passa partout.

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    1. l'anima è di pochi Fra credimi.... altrimenti non si fermerebbe solo tutto al sesso, ma ci sarebbe un seguito anche se non di coppia.

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    2. sai Fra mi è capita un'anima speciale sulla strada, col tempo ho capito non sarebbe mai potuta essere mia, ma non l'ho mai lasciata, l'ho sempre cercata ed e' il mio migliore amico per me, una sorta di mio salvatore attraverso il quale ho scoperto una parte di me. io la differenza l'ho sempre saputa fare nonostante il sesso.

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  4. mmmmh... non so se ho capito per benino quello che hai scritto... nel senso che il sesso è una cosa buona, e bella anche... che debba poi essere spesso motivo di vergogna, mah... retroguardia vagamente cristiana?

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    1. no Patalice io intendevo che da adolescente sentendomi fuori luogo (senso di vergogna) come donna non ho mai avuto un approccio vero con ragazzi e sesso, quando magari ne avrei avuto bisogno per uno stato di sicurezza. al contrario oggi pare che quel mi mancava e' in eccesso e quasi in maniera incontrollabile.

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  5. Magnoli@, sei molto giovane mi viene da dire.
    Gli uomini sono in genere lineari, elementari, come ti hanno argomentato sopra.
    Se ti posso dare un consiglio, non perderti in queste elucubrazioni. Sii anche tu il più lineare possibile. Si vive molto meglio.
    Inoltre, se puoi non invischiarti nel "lato oscuro" della rete... se ti piace il sesso fallo e basta, senza tante preoccupazioni (facendo attenzione alla contraccezione e alla prevenzione delle malattie veneree). Inoltre fa' attenzione che il tuo "compagno di giochi" ti tratti alla pari (e non ti umili, per esempio).
    Insomma: detta tu le regole. Tu decidi. Non lasciare che altri decidano per te.
    Niente è "travolgente" in verità. È che si sceglie di lasciarsi andare anziché trattenersi, tutto lì.
    In bocca al lupo.

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    1. La Rete non ha nessun "lato oscuro" che non esista altrove. La Rete mostra quello che esiste nel Mondo, ne più ne meno. Espone tutto a tutti, quindi vedi cose e incontri persone che non vedresti e non incontreresti altrimenti. Ma quello che vedi esiste comunque, con o senza la Rete.

      Si aggiunge ovviamente il fatto che tanto più la comunicazione è mediata, tanto più le persone sono invogliate a nascondersi dietro maschere e finzioni. Ergo, la "verità" che la Rete mostra non è diretta, immediata, bisogna cercarla dietro il velo, deve essere svelata. Cosa facilitata dal fatto che le persone quasi sempre seguono degli stereotipi.

      Contesto il concetto di "se ti piace il sesso, fallo e basta".
      E' co0me dire "se ti piace volare, fallo e basta". Eh no, non funziona cosi. Se vuoi volare puoi usare un parapendio, un deltaplano, un aliante, un ultraleggero a motore, eccetera. C'è un "modo" nelle "cose", anzi, c'è un "modo" per "ogni cosa". C'è un "modo" anche per "fare sesso". O "modi".

      Torniamo al concetto che "fare" è una azione e che questa azione deve essere subordinata alla decisione, a sua volta la decisione è subordinata ai concetti di "giusto" e di "sbagliato".

      Semplifico, c'è il "sesso" fatto nel "momento giusto", nel "posto giusto", con la "persona giusta", nel "modo giusto". E poi ci sono le varianti "sbagliato" di tutto questo.

      A proposito del "lasciarsi andare"... Come scrivevo sopra, prima di arrivare al momento fatidico ci sono di solito un certo numero di stazioni intermedie. Si sceglie di attraversarle tutte. Questo rende paradossale l'idea che si facciano cose senza l'intenzione.

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  6. Dovresti pensare che sei carina e interessante anche a prescindere dal peso in più, che poi e'una stortura della nostra epoca. O delle nostre latitudini. La moda non aiuta. Mi sento però di suggerirti un blog che fa bene all'autostima http://www.modaperprincipianti.com

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    1. Sara cara non è nemmeno piu' pensare di essere comunque carine, quando non lasciarsi prendere dall'istinto, che rende tutto poco controllabile.

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  7. Ho letto più volte questa pagina.
    Letto anche i commenti.
    I)n questo campo qualsiasi cosa si dica può essere smentita.
    L'unico modo è astrarre.
    Lorenzo stesso ha sottolineato il problema della scelta. Sì, ogni cosa ha pro e contro.
    Da quanto ho capito tu hai, in qualche modo, cognizione del fatto che tu puoi essere una "compagna di giochi" potente, erotizzante, non canonica. Questo attrae molti uomini e tu sei conscia del potere, di questo potere che ti ritrovi.
    Certamente dà alla testa, come ogni forma di potere.
    Però hai anche capito che giocare sessualmente non è sufficiente :- "un'anima dietro tanta roba".
    Ora hai un'età nella quale hai capito che l'eros (uso questa parola per distinguerla da "amore" che in italiano corrente tende all'agàpe e per indicare la sfera più completa delle relazioni appunto erotiche con persone dell'altro sesso) è anche sesso ma è molte cose. Anzi, tende ad essere troppe cose.
    Infatti quella cosa "eros & agàpe", secondo i tantrici, è almeno sei "cose".
    Non voglio farla lunga: è molto difficile trovare tutto in una sola persona.
    All'inizio, sulla spinta ormonale (vissuta dai più come l'innamoramento della giovinezza) si è disposti a grandi compromessi e si passa, con baldanza, sopra le difficoltà. Col passare del tempo cala la biochimica sessuale, aumenta la memoria di difficoltà e complessità, il bilancio si fa meno favorevole.
    Non puoi ignorare l'istinto né tentare di scansarlo, tornerà come un demone.

    La questione è che non so cosa consigliare, non ho dritte o suggerimenti. Come sai non sono certo un campione in amore (e, cinicamente, ritengo che non ci sia alcun campione in "eros", solo persone che hanno successo in alcune delle sue sei parti specifiche).

    In genere quando si sta bene diminuisce anche la tensione, dolorosa, del non avere un partner (quale? per fare cosa? dove? etc.). Solo che ci sono situazioni nelle quali si sta male per non avere un/una amante.
    Quindi rimane solo una meta strategia: cercare di avere una vita più sana, intelligente, ecologica, vispa etc. possibile. In quel caso poi si crea un circolo virtuoso per il quale si sciolgono molti problemi e questo porta a stare ancora meglio.

    Auguri di una buona vita, allora, Magnolia.

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Grazie e se ti va puoi tornare ancora.
Buona Vita da Magnoli@.