martedì 2 dicembre 2014

orgoglio e fragilità


Ho addirittura pensato che per dimenticarlo devo chiedergli aiuto .
Santo cielooooo sono impazzita?? O sono davvero fuori di testa???
Non è da me una cosa simile non l'avrei mai potuta pensare prima, si vede che ormai sono da neuro.
Ma continuo......,
Se lui e sottolineo lui  , mi bloccasse sui social network in comune sarebbe già un passo avanti.
Il blocco definitivo mi proibirebbe di trovarlo tra i nominativi registrati e di sbirciare le sue cose e sarebbe, così, cosa molto buona, poiché io non riesco proprio a frenarmi.
Per fare ciò dovrei trovare il coraggio di chiederglielo e questo non è per nulla semplice.
E allora dovrei dargli fastidio a tal punto da indurlo a compiere questa azione.
Ma non ce la faccio, lo so, me ne direbbe di mille colori ma senza blocco.
E' assurdo quello che vorrei!!!
E' assurdo come quest'uomo che io non ho scelto (lui ha scelto me) mi abbia tirato fuori così tanta fragilità come donna e ridotto a minimi termini il mio innato orgoglio: il mio essere roccia senza alcuna moina di panna e cioccolata.
Quando sono con lui mi sento totalmente nelle sue mani con tutti i turbamenti del caso. E nessuno può nemmeno immaginare quando è dura mantenere il controllo.
Il suo sguardo è calamita, il suo volere diventa parte del mio volere,
E questo non riuscire a dirgli mai di NO,   mi disturba così tanto, mi fa  provare rabbia verso me stessa per la forza che mi manca quando sono in sua presenza.
Mi disturba perchè gli permetto potere su di me, privandomi di un comportamento lucido e che mi rende di facile costume ai suoi critici occhi : non verrò mai realmente stimata come voglio nè come donna e nè come persona.

Ho sbagliato tutto,
SI! mi sa proprio che ho sbagliato tutto.




Ed è in certi sguardi che si nasconde l'infinito...
                                                                                                                                                             F.Battiato


venerdì 28 novembre 2014

chiodo scaccia chiodo

Insomma mi tocca far come il vecchio detto "chiodo scaccia chiodo", trovarne un altro.
Trovarne un altro a cui dare le mie attenzioni e le mie energie,
trovarne un altro che sia piacevole pensare senza temer che sia perdita di tempo,
trovarne un altro che mi faccia sentire più appropriata anche solo per un paio d'ore,
trovarne un altro che sia meno egocentrico,
trovarne un altro che sia meno muro da scalare per farmi meno male,
trovarne un altro che mi faccia entrare dentro di lui e baciargli il cuore fosse solo per una notte.
E ancora trovarne un altro che non mi dia sempre  della stupida senza andare mai oltre e per il gusto di umiliare le donne, solo perchè ferito,
E che  mi faccia rilassare abbattendo l'ansia che mi trasmette che mi rende innaturale,
e  che mi faccia vaneggiare,
e che si faccia saltare addosso e si faccia abbracciare con o senza che sia ubriaca poichè sono dolce fino alla fine,
e che si faccia accompagnare alla macchina quando deve partire perchè io sono fatta così piena di premure innate che nulla chiedono.
Ecco devo cercarmene davvero un altro...
O forse dovrei già chiedermi se a quel tipo a cui  spudoratamente e scorrettamente mi rivolgo spesso con  "Te invece di tu! fosse già il chiodo scaccia vecchio chiodo?




" Di sicuro, con il tempo, un amore e uan speranza come quelli 
che provo io daranno vita a una qualche forma di bellezza! "


da la Coppa di Cristallo di Bram Stoker 

mercoledì 26 novembre 2014

mi sto chiedendo

Mi sto chiedendo, ora, mentre mi parlo:
perche’ è cosi’ difficile essere buona con se stessi, dirsi cose positive, sentirsi giusta, dichiararsi vincente davanti allo specchio del proprio essere, gioendo delle capacita’ che qualcuno vede ma tu no.
Mi sto chiedendo, ora, mentre mi guardo:
perche’ è cosi’ complesso essere fiduciosi verso se stessi, quando si riesce a stimolare chi ti sta intorno proprio in una tale cosa.
Mi sto chiedendo, ora, mentre tento di ascoltarmi:
perche’ c’è tanto rumore, il silenzio è sempre lontano quando lo cerco, quando lo chiamo urlando da perdere il fiato.
Mi sto chiedendo, ora,  mentre mi tocco sul cuore e lo sento battere,
perche’ non provo amore, quando vivere significa amare.
Mi sto chiedendo, ora,  mentre percepisco la mia essenza così dolce
perche’è cosi’ affannoso non essere amara.
Mi sto chiedendo perchè soltanto ora aspiro a queste risposte.


Forse mi sto chiedendo se ho mai vissuto veramente?

domenica 23 novembre 2014

non so

Oggi è stata la mia prima uscita da turista da quando sono a Tirana.
Passeggiata di quattro ore e mezza: visita al rovine di un Ponte Romano, alla Torre dell'Orologio, più rilassatamente alla Piazza Skanderbeg, passando per Ruga (via) Ismail Qemali, Ruga Sami Frasheri, e Ruga Abdul Frasheri, fino al rientro nel piccolo appartamento in cui, seduta  al tavolo rosso della cucina, sto scrivendo questo post.
La giornata è stata piacevole,  ho camminato molto, ho preso tanto freddo con cui farò i conti nelle prossime ore, ho anche comprato due magliette e fatto i primi conti per comprare qualcosa ad amici e parenti.
Insomma ora sono stanchissima, ma forse è anche meglio così, andrò a letto spero presto per recuperare le energie e il fastidio di schiena che sento, cercando  di limitare al minimo  i danni che la mia tristezza all'improvviso sta tentando di fare.
Purtroppo non posso permettermi di aiutarmi risolutivamente come vorrei, poiché per farlo devo compiere almeno due passi importanti e costosi e in verità adesso davvero non sono nelle condizioni giuste. So cosa mi distrugge profondamente e mi inquieta non facendomi godere dei piaceri e della vita, ma con le mie sole forze non riesco a combattere, peggio se accanto a me poi finisce un uomo: non riesco a parlare di ciò che mi tortura giorno e notte e si sa, dipende dai rapporti bisogna condividersi in tutto e questo per me diventa sempre il problema.
In tutto si abbatte sempre il mio problema, assurdamente, inspiegabilmente.
A volte mi chiedo quando imparerò mai a buttarmi dietro le spalle tanta sofferenza e a sorridere per dare un senso a questa cazzo di vita mia.
Ci vorrebbe forse la droga?  forse alcool?
Non so, in questi momenti non  mi rendo più conto di cio' che è male e cio' che bene.
Amen.

giovedì 20 novembre 2014

Tirana, perplessità e lavoro

Sono arrivata a Tirana il 31 ottobre con la massima positività, c'era da ricomporre una vita bloccata, assetata di realizzazione e di bisogno di dimenticare persone complesse e  forse sbagliate.
Realizzarmi e fuggire erano le priorità della mia vita indipendentemente da dove andavo e da ciò che trovavo e in questo caso: un paese che viveva i nostri anni 80.
Consapevole di ciò che avevo scelto per me, ho abbracciato quindi la croce più grande, ovvero la mancanza di igiene e le canzoni di Pupo.
In cammino  verso il Calvario per sentirmi pulita (la musica poteva aspettare), ho iniziato la disinfestazione del mio appartamento accompagnata da frequenti conati di vomito, ma finalmente  dopo una settimana di torture di questo tipo, ecco la mia prima uscita vera  a piedi per questa Capitale, a prima vista non poi così tanto male nella sua struttura e architettura.
La conoscenza del posto, le prime perplessità su ciò che osservavo, mi hanno all'inizio sconvolto per poi farci quotidianamente l'abitudine.
Lo scenario in cui mi sono trovata catapultata mi è sembrato assurdo, i miei occhi volevano chiudersi, ma nello stesso tempo restare aperti e vedere fin dove si potesse arrivare, fin dove si potesse davvero guardare.

                       " Le macchine per lo più non si fermano  al semaforo, gente che con il motorino sottobraccio scavalcano carreggiate e marciapiedi, persone che all'improvviso vomitano e sputacchiamo a destra e a sinistra mentre camminano e tu devi deviarle. Cacca (spero solo) di cane spalmata come nutella guardate il caso proprio dove si muovono i miei passi, fughe veloci per attraversare le grandi vie con semaforo a secondo, gente che corre in mezzo al traffico come se fosse normale veicolo a motore.
L'unica salvezza visiva mi è arrivata dalle  donne che impegnate o non,  sono belle e molto sistemate, sugli uomini ci sarebbe molto da raccontare sopratutto su quelli che non hanno lavori di un certo livello.  La cosa più difficile da mandare giù sono gli autisti ignari del vero senso del codice stradale e molte persone inconsapevoli del significato del codice civile e sociale, con me al centro di tutto questo. Il rientro nell' appartamento : il sollievo".  *


Ormai però sono passati 20 giorni e la mia permanenza qui sembra migliorata, l'occhio pare essersi abituato a tante strane cose mai viste. La mente è più rilassata e incomincia a notare anche le cose più normali come il Conad una piccola Italia in Albania, e i centri commerciali molto carini e particolari.

Almeno una cosa: il lavoro mi piace e i miei collaboratori sono anche simpatici.



* cit. della mia osservazione di persona normale e perplessa

martedì 18 novembre 2014

novità:Tirana

Mi sono trasferita a Tirana questa è la novità.
Vorrei scrivere  di più ma il nuovo lavoro mi sta succhiando Anima e sangue.
Amen.

martedì 30 settembre 2014

naturale

Potrei scrivere veramente tanto sulle persone che sono naturali, magari anche in un contesto in cui è difficile esserlo.
Ma mi limito solo ad una esclamazione: si amano!
Quelle persone si amano. Punto e nulla più.

mercoledì 17 settembre 2014

stasera lui

Stasera vorrei: lui. No sesso, no parole, semplicemente la sua presenza. La sua essenza.....e poi il silenzio.

sabato 13 settembre 2014

non so spiegarmi

Non riesco a trovare le parole giuste per descrivere ciò che si prova a sentirsi perennemente fuori luogo, lontano da ciò che si ama, che si desidera. Ecco non so spiegarmi.

domenica 7 settembre 2014

distrazione imperdonabile

Grazie ad un lettore ho capito perchè da ormai tanto tempo non vedevo piu' commenti sul mio blog.
Vi chiedo SCUSA lettori ma sono così distratta negli ultimi tempi da non rendermi conto nemmeno più del giorno e della notte.
Devo riabilitarmi prima che sia troppo tardi......



buona domenica a tutti.

venerdì 5 settembre 2014

la perfezione dell'imperfezione

Ero appena adulta e benché bruttarella fantasticavo sull'incontrare un pittore che riuscisse a ritrarmi nuda. Eh si nuda, cosa da folle poichè non sono mai stata per nulla carina da guardare se non da angolazioni particolari, ma ci pensavo, oh se non ci pensavo.
Pareva che il pennello più di un sguardo o di un obiettivo potesse essermi amico.

Ma ecco l'inatteso e poi la sentenza,
E il sogno che può avverarsi d'improvviso invece può crollare
E probabilmente crollerà.

Conosco a casa della mia amica una pittrice, folgorata come sempre da tutto ciò che esprime arte inizio a parlarle. Scopro che è piacevolissima, mi parla del talento con cui si nasce, mi parla delle mostre, della capitale dove ha esposto alcuni suoi quadri, ci conosciamo, scopro che dipinge anche nudi.
Oddio che bello mi ritrarrebbe lo so, lo intuisco, ma non chiedo ci giro intorno cerco di capire e mi arriva la sentenza:  fotografo il soggetto prima di ritrarlo, per questo motivo, per quel motivo, per questo cazzo e per quell'altro cazzo.
Crollo.
Crolla tutto e una vera caduta dolorante nel precipizio.
Io non riesco a farmi fotografare già vestita figuriamoci nuda con le imperfezioni a seguito.
Cazzo, cazzo sempre quel cazzo di cazzo:
uccido serpenti,
affronto i ragni con mille ciabatte, pipistrelli con occhiali e accappatoio nel bagno e nella mia stanza,
ho imparato a bere whisky, a sopportare il fumo di un sigaro,
ho imparato addirittura a dire ad uomo che mi piace sebbene sia fatta di sangue e orgoglio,
ma una foto no.
E' tilt.
L'idea di una foto mi terrorizza, è violenta, è precisa, ritrae la perfezione dell'imperfezione, i rottami profondi dell'essere, del mio essere come non sono ma come mi sento.
Insomma non sono una modella e sono in guerra con qualunque obiettivo che non siano i miei selfie da stupida della massa : ECCO.

mercoledì 6 agosto 2014

mica voglio la luna


Non chiamatemi scema
Ho rivisto il tizio che sei mesi fa mi ha trattato come un'appestata dopo una notte di passione. L'ho rivisto per due motivi, il primo e che non ho la forza di oppormi al desiderio e all'attrazione che ho per lui, porca troia non lo resisto, secondo perchè in tutto sto tempo di pensieri giusti o sbagliati ne avevo ricavato un profilo a modo mio e che è stato alla fine esaurientemente confermato.

L'idea di Bridget Jones
Negli ultimi giorni ho rappresentato e forse ancora rappresento una incommensurabile imbranata.

Conclusioni
Bevo troppa birra.
Dimentico tutto tranne il tizio
Penso troppo.
Voglio un lavoro mica la luna cazzo.
Coloro le unghie con verde speranza.


venerdì 11 luglio 2014

pulizie e maschere

Nell'ultima settimana ho accumulato un'immensità di pensieri, roba da far tremare il mondo se per caso la mia testa esplodesse.
Vorrei avere una mente muta, dal silenzio tombale e invece no.
Rumori, porte che cigolano e che vorrei chiudere,
Svolazza tutto, un vento che fischia fin sotto la mia pelle.
E allora mi dico "taglia con tutti, dal quotidiano al virtuale".
Per semplicità aziono le cesoie partendo dal web.
Fuori due blog creati per diverse necessità e abbandonati a se stessi da troppo tempo. Da domani incomincio invece a ricamare una lista di gente da cui distaccarmi con arte e intelligenza.

Ma in verità vorrei ripulire Me.
Cancellare gli errori, troppi, continui.
Cancellare la mia dannazione, tutto il dolore che silenzioso corrode, che fiero mi chiude alla vita e alla pura armonia dell'amore.
Ma Me resterà sempre sporca, macchiata,  dipinta male con le  solite sfumature sbagliate sebbene i colori io abbia provato a più volte a rimescolare.

Le maschere invece hanno colori perfetti 
e si può addirittura scegliere quella che meglio conviene


martedì 8 luglio 2014

scrivere come fonte di sfogo

Insonnia
Eccola assurdamente mi perseguita, mi violenta, affila i miei pensieri.
Mi disturba, mi inquieta, mi fa male, l'insonnia mi consuma l'Anima si deposita sul mio corpo ormai imbottito di sola  cioccolata e terribili schifezze.
Non dormirò stanotte lo so. Colpa della zanzara, colpa delle situazioni che mi affogano sempre e di più.

Dieta
Sorella gemella di questa vita che mai si fece i cazzi di qualcun'altro, ma sempre i miei.

Vibratore
Giusto cielo!!!! devo ancora comprarlo.
Forse adesso avrei avuto qualcosa da fare, che scrivere cazzate, che massacrarmi il cervello con pensieri fuori luogo.

Conclusioni
Forse è il caso di contare le pecore.



lunedì 26 maggio 2014

fonte di cura e perdono

E' continua il mio perdersi nelle sue espressioni, mute, bianche, nere,
cercando il senso di me che si mescola a lui, ancora, senza ragione.
E mentre cercavo di entrare nel suo cuore ferito, solitario,  tra parole e seduzione, inconsapevolmente mi preparavo a soccombere alle sua - forse ennesima - vendetta contro la donna, causa del profondo male e della incommensurabile delusione del suo cuore.
Ma se una donna distrugge, contromano ne può arrivare un'altra che ricostruisce e salva.
Funziona così a volte  questa vita e noi nemmeno ce ne accorgiamo, 
e tu nemmeno immagini tutt'ora.
E appunto continui.....solitario, a collezionare espressioni femminili, mute, bianche, nere, di essenze sperando di esserne travolto.
Ma il calore di uno sguardo che abbraccia sono l'espressione più vera: fotografia a colori di un mondo che si rivela nuovo, sincero,  nelle sfumature inattese dell'amore: fonte di ogni cura e perdono.



* ricordi che vanno, ricordi che vengono *



mercoledì 14 maggio 2014

amore perduto

Quanto dolore gratuito,
quanto amore perduto.
Il cuore a brandelli,
un' Anima a pezzi.













lunedì 12 maggio 2014

ci sarà

ma ci sarà cosa? 
è la mia domanda di ogni mattina.
 Ecco: io non credo più a un cazzo di niente. 
Amen.













sabato 10 maggio 2014

collasso, amore e libertà

Caduta libera

Due giorni fa a causa di una forte emozione svengo.
Tutto incomincia dal percepire un senso di torpore: qualcosa a me familiare.
Mi allontano dalla stanza in cui si era da poco consumata un'emozione poca positiva e mi precipito nel corridoio, provo a respirare profondamente a distrarmi, ma il torpore non smette, la sensazione che il mio corpo si indebolisca e faccia cio' che vuole la fa da padrone, provo ancora a respirare, entro in un'altra stanza mi siedo e mi sdraio, ancora cosciente ....non lo sono più.
Ecco sono in caduta libera.
Collasso pressorio, collasso emozionale, collasso della mia vita.
Forse non volevo riprendermi, i miei amici medici si sono preoccupati, mia madre mi ha raccontato che mi hanno sentito rantolare ( che qualcuno dall'alto  avesse deciso di chiamare aiuto per me attraverso un lamento forse nemmeno mio??)  e mi hanno soccorso, mi hanno riempito di schiaffi e buttato acqua sul viso, provato ad alzarmi le gambe, ma pareva che io ci volessi mettere piu' della norma a riprendermi.
Vi ho messo tempo a star bene a riprendermi la mia pressione sanguigna.
Vi ho messo quasi una giornata a cercar di ritrovare le mie forze.

Il mio corpo, le mie emozioni

Secondo la diagnosi di dott. C., fatta circa un paio di anni fa, il mio corpo dopo aver accumulato, stress, dolore, delusioni si ribella e alla prima forte emozione  crolla: sviene.
E' una sorta di mia difesa contro il mondo, contro me stessa. Contro il mio modo di controllare tutto persino l'amore verso me, verso gli altri.

Conclusione

La salvezza vuole un salvatore: non ho mai pensato alla salvezza che viene da se stessi. Il mio salvatore è l'amore. Credo che finirà la mia vita in questa lunga attesa.

lunedì 5 maggio 2014

tatuaggio

Errori a catinelle

Ecco,
mi domando ormai con una certa costanza come faccio a sbagliare sempre, ma ancor più mi chiedo come non sappia mai correggermi. Ogni scelta continua ad esser dettata  dalla ricerca di quell'amore che manca e da quell' apprezzamento che sfugge, ma regolarmente vengo schiaffeggiata e derisa dalla vita nonché forse da molte persone che incontro. E allora resto ferma, immobile, a inventarmi cure o punizioni .
E non contenta ho iniziato anche a costruire un muro con la speranza, che ormai guardo con diffidenza e dolore.

Amici, sangria, ufficialmente l'amore contro

Tristezza, malinconia, lacrime incontrollate, notti insonni. Ieri sono crollata e mi sono attaccata al telefono con la mia amica come fosse la bombola di ossigeno in pieno abisso marino. Ufficialmente l'amore mi è contro: devo dimenticare quel " lui "  che si è imbattuto da qualche mese sulla mia strada e che palesemente non se fotte un cazzo di me. Allora l'invito, una cena, la polenta e tanta sangria.

Conclusioni

Farò un tatuaggio anzi il tatuaggio.
Si c'è un tatuaggio, ma io l'ho sempre rimandato..
Credo sia venuto il momento.

lunedì 28 aprile 2014

conclamata pazzia

Lui

Roba da non credere.
L'ultima volta che ho scopato, di quell'uomo pur sapendo molto (a suo dire) della sua vita, non conoscevo il suo cognome.
Cazzo ancora adesso , che sto costruendo un muro per dimenticarlo, non so il suo cognome.
Giusto cielo ma che cazzo me  ne fotte ormai più de sto cognome mi dico!!!

Sto stronzo due ore dopo essere usciti dal suo letto mi taglia fuori da qualunque tipo di contatto intelligente con la sua persona, alludendo successivamente a non so quanti miei difetti di personalità e di carattere mai effettivamente provati.
Giusto cielo ma sono pazza sul serio a non mandarlo ancora vaffanculo dai miei pensieri!!!


Questioni di principio

Troverò qualcuno da scoparmi (lo dice anche la mia amica che chiodo scaccia chiodo) e prometterò a me stessa che oltre al suo cognome saprò anche quello di sua moglie o della sua ex e si!! poichè quando amo o scopo  io sono sempre la  riserva, una sottospecie ,insomma, di toppa da applicare sugli strappi.
         Giusto cielo la mia è conclamata pazzia !!!



Conclusioni

Forse è meglio guarire dai desideri sbagliati, smettere di ingrassare, perdonare le mie debolezze nonostante siano sempre troppe, ritornare a scrivere, abbracciare un palo al posto di un uomo, comprare un vibratore, fottermene dei cognomi.



giovedì 24 aprile 2014

sintesi

Lavoro

Sono stata alcuni giorni fuori, in una località balneare molto rinomata ovviamente italiana con la speranza di un lavoro estivo, ma anche no, tipo tutto l'anno.
Ma ahimè ecco la macabra scoperta: nel turismo alberghiero tutto è in mano agli stranieri o meglio alle straniere.
Sta gente lavora a prezzi inferiori ai nostri e ha anche maggior possibilità di entrare in contatto con chi cerca personale per le proprie strutture.
Se ci penso, ho rischiato di essere raccomandata da una romena....Giusto cielo!!! gli italiani non contano più nulla nel proprio paese.
Conclusione sono ancora senza lavoro.

Amore

E chi se lo immaginava che avrei ripercorso una vecchia strada: avevo poco più di  16 anni quando mi disperavo di non riuscire a dimenticare il ragazzo che non mi cagava e non mi voleva e a me preferiva pure mia cugina.
Cazzo dopo tanti anni in cui mi ero convinta di esser diventata una tosta,  mi riscopro ragazzina affranta: lui è ancora nella mia testa, mi ha cagata si, ma solo per sesso e non ha mai pensato nemmeno di approfondire la mia conoscenza.
Giusto cielo!!! si ancora tu  che sei sopra di me mi hai fatto con i piedi: stupida e troppo di buona fede, alla ricerca dell'amore, ma  senza l'intelligenza di capire che non tutte le strade che ti fanno battere il cuore portano ad esso.

Vita

Sono confusa, perdo ancora sempre tutte le chiavi possibili, ho voglia di piangere e di lamentarmi. I miei errori sono davvero stati troppi e recuperare non è per nulla facile.
Mi sento irrealizzata e insoddisfatta.
Forse le opportunità migliori non le ho sapute cogliere e ora combatto per distruggere quelle inutili, perdi tempo e perdi soldi.  Sicuramente e tanto per " non "cambiare non andrò ad un seminario a cui tengo tantissimo.
Probabilmente i miei ex prof. stanno usando la mia tesi per  loro scopi senza avere un briciolo di pensiero per me che ho sudato, pianto e lavorato per due anni.
Mangio oramai solo per farmi male, kg di troppo, problemi di stomaco, difficoltà a dormire
La mia Fede continua a starmi sotto i piedi.

Conclusione

Non dico che si deve aprire una porta: cazzo pure una finestra va bene!
Disillusa e ormai prevenuta su tutto ho la sfiga attaccata sempre al culo.
Ho lasciato facebook per mettermi su twitter: magari sarà peggio, magari sarà meglio
Boh!!!!!.

martedì 4 marzo 2014

continua la mia attesa

Si avvicina il giorno della partenza e per un attimo temo che possa essere tutto un fallimento se non riesco a trovare lavoro. Ammetto che sono ancora delusa benchè il tempo continui a passare, anche l'aver incontrato un'ex riscoperto meraviglioso amico non mi ha poi tanto restituito quella gioia che S. mi ha tolto.
Purtroppo l'essere trattata male e non capirne perchè mi rattrista in una maniera inspiegabile.
Non avevo pretese di nessun genere ( lo so mi ripeto, continuando a parlare di qualcuno che forse nemmeno lo merita e che allo stesso tempo non mi fa star bene, ma in qualche modo devo buttarla fuori tutta sta malinconia che mi assale ) quando ho deciso di incontrarlo, da cosa nasce cosa se naturale è.
Nemmeno pensavo che si realizzasse  cio' che è accaduto nella sua casa e poi nei giorni successivi.
Nemmeno sapevo che a distanza di un mese io non sapessi e mai saprò cosa lui abbia pensato, prima e dopo l'accaduto di me e tutt'ora.
Nella mia vita ho sempre cercato risposte e chiarezza, queste due cose mi aiutano a vivere meglio e a dare un senso alla quotidianità che si esprime ai miei occhi, ma questa volta ho urtato contro un muro enorme che fa troppo male e che non riesce a farmi trovare chiodo capace di sostituire le sensazioni che mi fa provare, non piu' di piacere ma di assurda insensatezza.
Ho sbagliato.
Ho sbagliato.
Non so come correggere questo danno.
Continua la mia attesa.....e il resto chi lo sa.

domenica 23 febbraio 2014

mi porterò

Mi fa male lo stomaco e nonostante ciò mi sto abbuffando di schifezze. Un modo per soffrire e tamponare il solito dolore "dentro". La mia vita non decolla per mia incapacità o forse perchè è così che deve essere: credo sempre ci sia un senso a tutto e che il karma sia la verità universale.
Tra due settimane ho deciso di partire andrò in Romagna in una località balneare a cercare lavoro stagionale  e/o non, insomma quel che c'è, quel che viene. Proverò a ripartire da zero, sperando di non vomitare per strada, questa vita mi fa troppo schifo, cazzo!! non  vi vedo nulla di piacevole almeno per me.
Mi portero' dietro i miei fallimenti perchè quelli ho collezionato,
mi portero' dietro le delusioni di una famiglia che negli anni si persa e di cui non sono più fiera
mi portero' dietro la solita idea di amore verso me stessa che manca,
mi portero' dietro questo corpo che rifiuto dall'età della ragione e vedro' di sottoporlo alla massima fatica,
mi portero' dietro la mia Fede ormai ridotta a brandelli,
mi portero' dietro sicuramente dei vestiti per non andare nuda ahimè rispetto il mondo e non voglio traumatizzarlo :-) .
Ho deciso di tuffarmi in un luogo che non conosco e che sopratutto mai avrei pensato di calpestare, quindi se proprio andra' male almeno non era uno dei miei sogni. Nel frattempo ho deciso di riprendere la lettura e magari finalmente butterò le basi del mio primo romanzo, modo sicuro per impegnarmi e tenere lontano gli uomini dalla mio cuore, ancora troppo confuso.

mercoledì 19 febbraio 2014

antilope impazzita

Ho perso molti, troppi, anni a rincorrere la mia testa, fatta di pensieri costanti sull'insensatezza del mio essere.
Ricerca la mia senza fine di quell'Amore giusto che manca dalla mia venuta al mondo.
Onnipresente voglia di sentirmi nel posto giusto.
Come si fa  a volersi bene.
Come si fa ad invertire la rotta, a togliersi la maschera e sentirsi liberi, da quel peso che si porta nel cuore.
E' nella seduzione che ho cercato la soluzione,
attraverso lo sguardo dell'uomo passava il prezzo da pagare per sentirmi meglio. Ma il tutto mi ha fatto più male che bene desiderata e non amata (o forse, dico forse, amata solo una volta, ma finita male).
Ed è sempre l'Amore che sfugge, è lo fa come un antilope impazzita, imprendibile mentre io resto a guardare.
Ed è nel mio guardare che spero ritorni a passare..

sabato 15 febbraio 2014

quando sei martello batti quando sei incudine statti

E' così difficile il distacco, la voglia incontrollabile di un contatto, la forzatura di non doverlo avere.
Indietreggiare contro la propria volontà su quella strada che sembrava lineare e sulla quale potersi confrontare, riscoperta a senso unico, finita, e all'orizzonte un muro insormontabile.
E questa mio Essere che si oppone, che soffre perchè impotente dinanzi all'incomprensibile.
E mi chiedo dove sia l'errore?
Stasera dopo aver letto un suo scritto provo anche la sensazione di cavia, sono un caso fra tanti, servito a riassumere concetti sulle donne.
Magari avro' un numero, saro' stata catalogata?
Assurdi pensieri forse?
Collezionista di casi femminile provati e sperimentati?
Continue risposte che non troveranno mai la via per incontrare le mie domande?
Non è così che funziona tra persone, dove si trova la tanto decantata comunicazione tra i sessi, il tanto ammirato dialogo per relazionarsi in questo cazzo di mondo.
E  quando sei martello batti quando sei incudine statti dicevano i miei nonni.
Ma io non sono il martello.
Quanto fa male tutto questo silenzio

giovedì 13 febbraio 2014

no io non posso......

E che questa mia rabbia non si  trasforma si sta solo alleggerendo lentamente, un po', lasciando il posto alla delusione e non all'orgoglio come sempre mi accadeva.
E come se quel muro immenso issato per tenermi lontana abbia lasciato qualcosa di incompiuto, incapace di farmi dare un taglio definitivo.
Forse non voglio accettare di essermi sbagliata.
No io non posso essermi dedicata a qualcuno vuoto, superficiale, insensibile.
No io non posso aver frettolosamente valutato, io non vado con il primo che mi eccita se non posso aver nulla in cambio dalla sua mente, dal suo cuore, dalla sua Anima.
No mi rifiuto di credere che il sesso mi abbia a tal punto ubriaca da farmi sorvolare sul senso della persona stessa.
Mi sento stupida, poichè ho concesso, alla carne e quindi alle parole scaturite da una bocca sedotta ,di avere la meglio ( per la prima volta in tutta la mia vita) sulla mia profonda filosofia che passa sempre prima attraverso il conoscersi.
Quello che provo mi infastidisce giacchè non mi appartiene.
Io non so odiare cazzo.
Io voglio comprendere.
Solo questo.
Si puo' essere lontani ma con senso.

venerdì 7 febbraio 2014

riflessione

Ho deciso di lasciar facebook per un po', mi annidero' qui mel mio piccolo spazio, a scrivere, piangere e sorridere. Quindi più tempo tra i blog , più tempo per le confidenze spesso penalizzate dal continuo soggiornare nel social net work più in voga del momento.
Tanto per non cambiare un uomo.
Si un uomo mi ha messo ko, inaspettatamente,sopratutto come persona che come donna -ahimè so di non essere una modella- ma l'anima è cosa diversa, sebbene il  sesso possa risultare maggiormente gradevole nei primi incontri.
Ci sto male, ovviamente, ci sono cose che non si negano alle persone ma si possono negare alle donne.
Ci sto male poiché  conoscendo la mia vita si ripete  ciò che mi attrae si allontana, e ciò che mi da disgusto si avvicina e questo mi priva del piacere di vivere reprimendo spesso la mia natura.
Pare che sia stata messa al mondo per l'opposto lasciando agli altri i miei desideri più grandi.
Pare ancora che non mi spetti mai niente che si mia desiderio, ma che mi spetti al contrario cio' che mi annoia e mi deprime.
Ma che cavolo di vita è così?
Ecco allora mi voglio rannicchiare nei miei pensieri nella mia stanza virtuale a cercar un senso forse inesistente.

prima di quel lunedì

Prima di quel lunedì (27) la mia vita procedeva a singhiozzi, silenziosa nel suo cercarsi soluzioni, altalenante nel suo esprimersi, maledetta nella sua fragilità.
Ma sebbene gli alti e bassi si cedevano il passo io camminavo cercando di non arrestarmi. Ma son precipitata in una superficialità imperdonabile, in una maniera inaspettata e per di più su un burrone che credevo diverso ahimè!! che credevo una pianura.
Ma io su quel terreno mi ci sono fatta davvero male e il peggio che non mi ero preparata.
Mai avrei pensato che io donna nel suo crearsi così difficile negli anni, venissi trattata da " zoccola" ma anche "troia" in una maniera tremendamente chiara e lucida, e così rifiutata nella sua persona in quanto riflesso della carne che ispirava.
E un chiodo fisso ormai questa sensazione di essere sbagliata che ritorna violenta come un lupo che attacca le pecore.
Ero adolescente quando cercavo lo sguardo di ammirazione mai trovato, sono adulta e cerco tutt'altro e essere trattata da malafemmina mi ferisce molto quando di gioco intimo non si tratta.
E delusa devo rialzarmi, benché "lui" il precipizio ripido su cui si è consumata la mia caduta  sia ancora un chiodo fisso per il suo esser distaccato nonostante le innumerevoli confidenze.
Domande che cercano invano risposte.
Risposte 1000 che si formulano vere o forse false  nella mia mente ormai inadeguata, ormai arrabbiata.


martedì 4 febbraio 2014

il sesso, il tempo, la sconfitta

Se il sesso in verità fosse l'ultima spiaggia e non la prima quando un uomo e una donna si incontrano per la prima volta?
E se il sesso fosse l'arma di distruzione dei rapporti più belli, interessanti e inaspettati?
E se il sesso chiudesse invece di aprire porte per cui ne valga la pena?
E se invece ....
e se invece .....
e non ne posso piu' ecco di  frullarmi il cervello pensando che quel sesso potrebbe essere stato il comportamento sbagliato per eccellenza  e che per questo abbia poi perso il senno cedendo alla superficialità di pensieri fuori luogo, fuori tempo, fuori me. Fuori.
E non vi riesco nemmeno a pensare a quegli attimi di passione per quanto il dopo abbia preso il sopravvento, diventando il tormento più grande delle mie giornate.
E quella essenza sfuggita e meritevole di immense attenzioni lascia in me la sensazione più amara di essere inadeguata.
E tu nemico tempo severo in certi momenti, hai misurato infelice poche gocce di te per noi soffocati già dall'arsura di pensieri ipotetici in cerca di chiarezza e forse di correttezza.
Odio la pochezza a volte del tempo spesso disumano, la voglia incontrollabile della carne , la fragilità sottile dei cuori.
Odio ciò che mi confonde, che mi prima della mia lucidita' per cogliere il senso dell'altro.
Odio quel senso di sconfitta che provo, quando il comunicare non sarebbe mai abbastanza.


venerdì 17 gennaio 2014

prossima tempesta

Mi farà piangere, lo so.
Tutti alla fine mi hanno fatto piangere.
Colpa della mia fragilità, della mia incapacità di esser donna forte o colpa forse dell'amore che difficile continua a non posarsi su di me piccola essenza nel suo fluire?.
E che non sono come appaio, che l'abito non fa il monaco e per di piu' nemmeno il corpo.
E che il mio abito nasconde un cuore, rivela sicura un'Anima benché tanti non la sanno afferrare e riconoscere.
E allora si!!! mi farà piangere.
Il pianto il compagno delle mie notti insonni.
Ah!!! quante ne ho avute di notti così.

mercoledì 8 gennaio 2014

donna



Impenetrabile pare questo mio cuore, l' Amore che proprio fugge e che nel suo fuggire trascina con se i miei anni piu' belli.
Anni a desiderare di essere:
donna sicura,
donna sensuale,
donna che sa stare al passo con la gente,
donna che ti fa voltare, affascinante nei sui modi e nel suo fare.
Giovinezza distrutta, complessa, incapace di fiorire in un giardino,solitaria tra l'asfalto di una strada.
Ma le carte si mescolano e la vita è propria stronza e così a  volte  cio' che nelle tue mani è mancato, arriva all'improvviso  e non è piu' come prima.
E allora ti metti a cercare l'errore e ti chiedi perche' l'affetto minuziosamente passa spesso attraverso il sesso, e perchè il contrario e quasi impossibile da creare.
E allora ti ritiri silenziosa e ti pensi fuori posto, giacché quello che sembri esula da quello che sei.


Magnoli@ perchè dimentichi cio' che sai ?

Magnoli@

Essere fraintesa è una cosa che non sopporto, giacché  anche ciò che appare di me non è.
Io sono altro, io sono oltre.
Io sono anima mista a cuore con spolverata di mente necessariamente con un corpo.
L'apparenza non mi appartiene bella o brutta che sia, è solo arma per me gelida e irriverente.
Spada da usare per ricucire vecchi strappi.
Amore masticato male. 
Scudo di ciò che manca.

Magnoli@ 
smettila di guardarti allo specchio 
solo per dirti cio' che pensi.
cio' che pensi  non ha senso,
 il senso è tutto un'altro e tu lo sai



sabato 4 gennaio 2014

uno sfogo, gli uomini e l'amore

Non è che sia semplice vivere nella mia testa, 
rappresentare il mio corpo, gestire le mie emozioni.
Ecco non lo è!!!
Lo so bene io,  lo sanno bene gli uomini della mia vita, quelli che mi hanno amata, quelli che mi hanno desiderata e quelli che ho combattuto.
La mia testardaggine, la mia silenziosa presunzione di dovercela fare con le mie forze, hanno (ma ancora oggi a volte) complicato, rovinato, affondato le mie giornate.
E sono rimasta sola, si, ogni volta a leccarmi le ferite,
a rimuginare su ciò che sarebbe stato se solo avessi chiesto aiuto.
L'esperienza, la voglia di crescere poi, il voler guarire da un egoismo solitario capace
di rendermi naufraga della mia vita,
mi hanno imposto una regola: correggere le abitudini.
Certo non è stato semplice, è come essere scoperta  nuda a darsi un senso nonostante i difetti che proprio non si accettano, ma ho incominciato, ho chiuso il primo occhio e così ho condiviso parte della la mia via con pochi altri: accettando giudizi, consigli e complimenti (e si anche questi ultimi per me erano e in parte sono ancora problemi).
Ma l'amore è diverso, li non c'è aiuto, li è intimità con le proprie emozioni, 
con le proprie rappresentazioni, con le proprie convinzioni e deviazioni mentali. 
E allora  ho rinunciato agli uomini migliori e questo a oggi mi fa male poiché io quando amo, amo e senza riserva e fino ad annullarmi: giacché è in questo annullamento che ritrovo il mio risorgere all'amore stesso che mi ricompensa con l'armonia nella mia vita.
Non ho tutti i pezzi, mancano o gli ho persi per strada, mi sento frammentata, incompiuta e incompleta.
E tutto questo lo sento ancora di più, quando mi si chiedono prove, 
quando devo dimostrarti che valgo qualcosa, 
A. una merda di caffè ti ho chiesto,  un confronto, un saluto e nulla più. 


Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; 
ma se domani scoprono in me dei valori, 
vuole dire che li posseggo anche oggi. 
Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba.

(Vincent Van Gogh)

venerdì 3 gennaio 2014

voglia di amare

Voglia di amare questa vita che non sento mia,
voglia di amare quel vuoto che spesso mi tormenta. 
Voglia di amare l’uomo che non mi accetta, l’uomo che mi cerca e io non riconosco.
Voglia di amare il creato nelle sue sfumature anche quelle che non sono i miei colori.
Voglia di amare per stanchezza , giacché nella debolezza l’essere è più vero e l'anima è più profonda
Mi lascio’ andare nonostante il freddo che sento sulla mia pelle.
E  si scioglie il mio pensiero. 
Mi rispecchio in quel mare agitato che amo nel suo canto più invernale. E ti cerco spiaggia così perfetta nei miei silenzi, così amara nel mio reale.
E dolcemente prendo il largo. 
Voglia di amare per combattere il mio male.


Un caos irrefrenabile era ciò che 
crepitava sotto il suo mutismo e immobilità

* Oceano mare-A.Baricco *
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-144214?f

giovedì 2 gennaio 2014

cambiamento

Cambiamento....
si cambio ho deciso di sorridere, provare ad accettare la sofferenza che mi porto dentro, respingere le mie paure, i miei turbamenti, il mio onnipresente non sentirmi all'altezza.
Troppi anni a lottare contro i mulini al vento del bene che non mi voglio, riducendomi a una mangiata di cellule che senza il mio permesso si rigeneravano  a vita mia.
Ma forse è questo che mi è destinato, ho pensato in una lunga notte d'insonnia, la vita vuol distruggere ogni mia difesa obbligandomi all'amore, così, così come proprio non voglio, insomma come quasi a punirmi per cio' che non ho mai saputo riconoscere di buono in me.
E quell'idea del karma, mia ha preso per mano.
E la concessione di verità nascoste mi ha stimolato a ricercare quel vagabondo Amore che non vedevo sorgere sulla mia via.
In un tratto di luce sono allora ripartita dal mio buio.
Ecco sto provando a volermi bene, sto cercando di non lamentarmi, sto cercando di essere chiara con il mio cuore, respingendo seppur con difficoltà la voglia di grattarmi sempre la pelle: segno di quel che si spezza nel silenzio della notte segnando il corpo, il cuore e la vita stessa.
Vivere, ecco cosa sta cambiando: vivere senza aspettarmi un cazzo più, tanto ciò che manca non lo potro' avere se non per concessione di Colui che non avendomelo ancora donato vuole probabilmente che impari qualcosa.
La mia filosofia, la mia saggezza pian piano mi stanno ritrovando, a piccoli tratti eccole sorprendermi sul cammino, affinchè io possa essere aiutata a controllare la mia malinconia e riscoprirmi stranamente fiore: Magnoli@.

Buon Anno !!!!!

venerdì 29 novembre 2013

un senso



Se in terra c'è un inferno,
si trova certamente nel cuore di un uomo melanconico.      
             Robert BurtonAnatomia della malinconia, 1621


Ci sto provando a cercare un punto, una virgola, un asterisco insomma qualcosa che renda stimolante il mantenermi viva, ma crolla tutto come un castello di carte alla presenza di una folata di vento.
Ogni notte lotto con le sensazioni fredde e insapori di ciò che è sempre mancato e che mai bussa alla mia porta.
Ci sono momenti che illudendomi la speranza accompagna, ma poi,sobria della realtà concretizzo che quel ciò che manca continuerà a mancare e che non c'è medicina capace di alleviare tanto dolore vivo e profondo che depositato ormai sul mio cuore mi fa sopravvivere nella malinconia.
Sono stanca di alleggerire le tristezze altrui.
Sono stanca di sorridere a tutti, ogni giorno, ogni volta.
Sento sempre gelo intorno a me sia in inverno sia in estate.
Mare agitato ieri, oggi, adesso.
Incapacità questa mia di dare un senso alla vita.

mercoledì 6 novembre 2013

Dio

Questa enorme sensazione di essere stata abbandonata, rifiutata, messa da parte da Dio continua a consumarmi lentamente.
Dio scocciato dal mio unico chiedere, mai concesso.
E' qualcosa che non si può esprimere, raccontare, descrivere, ma solamente sentire.
Non so di preciso quando Lui mi abbia voltato le spalle, costringendomi  alla solitudine spirituale, ma di sicuro so che i demoni sono entrati nel mio corpo, nella mia vita, nel mio letto, sotto la mia pelle.
Bruciano le ferite, passatempo di me donna imperfetta.
Autorevoli sono i segni dell'anima mia sola nel suo buio.
E pensare che la speranza che fu  un tempo e che è ormai dimenticata nonostante lievi segnali di ripresa, accompagno' le mie più ardue guarigioni.
Dio semmai ritornassi  è sempre quel mio chiedere, mai concesso che ti sarebbe nuovamente domandato.
Dio semmai ritornassi e la tua risposta fosse uguale, ti prego il cuore strappami prima del pianto.

lunedì 28 ottobre 2013

un passo indietro

Un passo indietro prima di cadere: questo è il mio stato d'animo, il mio stato di vita in questo confuso divenire.
Delusa, sottilmente umiliata  per mesi in una casa che pensavo amica.
Giudizi latenti su vite in difficoltà, mia e di altri, dalla bocca di chi si crede tutt'ora salvatore, ma che quello che dona ha calcolato già restituito due volte o forse più.
Ecco mi chiedo che razza di persone per anni mi hanno circondato e alle quali io ho aperto cuore e casa.
Il mondo è alla deriva, non c'è salvezza, poiché gli errori dei più grandi sono profondamente gli stessi di quelli più piccoli, a volte a te vicini.
E si insegna ad approfittare.
E si incita alla scorrettezza, in un vivere manipolato.
E ancora non bastavo io a torturami per certe mie mancanze, ci volevano pure quelle degli altri per finire di destabilizzarmi lungo la strada  in cui già vagavo.
Stavo per cedere,  ma un passo indietro ha rimandato o forse curato quella caduta fatale.
Il disgusto e lo schifo, che regolarmente, al di la dei miei conflitti , vivevo per colpa di una malata riconoscenza, che scorrettamente, silenziosamente, mi veniva imposta da certe anime malsane mi stavano consumando.
Il mio stato interiore deperito e già  senza amore, cavalcava selvaggio verso il grande male di vivere.
La depressione che apriva a me le sue porte aleggiava violenta nella mia stanza poco prima speranza incantata.
Ora, inaspettatamente quell'ombra  mi pare allontanarsi seppur senza vita nel mio giardino pieno di spine con coraggio provo a districarmi.


domenica 22 settembre 2013

lentamente (una parte di me) muore


Lentamente, in silenzio mi lascio consumare.
Priva della mia sostanza, prima del mio sapore, avvelenata dal demone di sempre che mi vuole lontana da ogni gioia, da ogni sorriso, da ogni speranza.
Lentamente, nel rumore della vita che passa la mia inquietudine mi sovrasta, toglie il sonno, mi perseguita la notte. Cerco un cuscino che mi comprenda, una coperta per il mio vagare, una luce che mi indichi una strada, un faro se c'è, una spiaggia se esiste.
Lentamente, mi ripeto, perdo il senso, forse perchè questa vita non mi appartiene.
Lentamente, mi cancello poichè questo mio disegno non coincide con la mia esistenza.


mercoledì 24 luglio 2013

che scena è




Chi è nato per obbedire obbedirebbe anche sul trono.

[Luc de Clapiers, marchese di Vauvenargues (1715 - 1747) saggista francese]



Persevera questo senso di non sentirmi a casa, fuori posto e, inopportuna chiamata a vivere la vita dell'altro.
Chiamata a vivere il piacere dell'altro.
Si!!! anche il sesso pare mettermi in secondo piano, ancora una volta io vengo dopo ma talmente dopo che io non conto se prima l'altro non ha provato piacere,
Roba da matti, roba da sfigate o che?
Che scena è?
Che vita è?
Io sono gia' alla frutta senza nemmeno aver iniziato il pranzo.
La vita è sempre  così per me, studio, lavoro, amore e mo pure sesso....tutto si spezza prima ancora di partire.
Il mio numero di scarpe è sempre sbagliato...
i miei passi non trovano la strada.
E ancora che cavolo di scena è????

lunedì 15 luglio 2013

in mare aperto

Assurda  incapacita' del mio cuore di riprendere a sorridere, pur nella consapevolezza di essere obbligata a vivere fino a data da destinarsi, fino a data che non sapro' mai.
A volte mi domando come sia sopravvissuta con così poca voglia, forse è stata colpa della speranza che da anni, tanti, silenziosi accompagna le mie notti in attesa dell'alba.
Eh !!! Si!! la speranza è stata la mia piu' sottile compagna di viaggio che ora pare essere svanita,
rifiutata categoricamente.
Continua vuoto il mio cammino in questo deserto.
Galleggio in mare aperto......
galleggio senza una meta............

Che significa vivere? 
Vivere – ecco quel che significa: 
respingere da sé senza tregua qualcosa che vuole morire;
vivere – 
vuol dire essere crudeli e spietati 
contro tutto ciò che sta diventando debole e vecchio in noi.

Friedrich NietzscheLa gaia scienza1882

lunedì 1 luglio 2013

volevo salvarmi

Volevo salvarmi. Si volevo salvarmi fino a qualche giorno fa: io ero fiduciosa e riempivo le mie giornate sempre vuote e malinconiche con la speranza. Quella speranza vera capace di farmi superare il giorno e svegliare la mattina con il pensiero che forse sarebbe stata la volta giusta. Invece No! Qualcosa si è rotto proprio quando mi arrampicavo per questa difficile montagna. Mi è scappata la stima della mia fragile persona, è precipitata la Fede sfuggita al mio cuore,sono rimasta appesa senza una base  e aleggio in solitudine nell'aria. Sono in attesa che ceda anche la mia forza psicologica poichè la stanchezza sta sopraffacendo i miei pensieri, la mia vita e il senso che avevo dell'amore. C'è qualcosa che non va dentro di me, forse è l'entusiasmo che manca, forse è ancora il mio corpo che appropriandosi delle mie sensazioni, mi rimette in gabbia, forse...forse non lo so piu' cosa sia, forse puo' essere anche un'ape felice sul fiore nel mio giardino che ricordandomi cosa non potro' mai avere  mi fa arrendere, privandomi della lotta.


Ecco io volevo salvarmi perche' questa vita volevo provarla a vivere un po', delicatamente a modo mio. Invece no, non mi va piu' di salvarmi ho capito che la vita vuole farmi camminare a modo suo e io non ci sto, cazzo io non ci sto come essa vuole  io non ho mai sorriso e a combatterla mi sono sempre fatta più male.

giovedì 6 giugno 2013

il mio scrivere


La penna mi trasporta...
mi trasporta soffusamente nella
calma del mio cuore,
del mio cuore tormentato
sempre agitato come il mare.


Magnoli@ 


Ecco ho deciso di scrivere.
Ancora una volta la scrittura si rivela il mio unico stimolo a una vita che mi demotiva e
dalla quale non riesco proprio a trarre piacere.
Ah!! il piacere. Che parola strana per me.
Mi chiedo se mai  io l'abbia davvero provato un piacere nella mia vita.
Di quelli che, anche per una sola volta ti riempiono e ti realizzano.
No!! se ci penso mi pare proprio di no!!
Sto ripercorrendo, infatti, veloce l'intera mia esistenza, gli attimi di piacere (se così si possono definire) sono null'altro che momenti rubati alla mia infanzia, i secondi in cui davo l'occhio alla nemica bilancia ,sconfitta, quando scendevo qualche kg o quando realizzavo un'abbraccio profondo e sincero sulla mia pelle, forse anche quando butto giù qualche buona  riflessione da scrittrice.
E allora priva di una vita che mi stimola, senza alcun piacere che mi attragga stringo a me
l'idea folle di un romanzo: di un misto di storia di riflessioni mia e della mia guida spirituale 
che da anni ormai cerca di sollevarmi dall'immenso vuoto.
E si l'idea di un libro tutto mio,  resta per ora l'impercettibile stimolo alla sopravvivenza.

martedì 28 maggio 2013

intanto

“Non chiedere una vita più facile,
chiedi di essere una persona più forte.”
Anonimo


Ecco in verità non mi sento a mio agio,
non mi sento in nessun posto.
sono priva di un'appartenza.
Cerco negli occhi della gente un riflesso del mio senso.
Cerco negli uomini un po' d'amore che sempre sfugge.
Mi chiedo quando finirà questo vagare?
Questo costante mio sbagliare strada
e mentre sfido i segnali commetto solo peccati.
Il piacere dei sensi, l'altro dell'altra,
la carne che vuole saziarsi.
E' tutta sofferenza, una lunga corsa agli ostacoli.
La mente vuole perdersi nell'aria
il cuore distruggersi senza l'amore.
Intanto continuo a sopravvivere,
intanto litigo con la vita.

sabato 18 maggio 2013

avevo un'idea


Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.

*Alain (Émile-Auguste Chartier), Sistema delle belle arti, 1920*


Avevo un'idea.
Avevo un'idea sulla mia vita, sulla mia persona, sull'amore, sui sogni.
Era una immagine coraggiosa, di speranza, di entusiasmo.
Era una forza  intensa che colorava la mia difficile adolescenza, il complesso rapporto con me stessa, con gli uomini con le relazioni interpersonali in generale.
In qualche inspiegabile modo vedevo il superamento delle difficoltà,
della solitudine di persona diversa quale mi sentivo.
Quale mi sento ancora.
Nonostante le delusioni, nonostante i rifiuti qualcosa mi induceva a crederci sempre.
Rispolveravo la Fede, guardavo gli stessi orizzonti e ridipingevo paesaggi:
erano i miei quadri, in loro aleggiava la mia salvezza.
Adesso a 30 passati  un'idea non c'è lo più. 
Vivo stranamente, senza una strada, senza un posto, senza un'appartenenza.
Mi limito a sopravvire, a svegliarmi la mattina, a vestirmi, a fare quello che c'è da fare.
Ma di mio sempre nulla, solo poche righe per scaricare la tensione,
il vuoto in cui è ancora avvolto il mio cuore.

mercoledì 15 maggio 2013

la vita

Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.

Alessandro Baricco

Ci sono molti momenti in cui la vita ti affonda, ti soffoca e togliendoti tutto ti lascia guardare il vuoto.
Solo le nuvole restano, del cielo d'inverno, del cielo d'estate.
Poi dovrebbero esserci le gocce di salvezza,
e seppur pochi gli attimi di gioia,
quelli in cui il cuore dovrebbe riprendersi, rasserenarsi.
Ecco, questi ultimi  io ne ho davvero vissuti pochi nella mia vita,
momenti che ricordo addirittura con difficoltà per quanto il mio essere in questo periodo è provato.
Ambrosia mi manca.
Lei non c'è più e io mi sento sola.
Mi sento sola a comprendere questa vita di cui ora lei ne possiede il senso più alto mentre io nemmeno ne immagino il senso più microscopico.

" E SE AVESSI COMPRESO IL SENSO DELLA VITA L'AVREI VISSUTA DIVERSAMENTE "

queste sue parole pervenute a me da un contatto spirituale mi annebbiano le giornate in cerca di un significato. Cosa si nasconde dietro un semplice concetto come questo?
Che Verità Suprema?
Cerco spiegazione agli eventi che mi stanno attualmente travolgendo e dai quali temo di non uscire più.
Cerco in questo mio divenire che non posso fermare l'importanza del mio respiro e del perchè ancora mi sia concesso.
Forse cerco me stessa.
Forse cerco Dio.
Forse è la vita che non riesce a trovare me.

mercoledì 1 maggio 2013

e mi lascio portare

Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura.
     -- fonte sconosciuta --

Luoghi che non lasciano pensare,
segretamente persone che si lasciano andare.
Silenziosamente l'odore del sesso.
Un membro che cerca, una bocca che si cede.
Noi clandestini eccitati e confusi in quella casa  vuota.
Gente che andava, gente che osservava, tra baci insistenti e desideri imperfetti.
E si accarezza la pelle, e si incrociano mani:
forse non è mai stato abbastanza.
E mi lascio portare da una musica strana.
Assurda passione
che mi prende per mano
che non mi fai pensare.

domenica 28 aprile 2013

in attesa del sole

“La vita, senza una meta, è vagabondaggio”.
-- Lucio Anneo Seneca--


Non ho niente, non perderò niente.
Giustificazione e responsabilità di un vissuto,
che ancora barcolla, affonda, si rialza.
E il tempo passa in un modo che non mi aspettavo.
Sprazzi di gioia, piccole evasioni,
forse è così che funziona la vita.
Questa vita che sfugge e che a volte mi soffoca.
Ho bisogno di spazio, di un giardino fiorito,
di una spiaggia perfetta dove sentirmi a mio agio.
Combattere la tristezza, ricostruire il sorriso, riprendere a sognare.
Ho perso i miei colori, forse non gli ho mai avuti?
Solitaria vagabondo in attesa del Sole.

venerdì 26 aprile 2013

chi siamo quando ci sfioriamo?

L’amore e’ la risposta, ma mentre stai aspettando la risposta,
il sesso fa sorgere alcune domande parecchio interessanti.

--Woody Allen--


Il sesso che non ti aspetti,
quello improvviso,
quello non calcolato,
e quell'uomo incontrato per caso.
E l'istinto si perde nel desiderio,
e il desiderio si perde nella paura.
Ritorna l'ombra dell'errore: di nuovo, forse per la seconda volta.
E il freno mi fa battere in ritirata mentre la seduzione si confonde e,
difficoltosa, non si abbandona alla passione.
Chi sono io, chi è lui ?
Chi siamo quando ci sfioriamo?
Siamo il peccato o forse siamo il bisogno di essere accettati e di recuperare gli anni?

sabato 20 aprile 2013

difficoltà


I destini dell'uomo sono come fiumi,
alcuni scorrono veloci, senza incertezza, lungo facili percorsi.
Altri passano attraverso mille difficoltà ma arrivano ugualmente al mare.
La meta finale è per tutti la stessa.

Romano Battaglia, Il fiume della vita, 1992



Le difficoltà non arrivano mai da sole,
esse amano viaggiare in compagnia cosicchè chi le incontra
affoga tra loro senza trovare il tempo di un piccolo ristoro.
Queste sono le acque dove ho nuotato negli ultimi tempi.
più volte ho evitato di affondare,
più volte sono rimasta a galla,
spesso mi sono chiesta perchè.
A quale compito sono chiamata,
a quale conoscenza sono destinata.
Questa vita mi lascia senza fiato e guardandomi intorno non so cosa fare.
Gli stimoli mi mancano,
l'ispirazione non bussa alla mia porta,
i sogni restano in fondo al cassetto, io mi sento sempre piu' persa.