Tutti alla fine mi hanno fatto piangere.
Colpa della mia fragilità, della mia incapacità di esser donna forte o colpa forse dell'amore che difficile continua a non posarsi su di me piccola essenza nel suo fluire?.
E che non sono come appaio, che l'abito non fa il monaco e per di piu' nemmeno il corpo.
E che il mio abito nasconde un cuore, rivela sicura un'Anima benché tanti non la sanno afferrare e riconoscere.
E allora si!!! mi farà piangere.
Il pianto il compagno delle mie notti insonni.
Ah!!! quante ne ho avute di notti così.
Capirsi per cio' che si è porta via molte energie, anni di lavoro e di riformulazioni di pensieri, di calci e pugni quotidiani, di speranze perdute e ritrovate per sopravvivere (in)felice.
E sebbene la verità è chiara dentro di me, odio irrimediabilmente la mia mente che manipola, nasconde e getta al mare questa vita che mi appartiene.
E mortifico la carne e tappo le ali al cuore, come soluzione a cio' che manca.
E ancora una volta sento che è tutto nelle mie mani, nelle mie mani che sento vuote.
E vorrei svicolare ma non so come fermarmi: silenziosa allora attendo la prossima tempesta.
Finché l'uomo non si accetta
e non inizia un dialogo con se stesso,
non troverà mai la serenità a cui anela,
la pace interiore,
la capacità di affrontare le tempeste della vita.
--Romano Battaglia, Alle porte della vita, 1996--
È bene farsi conoscere per quello che si è.
RispondiEliminaBuon venerdì.
Baci
è così facile, nascondersi e rimanere nel proprio guscio.
RispondiEliminaCi vuole impegno e costanza per imparare a conoscerci.
Credo che il capirsi sia un lavoro faticoso e che ha la durata di una vita intera e spesso non si arriva nemmeno ad una conclusione.
Un abbraccio