venerdì 29 novembre 2013

un senso



Se in terra c'è un inferno,
si trova certamente nel cuore di un uomo melanconico.      
             Robert BurtonAnatomia della malinconia, 1621


Ci sto provando a cercare un punto, una virgola, un asterisco insomma qualcosa che renda stimolante il mantenermi viva, ma crolla tutto come un castello di carte alla presenza di una folata di vento.
Ogni notte lotto con le sensazioni fredde e insapori di ciò che è sempre mancato e che mai bussa alla mia porta.
Ci sono momenti che illudendomi la speranza accompagna, ma poi,sobria della realtà concretizzo che quel ciò che manca continuerà a mancare e che non c'è medicina capace di alleviare tanto dolore vivo e profondo che depositato ormai sul mio cuore mi fa sopravvivere nella malinconia.
Sono stanca di alleggerire le tristezze altrui.
Sono stanca di sorridere a tutti, ogni giorno, ogni volta.
Sento sempre gelo intorno a me sia in inverno sia in estate.
Mare agitato ieri, oggi, adesso.
Incapacità questa mia di dare un senso alla vita.

mercoledì 6 novembre 2013

Dio

Questa enorme sensazione di essere stata abbandonata, rifiutata, messa da parte da Dio continua a consumarmi lentamente.
Dio scocciato dal mio unico chiedere, mai concesso.
E' qualcosa che non si può esprimere, raccontare, descrivere, ma solamente sentire.
Non so di preciso quando Lui mi abbia voltato le spalle, costringendomi  alla solitudine spirituale, ma di sicuro so che i demoni sono entrati nel mio corpo, nella mia vita, nel mio letto, sotto la mia pelle.
Bruciano le ferite, passatempo di me donna imperfetta.
Autorevoli sono i segni dell'anima mia sola nel suo buio.
E pensare che la speranza che fu  un tempo e che è ormai dimenticata nonostante lievi segnali di ripresa, accompagno' le mie più ardue guarigioni.
Dio semmai ritornassi  è sempre quel mio chiedere, mai concesso che ti sarebbe nuovamente domandato.
Dio semmai ritornassi e la tua risposta fosse uguale, ti prego il cuore strappami prima del pianto.

lunedì 28 ottobre 2013

un passo indietro

Un passo indietro prima di cadere: questo è il mio stato d'animo, il mio stato di vita in questo confuso divenire.
Delusa, sottilmente umiliata  per mesi in una casa che pensavo amica.
Giudizi latenti su vite in difficoltà, mia e di altri, dalla bocca di chi si crede tutt'ora salvatore, ma che quello che dona ha calcolato già restituito due volte o forse più.
Ecco mi chiedo che razza di persone per anni mi hanno circondato e alle quali io ho aperto cuore e casa.
Il mondo è alla deriva, non c'è salvezza, poiché gli errori dei più grandi sono profondamente gli stessi di quelli più piccoli, a volte a te vicini.
E si insegna ad approfittare.
E si incita alla scorrettezza, in un vivere manipolato.
E ancora non bastavo io a torturami per certe mie mancanze, ci volevano pure quelle degli altri per finire di destabilizzarmi lungo la strada  in cui già vagavo.
Stavo per cedere,  ma un passo indietro ha rimandato o forse curato quella caduta fatale.
Il disgusto e lo schifo, che regolarmente, al di la dei miei conflitti , vivevo per colpa di una malata riconoscenza, che scorrettamente, silenziosamente, mi veniva imposta da certe anime malsane mi stavano consumando.
Il mio stato interiore deperito e già  senza amore, cavalcava selvaggio verso il grande male di vivere.
La depressione che apriva a me le sue porte aleggiava violenta nella mia stanza poco prima speranza incantata.
Ora, inaspettatamente quell'ombra  mi pare allontanarsi seppur senza vita nel mio giardino pieno di spine con coraggio provo a districarmi.


domenica 22 settembre 2013

lentamente (una parte di me) muore


Lentamente, in silenzio mi lascio consumare.
Priva della mia sostanza, prima del mio sapore, avvelenata dal demone di sempre che mi vuole lontana da ogni gioia, da ogni sorriso, da ogni speranza.
Lentamente, nel rumore della vita che passa la mia inquietudine mi sovrasta, toglie il sonno, mi perseguita la notte. Cerco un cuscino che mi comprenda, una coperta per il mio vagare, una luce che mi indichi una strada, un faro se c'è, una spiaggia se esiste.
Lentamente, mi ripeto, perdo il senso, forse perchè questa vita non mi appartiene.
Lentamente, mi cancello poichè questo mio disegno non coincide con la mia esistenza.


mercoledì 24 luglio 2013

che scena è




Chi è nato per obbedire obbedirebbe anche sul trono.

[Luc de Clapiers, marchese di Vauvenargues (1715 - 1747) saggista francese]



Persevera questo senso di non sentirmi a casa, fuori posto e, inopportuna chiamata a vivere la vita dell'altro.
Chiamata a vivere il piacere dell'altro.
Si!!! anche il sesso pare mettermi in secondo piano, ancora una volta io vengo dopo ma talmente dopo che io non conto se prima l'altro non ha provato piacere,
Roba da matti, roba da sfigate o che?
Che scena è?
Che vita è?
Io sono gia' alla frutta senza nemmeno aver iniziato il pranzo.
La vita è sempre  così per me, studio, lavoro, amore e mo pure sesso....tutto si spezza prima ancora di partire.
Il mio numero di scarpe è sempre sbagliato...
i miei passi non trovano la strada.
E ancora che cavolo di scena è????

lunedì 15 luglio 2013

in mare aperto

Assurda  incapacita' del mio cuore di riprendere a sorridere, pur nella consapevolezza di essere obbligata a vivere fino a data da destinarsi, fino a data che non sapro' mai.
A volte mi domando come sia sopravvissuta con così poca voglia, forse è stata colpa della speranza che da anni, tanti, silenziosi accompagna le mie notti in attesa dell'alba.
Eh !!! Si!! la speranza è stata la mia piu' sottile compagna di viaggio che ora pare essere svanita,
rifiutata categoricamente.
Continua vuoto il mio cammino in questo deserto.
Galleggio in mare aperto......
galleggio senza una meta............

Che significa vivere? 
Vivere – ecco quel che significa: 
respingere da sé senza tregua qualcosa che vuole morire;
vivere – 
vuol dire essere crudeli e spietati 
contro tutto ciò che sta diventando debole e vecchio in noi.

Friedrich NietzscheLa gaia scienza1882

lunedì 1 luglio 2013

volevo salvarmi

Volevo salvarmi. Si volevo salvarmi fino a qualche giorno fa: io ero fiduciosa e riempivo le mie giornate sempre vuote e malinconiche con la speranza. Quella speranza vera capace di farmi superare il giorno e svegliare la mattina con il pensiero che forse sarebbe stata la volta giusta. Invece No! Qualcosa si è rotto proprio quando mi arrampicavo per questa difficile montagna. Mi è scappata la stima della mia fragile persona, è precipitata la Fede sfuggita al mio cuore,sono rimasta appesa senza una base  e aleggio in solitudine nell'aria. Sono in attesa che ceda anche la mia forza psicologica poichè la stanchezza sta sopraffacendo i miei pensieri, la mia vita e il senso che avevo dell'amore. C'è qualcosa che non va dentro di me, forse è l'entusiasmo che manca, forse è ancora il mio corpo che appropriandosi delle mie sensazioni, mi rimette in gabbia, forse...forse non lo so piu' cosa sia, forse puo' essere anche un'ape felice sul fiore nel mio giardino che ricordandomi cosa non potro' mai avere  mi fa arrendere, privandomi della lotta.


Ecco io volevo salvarmi perche' questa vita volevo provarla a vivere un po', delicatamente a modo mio. Invece no, non mi va piu' di salvarmi ho capito che la vita vuole farmi camminare a modo suo e io non ci sto, cazzo io non ci sto come essa vuole  io non ho mai sorriso e a combatterla mi sono sempre fatta più male.

giovedì 6 giugno 2013

il mio scrivere


La penna mi trasporta...
mi trasporta soffusamente nella
calma del mio cuore,
del mio cuore tormentato
sempre agitato come il mare.


Magnoli@ 


Ecco ho deciso di scrivere.
Ancora una volta la scrittura si rivela il mio unico stimolo a una vita che mi demotiva e
dalla quale non riesco proprio a trarre piacere.
Ah!! il piacere. Che parola strana per me.
Mi chiedo se mai  io l'abbia davvero provato un piacere nella mia vita.
Di quelli che, anche per una sola volta ti riempiono e ti realizzano.
No!! se ci penso mi pare proprio di no!!
Sto ripercorrendo, infatti, veloce l'intera mia esistenza, gli attimi di piacere (se così si possono definire) sono null'altro che momenti rubati alla mia infanzia, i secondi in cui davo l'occhio alla nemica bilancia ,sconfitta, quando scendevo qualche kg o quando realizzavo un'abbraccio profondo e sincero sulla mia pelle, forse anche quando butto giù qualche buona  riflessione da scrittrice.
E allora priva di una vita che mi stimola, senza alcun piacere che mi attragga stringo a me
l'idea folle di un romanzo: di un misto di storia di riflessioni mia e della mia guida spirituale 
che da anni ormai cerca di sollevarmi dall'immenso vuoto.
E si l'idea di un libro tutto mio,  resta per ora l'impercettibile stimolo alla sopravvivenza.

martedì 28 maggio 2013

intanto

“Non chiedere una vita più facile,
chiedi di essere una persona più forte.”
Anonimo


Ecco in verità non mi sento a mio agio,
non mi sento in nessun posto.
sono priva di un'appartenza.
Cerco negli occhi della gente un riflesso del mio senso.
Cerco negli uomini un po' d'amore che sempre sfugge.
Mi chiedo quando finirà questo vagare?
Questo costante mio sbagliare strada
e mentre sfido i segnali commetto solo peccati.
Il piacere dei sensi, l'altro dell'altra,
la carne che vuole saziarsi.
E' tutta sofferenza, una lunga corsa agli ostacoli.
La mente vuole perdersi nell'aria
il cuore distruggersi senza l'amore.
Intanto continuo a sopravvivere,
intanto litigo con la vita.

sabato 18 maggio 2013

avevo un'idea


Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.

*Alain (Émile-Auguste Chartier), Sistema delle belle arti, 1920*


Avevo un'idea.
Avevo un'idea sulla mia vita, sulla mia persona, sull'amore, sui sogni.
Era una immagine coraggiosa, di speranza, di entusiasmo.
Era una forza  intensa che colorava la mia difficile adolescenza, il complesso rapporto con me stessa, con gli uomini con le relazioni interpersonali in generale.
In qualche inspiegabile modo vedevo il superamento delle difficoltà,
della solitudine di persona diversa quale mi sentivo.
Quale mi sento ancora.
Nonostante le delusioni, nonostante i rifiuti qualcosa mi induceva a crederci sempre.
Rispolveravo la Fede, guardavo gli stessi orizzonti e ridipingevo paesaggi:
erano i miei quadri, in loro aleggiava la mia salvezza.
Adesso a 30 passati  un'idea non c'è lo più. 
Vivo stranamente, senza una strada, senza un posto, senza un'appartenenza.
Mi limito a sopravvire, a svegliarmi la mattina, a vestirmi, a fare quello che c'è da fare.
Ma di mio sempre nulla, solo poche righe per scaricare la tensione,
il vuoto in cui è ancora avvolto il mio cuore.

mercoledì 15 maggio 2013

la vita

Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.

Alessandro Baricco

Ci sono molti momenti in cui la vita ti affonda, ti soffoca e togliendoti tutto ti lascia guardare il vuoto.
Solo le nuvole restano, del cielo d'inverno, del cielo d'estate.
Poi dovrebbero esserci le gocce di salvezza,
e seppur pochi gli attimi di gioia,
quelli in cui il cuore dovrebbe riprendersi, rasserenarsi.
Ecco, questi ultimi  io ne ho davvero vissuti pochi nella mia vita,
momenti che ricordo addirittura con difficoltà per quanto il mio essere in questo periodo è provato.
Ambrosia mi manca.
Lei non c'è più e io mi sento sola.
Mi sento sola a comprendere questa vita di cui ora lei ne possiede il senso più alto mentre io nemmeno ne immagino il senso più microscopico.

" E SE AVESSI COMPRESO IL SENSO DELLA VITA L'AVREI VISSUTA DIVERSAMENTE "

queste sue parole pervenute a me da un contatto spirituale mi annebbiano le giornate in cerca di un significato. Cosa si nasconde dietro un semplice concetto come questo?
Che Verità Suprema?
Cerco spiegazione agli eventi che mi stanno attualmente travolgendo e dai quali temo di non uscire più.
Cerco in questo mio divenire che non posso fermare l'importanza del mio respiro e del perchè ancora mi sia concesso.
Forse cerco me stessa.
Forse cerco Dio.
Forse è la vita che non riesce a trovare me.

mercoledì 1 maggio 2013

e mi lascio portare

Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura.
     -- fonte sconosciuta --

Luoghi che non lasciano pensare,
segretamente persone che si lasciano andare.
Silenziosamente l'odore del sesso.
Un membro che cerca, una bocca che si cede.
Noi clandestini eccitati e confusi in quella casa  vuota.
Gente che andava, gente che osservava, tra baci insistenti e desideri imperfetti.
E si accarezza la pelle, e si incrociano mani:
forse non è mai stato abbastanza.
E mi lascio portare da una musica strana.
Assurda passione
che mi prende per mano
che non mi fai pensare.

domenica 28 aprile 2013

in attesa del sole

“La vita, senza una meta, è vagabondaggio”.
-- Lucio Anneo Seneca--


Non ho niente, non perderò niente.
Giustificazione e responsabilità di un vissuto,
che ancora barcolla, affonda, si rialza.
E il tempo passa in un modo che non mi aspettavo.
Sprazzi di gioia, piccole evasioni,
forse è così che funziona la vita.
Questa vita che sfugge e che a volte mi soffoca.
Ho bisogno di spazio, di un giardino fiorito,
di una spiaggia perfetta dove sentirmi a mio agio.
Combattere la tristezza, ricostruire il sorriso, riprendere a sognare.
Ho perso i miei colori, forse non gli ho mai avuti?
Solitaria vagabondo in attesa del Sole.

venerdì 26 aprile 2013

chi siamo quando ci sfioriamo?

L’amore e’ la risposta, ma mentre stai aspettando la risposta,
il sesso fa sorgere alcune domande parecchio interessanti.

--Woody Allen--


Il sesso che non ti aspetti,
quello improvviso,
quello non calcolato,
e quell'uomo incontrato per caso.
E l'istinto si perde nel desiderio,
e il desiderio si perde nella paura.
Ritorna l'ombra dell'errore: di nuovo, forse per la seconda volta.
E il freno mi fa battere in ritirata mentre la seduzione si confonde e,
difficoltosa, non si abbandona alla passione.
Chi sono io, chi è lui ?
Chi siamo quando ci sfioriamo?
Siamo il peccato o forse siamo il bisogno di essere accettati e di recuperare gli anni?

sabato 20 aprile 2013

difficoltà


I destini dell'uomo sono come fiumi,
alcuni scorrono veloci, senza incertezza, lungo facili percorsi.
Altri passano attraverso mille difficoltà ma arrivano ugualmente al mare.
La meta finale è per tutti la stessa.

Romano Battaglia, Il fiume della vita, 1992



Le difficoltà non arrivano mai da sole,
esse amano viaggiare in compagnia cosicchè chi le incontra
affoga tra loro senza trovare il tempo di un piccolo ristoro.
Queste sono le acque dove ho nuotato negli ultimi tempi.
più volte ho evitato di affondare,
più volte sono rimasta a galla,
spesso mi sono chiesta perchè.
A quale compito sono chiamata,
a quale conoscenza sono destinata.
Questa vita mi lascia senza fiato e guardandomi intorno non so cosa fare.
Gli stimoli mi mancano,
l'ispirazione non bussa alla mia porta,
i sogni restano in fondo al cassetto, io mi sento sempre piu' persa.

mercoledì 2 gennaio 2013

un altro anno



L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò ce alimenta la nostra esistenza.

Paulo Coelho, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, 1994



Quattro anni fa poco più che di questi tempi, la mia vita cambio' percorso.
Felicemente inizio' un periodo che mai  dimentichero':
incominciai a conoscere me stessa, io donna, io scrittrice, io Anima in cammino.
Tutto grazie da un incontro inatteso che mi ha riaperto all'amore.
L'amore per me, l'amore per gli uomini , quest'ultimo da sempre mio cruccio, convinta di non meritarlo.
In quel periodo mi sentivo stimolata, il mio cuore aveva una direzione, il mio Spirito un compagno di percezioni e sensazioni profonde (in cui tutt'ora credo) nonostante il tempo e lo spazio.
Solo il corpo si rigirava sui suoi difetti come barriera ad un cambiamento che tanto mi affascinava.
La donna che ne venne in parte fuori non si è mai unita a quell'uomo e, oggi a distanza di anni  ne sente quasi una certa mancanza, quella circostanza non realizzata ha un richiamo speciale: ci sono eventi che pare debbano in qualche modo compiersi, benché la vita non sia sempre predisposta come noi.
Quest'anno , un altro anno inizia tra tormenti e  pensieri con il suo ricordo, la sua lontana presenza.
E mi chiedo se davvero fosse almeno lui realizzato e felice?
Forse il mio cuore avrebbe una scusa per la rinuncia.
Forse un altro anno passerà senza il rimpianto piu' grande.

lunedì 31 dicembre 2012

Marìe


Era un’attrazione senza limiti né condizioni,

senza un motivo né una spiegazione. 
Senza ma, né se.

- Haruki Murakami -



E per un attimo cio' che Marìe mi raccontava quasi mi incantava.
Vendersi per campare non mi pareva più del tutto un peccato.
I treni che passano a volte non riesci a fermagli,
altre volte percorri strade dove non trovi passaggi,
i conti si fanno quando si cade nel baratro,
la vita puo' non aiutarti abbastanza.
Vendersi per campare non mi pareva più del tutto un peccato.
Più ascoltavo, più Mariè mi chiariva le idee, tamponando la coscienza,
il sesso puo' essere un'arte, un'idea che salva.
L'uomo paga per sentirsi amato, la donna è pagata se sa amare.
Non è semplice districarsi, non tutte riescono a farlo: Marìe è davvero molto brava.
Marìe dovrebbe essere imitata, gli artisti non vanno sprecati.
A volte ripenso alle sue parole, ricordo le motivazioni, rifletto sulla convenienza.
L'amore si paga non è vero che non si puo' comprare,
ecco cosa mi dico quando d'improvviso mi sovviene Marìe.
La vita è un cumulo di denaro, senza valore e per perfetti avvoltoi.
La vita non è quella che credevo, quando costruivo speranze e sognavo sorrisi.
La vita si sta perdendo e forse io con lei.

domenica 30 dicembre 2012

Il sole sorge regolarmente ogni mattina


 Le persone sono come le vetrate.
Scintillano e brillano quando c'è il sole,
ma quando cala l'oscurità
rivelano la loro bellezza
solo se c'è una luce dentro.

-Elisabeth Kubler Ross-



Il sole sorge regolarmente ogni  mattina,
una parte del mondo assapora i suoi raggi luminosi mentre l'altra parte lo attende con il cuore trepidante.
Questo è quello che accade alla luce dell'anima:
regolarmente sorge ogni mattina ma solo una parte di noi stessi l'assapora consapevole mentre l'altra parte  l'attende preoccupata della non sua esistenza.
La mia Anima è una tipa strana si accoccola consapevole invece solo tra le coperte, quando la notte scende e la vita è ferma. La luce squarcia il buio e per un attimo sospira l'amore.
Poi la mente crolla sotto il peso dei ricordi, degli anni passati e delle future speranze.
E il mattino rischiara la stanza e l'Anima è ormai mascherata.
La vita è così strana, la mia in particolare.
Seguita nel suo divenire, in ogni caso e senza chiedermi su quale strada.
A volte le direzioni sono poche, a volte sono tante, ma come sempre sbagliare non è mai abbastanza.
Perdersi e ritrovarsi, odiarsi e perdonarsi.
Sto sbagliando ancora. Si!! Sto sbagliando.
Percezione di queste ultime notti passate ad ascoltare le sensazioni di gioia e di dolore.
Perseverare mi sembra ormai un'arte, svicolare il mio dono innato.
Ho voglia di perdere il fiato,
di dondolarmi lieve nello spazio.
Il sole sorge regolarmente ogni mattina.....
io percorro ancora la stessa via.

giovedì 20 dicembre 2012

nella bolla di passato

La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee,
ma nel fuggire dalle vecchie.

                                                         * John Maynard Keynes*



                                                                                            Il passato per me è stato sempre un problema,
profondo, insistente, deviante.
Dalle originarie radici nel ventre karmico di mia madre,
a ieri quatidiano confronto con il mio reale.
A volte penso di esservi rinchiusa,
volteggiando in circolo vizioso.
Pare che una strana bolla come di sapone mi contenga e mi riporti indietro,
svicolando questo presente.
Che le esperienze  regresse si riflettano nell'adesso,
non a caso confuso,
non a caso nella paura.
Mi chiedo spesso se quella bolla così lucida nella mia mente: scoppiasse?
E se davvero scappiondo finissi nell'universo e cadendo finalmente  toccassi la terra giusta?
Ma c'è davverro un terreno giusto che accolga i miei semi e faccia crescere frutti veri e saporiti?
Questa è la classica notte delle metafore, dei pensieri e della vita.
Vincere il passato e come lottare contro un drago:
   io ho le armi ma non ho lo scudo e non so diffendermi dalle abitudini.
La mia vita vista dall'alto vira ubriaca, con andamento inadatto:
vorrei solo fendermi nell'aria.

martedì 11 dicembre 2012

i guai dell'amore


Tanto l'amore se passa si fa sentire,
parcheggia dove gli pare,
magari ci cascherà addosso....

da Dimmi di si d


Non so perchè io abbia ripreso a scrivere, di nuovo, ripetendomi spesso come sempre, magari catarticamente è una cura chi puo' saperlo.
Non so cosa sia, che motivo si nasconda dietro ad un tale bisogno, forse è colpa delle delusiosi che si sono affastellate molteplici nel mio cuore e quindi stanche di invadermi dentro voglio vomitarle fuori, lontano.
Ma non saprei, poichè gia' lo feci un tempo senza risultati.
E allora non fermatevi a rileggermi, ad assorbire le mie minuziose malinconie, nessuno puo' cambiarmi il corso della strada, i segnali sono personali per ognuno, tocca a noi rischiare per venirne a capo.
Oggi ho preso di mira l'amore, oh si!!! l'amore cosi' bello, così affascinante così sorprendentemente bastardo anche a volte.
Perchè per anni ti lascia sola, nel silenzio, a sperare, a sognare ,
e poi ti scaglia contro due Anime distanti, per tempo e spazio, per conoscenze e bisogni, senza farti capire piu' niente in quanto c'è solo lui -l'amore- da dare, talmente tanto da dare che lo daresti anche ai cani  che ti aggrediscono se gli pesti la coda.
E' in questo modo che l'amore ti combina guai, quelli che non ti aspettavi e infatti non sai poi come salvarti.
Allora ti arrovelli il cervello, ti aggiri per casa come uno zombie, ti ubriachi ( che non è il mio caso) ti abbandoni strana al solo pensare.
E diventero' pazza benchè abbia anche altro di cui occuparmi,
e diventaranno pazzi gli altri se incomincero' pure a cantare perchè sono stonata.

no, non è semplice




L'ovvio è quello che non si vede mai
finchè qualcuno non lo esprime
con la massima semplicità

Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926



Non è che sia così semplice camminare, ahimè! vagare (a volte soli)  in questa vita.
Percepirsi diversa, soffrire per questo,
 piacersi dopo tutto e alla fine proprio per questa unicità incontrollata.
No!! non è semplice:
 vivere in un doppio stato, non sentirsi mai a casa, evitare per una manciata il posto adeguato.
Guardarsi intorno e accorgersi che manca sempre qualcosa,
che la direzione presa puo' forse essere sbagliata
e ancora una volta mancare la fermata adatta.
E riscoprirsi poi, attratta da anime distanti che pare ti appartengano,
ma che in verità percorrono altre strade
o confuse si abbandonano allo scorrere imposto dalla vita,
la stessa  vita che ti fa stare immobile priva del coraggio di cambiarla.
E ancora svegliarsi la notte e non riuscire piu' a dormire,
perchè sembri pronta per cambatterla la battaglia che di giorno vuoi evitare
poichè immensa per la tua forza.
No!! Non è semplice:
 districarsi nelle nuvole del tempo e negli occhi della gente,
 muoversi senza sentirsi essenza, portare di peso un corpo che non dipana la sua luce,
caricarsi di falsi sorrisi, perdersi nella ricerca di un proprio simile
che silenzioso condivida la tua vita.
No!! non è semplice.

sabato 8 dicembre 2012

nell'attesa: tra profezie e vita

Non sono buona ad aspettare.
Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita.
Nell’attesa ho avuto lo spazio per costruire enormi impalcature di significato,
e dieci minuti dopo farle crollare, per mia stessa mano.
Poi riprendere da un punto qualunque,
correggere il tiro di qualche centimetro per rendere la costruzione immaginata più solida.
Vederla crollare di nuovo. […]
Io non so aspettare e non voglio farlo,
nell’attesa i mostri prendono forma e si ingigantiscono,
mangiano le ore per crescere e mangiarmi.

Valeria Parrella, Lo spazio bianco



E attendo.....
quel che c'è da fare è aspettare.
questa volta è diverso, davvero non resta che l'attesa.
Il cambiamento sara' qualcosa di radicale, l'umanita' si prepara alla sua grande prova,
io mi preparo alla mia silenziosa prova, tra confronti e rivelazioni.
So di essere a volte inadeguata con le speranze e i pensieri se relazionati alla realtà quotidiana,
a volte sono anche stanca,
spesso addirittura mi illudo che sia solo un passaggio a cui non mi è concesso mancare.
Il vuoto quello perenne che respiro vuole essere riempito, la gioia e' restìa e la malinconia ha sempre da dire.
E' da qualche giorno che sto percorrendo la mia vita in lungo e in largo, tra errori e realizzazioni, tra occasioni e delusioni.
Ecco  mi osservo con distanza e così facendo mi accorgo di quanto c'è ancora da fare senza sapere da dove iniziare e per quale motivo dovrei farlo.
Io in verità vorrei solo essere serena per quel divenire che non vedo e che tanto cerco per me stessa.
E attendo...
poichè nessun vento soffia e nulla si osserva all'orizzonte.


venerdì 30 novembre 2012

un sogno per me

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni.
* E. Roosvelt *


Il mio mondo a volte mi appare confuso, alleggia enorme una nuvola di fumo.
Tutto si ferma.
Io mi fermo, sento solo il battito del cuore e nonostante tutto c'è la vita, ancora.
Raccolgo qualche pezzo di vissuto, sfoglio qualche pagina del passato, faccio confronti e resoconti e mi accorgo che non ci sono sogni. 
Io non ho mai avuto sogni, quelli veri dove ci fosse un senso.
Eh si !! non ci sono stati o forse non sono stata capace di crearli.
E' per questo probabilmente, che pare distante ogni cosa, quasi a non appartenermi, quasi a  non appartenervi.
Bisogna sentirsi in qualche modo sempre parte di qualcosa, anche di un sogno e magari  crescervi dentro se fuori non si trova un posto.
L'attesa è un luogo per sognare che puo' diventare casa per i desideri, nutrimento della speranza e anticamera dei risultati.
E cercando i colori per dipingere un sogno, un sogno per me, ascolto la pioggia, battente, sul tetto e che viene giù.
Tutto tace: è notte, il silenzio accompagna il mio pensar.

martedì 30 ottobre 2012

Dopo tutto


Sia fatta la tua volontà Signore.
Perchè tu conosci la debolezza del cuore dei tuoi figli
e a ciascuno concedi solo il fardello che puo' sopportare.
Che tu comprenda il mio amore,
perchè è l'unica cosa che possiedo realmente,
l'unica cosa che potrò portare con me nell'altra vita.
Fa che esso si mantenga coraggioso, puro e sempre vivo,
malgrado gli abissi e le trappole del mondo.

Paulo Coelho da " Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto ".



Cammino frettolosa nelle difficoltà quotidiane, quasi a scappare,
quasi a voler consumare la giornata in attesa della sua notte in cui, solitaria, 
sollevata, abbraccio la mia anima in perpetuo suo pregare.
Con quanta forza devo avanzare mi chiedo silenziosa ogni sera, per dipingere un sogno nella mia giornata ormai devastata  da una realtà che non mi aspettavo,
che mi soffoca e che a stento mi fa respirare.
Mi chiedo dove sia quel che mi manca per darmi coraggio, forza e pace.
Come sempre domande assurde le mie, forse, sicuramente, ma chi puo' dirlo se non la vita stessa che invano mi propone cio' che più le conviene senza chiedermi permesso se non che sia obbediente.
Se solo potessi descrivere l'immensa stanchezza che nutre il mio cuore,
l'incommensurabile vuoto che tenta di riempire questa mia anima in pena, lontana da Colui che  la  vuole comunque qui,  in continuo e obbligato vagare.
E' assordante il rumore dei passi del mondo che si insinuano nel mio sentire, passi che vorrei fossero miei, passi miei che vorrei fossero con altri con i quali sostenermi,
poichè cadere dolcemente non fa cosi' male come cadere vorticosamente.
Ritorna il mio sospirare che credevo ormai lontano.
Anelo alla luce che ancora una volta  spegne e non so perchè  i  suoi segnali
non lasciandoli  più sulla mia strada.
Riprendo a cercare  quel qualcosa  che manca e che forse deve ancora essere inventato.
Attendo e segretamente mi impongo di non arrendermi mentre chino il capo e ricado giù.
Di nuovo.Come ogni volta, da sola, senza  imparare,
con il mio cuore che vivere vorrebbe, soltanto, dopo tutto.
Semplicemente,
coloratamente.

domenica 30 settembre 2012

sbalzi di gioia

Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
Sorridi, anche se si sta spezzando
Quando ci sono nuvole nel cielo,
“Non ci penserai”
Se sorridi
Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
Sorridi e forse domani
vedrai il sole levarsi e splendere
Per te.
Illumina il tuo volto con la gioia
Nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima
potrebbe essere sempre così vicina
Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
Sorridi, che senso ha piangere?
Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
Se solo sorridi.

*Charlie Chaplin*


Stamattina ho voglia di sole       
come a primavera,
anche se io amo il freddo e l'inverno,
la neve e la pioggia,
tanto caffè e calda cioccolata
mentre soffusamente mi incanto alla finestra.
Sbalzi di gioia nel mio cuore,
è ritornata: un po’, di nuovo,
nonostante la confusione e la deluione
ormai parte di me da qualche anno.
A modo mio,
riprendo questo mio cammino in un labirinto di emozioni e
sospesa nel vuoto:  io respiro.
Mi faccio spazio tra strane circostanze,
 alcune cercate, altre inaspettate
entrambe rubate a questa vita che mi chiama.



giovedì 27 settembre 2012

cose strane

Due esseri che si amano, soli, isolati dal resto del mondo...
è molto bello!
Ma di che cosa parlerebbero tutto il tempo?
Per quanto spregevole sia il mondo,
essi ne hanno bisogno per potersi parlare.

L'amore mi cerca di notte, la sua idea confonde i miei sogni.
Cose strane che accadono di rado:
una mano che vaga tra le mie gambe, il mio viso che affonda sul cuscino.
Cercavo un uomo che baciasse il mio cuore,
e asciugando le mie lacrime arrivasse alla mia anima.
Giammai tutto questo, a me non è concesso.
E' colpa delle persone sbagliate che i miei occhi hanno incontrato o forse
è' colpa del mio essere inadeguato?
Scorrono impetuosi, affastellati i miei pensieri in cerca di un perchè,
come acqua di una cascata su rocce mai bagnate.
Cose strane di letti solitari.
Ispirazioni mancanti, baci persi nell'aria e il sesso che non basta
che fugge e snervante cosuma pelle inadatta.
E gli eventi si alternano.
E le circostanze manovrano i passi.
Ecco l'amore che si perde nel tempo.
L'amore lontano dalle persone che ami.

domenica 23 settembre 2012

euforia

Sensazione di sollievo, di benessere, il desiderio unico e urgente di vivere,
 insidiosa euforia, dolce pazzia: la rondinella liberata batteva le ali,
pronta a prendere il volo alla scoperta del mondo.
Manela rideva per un nonnulla. [...]
Gildete lasciò posare lo sguardo sul viso di Manela e dietro la vivacità smodata,
dietro la febbre della festa e dell'amoreggiare,
riuscì a cogliere l'animo fermo, la decisione ormai presa
– non c'era dubbio, aveva proclamato l'indipendenza.

*Jorge Amado, Santa Barbara dei Fulmini, traduzione di Elena Grechi, Garzanti*


Ci vorrebbe un pò di euforia in questa complessa vita mia.
Quel sano ottimismo, anche poco, ma pure molto,
capace di alimentare le speranze e la voglia di fare, l'essere e il realizzarsi.
Ritrovare o forse, nel mio caso trovare, quell'opportuno benessere atto a farmi esprimere meravigliosamente come vorrei,
poichè solo pensare non basta a concreatizzare uno stato positivo.
La vita non si ferma, no, non puo'.
Cammina costante, a modo suo.
Non chiede ordini che invece impone quando non si riesce a scegliere una strada
o il passo da fare e, che comunque vada ci costringe ad andare avanti,
a volte pure senza armi,
spesso senza scarpe.
L'entusiasmo è qualcosa che manca, che sto provando a cercare,
alla filosofia rubare, da certune persone imitare.
Mi ci vuole la carica, l'energia giusta a spezzare questo inganno.
Si, mi ci vuole proprio questo: l'energia, benchè la fonte non so dove si trovi.
Euforia, come una pazzia dovrei cercare di farti mia.

venerdì 14 settembre 2012

così

Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina.
Sarà anche stupido,
ma la gente si stringe con quello strano furore un po' panico
e la vita ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno,
 nascosto con una mossa nervosa di paura.
Un po' per caso,
 un po' per fortuna,
spariscono nelle pieghe di quella vita
appallottolata mozziconi di tempo dolorosi,
o vigliacchi, o mai capiti.
Così.

Castelli di rabbia - Baricco


Ristrutturazione, trasloco, pacchi e cose varie, mi affogano mi chiamano per essere sistemate.
Sbuca improvvisa da un baule consumato un pacco inspettato.. e così,
e così ricordi.
e ancora, sorrisi, delusione.
Un misto di emozioni che tagliano il cuore, bisbigliano alla mente.
Ritorna irrequieto, un pensiero, un odore, una fugace passione: così  cercata, così voluta, immensamente provata.
E il sesso che non ti aspetti, 
e la seduzione che fa da padrona. 
E poi la tempesta...così
con  la nave che va a fondo, distrutta dalle paure, nafragati  da cio' che mancò e da cio' fu troppo.
E la fine, che irrompendo, così e poi violenta, tra lacrime e sofferenza,  in modi diversi, ci destina a isole diverse.
....così.

mercoledì 12 settembre 2012

ho ripreso a scrivere...

Ho ripreso a scrivere per  la mia tesi, argomento ingombrante dei miei discorsi, delle mie giornate.
La mancanza di stimolo è così presente che mi sembra assurdo il mio stesso scrivere e ricercare.
Ho ripreso in verità per non pensare, per non ripetermi negli errori,
per combattere la solitudine della dura lotta all'autostima.
Perchè ogni sofferenza che segna il mio vivere oggi  sia capace
in tempi anche lontani di restituirmi un vero sorriso, così come la delusione di chi non comprende il mio essere sia sconfitta dalla forza dei miei passi in solitario,
giacchè condividersi con le persone giuste è un dono troppo grande per chi non sa nemmeno riconoscerle.
Ho ripreso a scrivere per trovare un senso a cio'
che vuole testardamente restare nel vuoto: la mia realizzazione .
Forse ho capito finalmente che nessuno ti tende la mano se non viene ben ripagato.
Forse c'è un inappropriatezza che aleggia latente nei luoghi e nella vita di certi  altri e che sfiorandomi non mi riempie giustamente di niente, se non di ombre che offuscano peggio la stessa mia stima..
Ho ripreso a scrivere perche' ho bisogno di dimostrarmi che anche nel deserto dell'inadeguatezza in cui mi sembra di galleggiare posso trovare una mia grandezza,
poichè riuscire ad alzarsi senza un bastone che sostiene e la prova in assoluto di una esistenza che conta.
Forse c'è qualcosa di buono nel mio vivere se, nonostante abbia provato a camminare in compagnia ho dovuto ogni volta  cambiare rotta da sola.
Forse c'è qualcosa che non ha significato : le mie paure..
io sto forse ipotizzando di farcela?

lunedì 10 settembre 2012

il miglior tempo

Vivere è sperimentare - non restare immobili a meditare sul senso della vita.
da Aleph di P.Coelho

Forse è questo il vero mio problema: restare immobile nonostante la sete di senso.
A meditare senza mai sperimentare.
Per anni sono rimasta ferma, nascosta, raggomitolata nella mia casa, impaurita, insicura, incapace di alzare la testa e urlare quanto valevo.
Anni, lunghi, aridi di esperienza, passati a sviluppare tecniche, modi, sensazioni, capaci guarirmi, la vita, il cuore.
Di guarire un suo profondo , inaccettato mal di vivere: dove buio, tristezza e inadeguatezza si rotolavano, rincorrevano per chissa quale trofeo.
Notti, tante, trascorse tra lacrime, incapaci di fermare il tempo, a grattarsi la pelle, a dondolarsi su un letto e nelle cui lenzuola nemmeno piu' riconoscevo l'odore certo di me stessa.
Giornate, fredde, ladre, padrone uniche del mio divenire, difficoltoso, incosistente che si sforzava di sbocciare.
Speranze che nascevano.
Speranze che morivano.
Tutte nel cuore ma sempre in conflitto con quella  quotidianita' che a stento respirava.
Ecco, è così che ho perso la predisposizione all'entusiasmo,
a  vivere i giorni secondo le stagioni e cio' che è giusto  secondo gli anni,
bruciando le tappe, senza mai sperimentare.
Ecco, è così che io ho perso il mio miglior tempo. 

giovedì 6 settembre 2012

due in una

Finchè gli occhi si apriranno ogni mattina pur sapendo che G è lontano che A è perso e X forse mi attende non mi resterà che vivere, vedere come andrà a finire.
L'amore come alibi per gestire una vita.
 La verità è invece : Vivere.
Che grande parola.
Probabilmente respirare soltanto, che è quel che basta a non morire fisicamente
poichè dentro a volte ci si spegne molto prima pur vivendo.
Questa è la mia lotta , da sempre il mio scopo:
 sopravvivere a me stessa rimandando l'ultimo respiro.
L'impossibilità di compensare il vuoto e sconfiggere la pigrizia che mi rende perdente
mi sta consumando e, il tempo, che scorre selvaggio
come un cavallo a cui non si possono mettere le briglie, non mi è di aiuto,
per niente, così inarrestabile com'è nel suo avanzare.
I pensieri si sovrastano l'un l'altro, continuamente, confondendo la strada, la reltà che chiama.
Riprendo allora a considerare l'idea di spegnere ogni luce,
giacchè cio' che non illumina per suo scopo è inutile a qualunque occhio persino al proprio.
Spegnere le luci ancora una volta.
Chiudere il sipario, 
buttare giù  il fantasma,
annullare un'ombra (la mia) che silenziosa si distrugge non vedendo mai il  suo sole.
Il vento soffia di nuovo vorticoso sul mio vivere.
Una parte di me è stanca è vuole lasciarsi portare via, violenta, li dove finire.
L'altra parte si oppone, vuol resistere, è speranza.
Mi  ripeto,  affronto cruenti , a volte prodigiosi duelli, contro me stessa:
due facce (sempre le mie) una che ama, l'altra che odia.
Due parti una che tende alla morte, l'altra che aspira alla vita.
Due  complessità  in una sola semplice unità :  ME.