Ci sto provando tanto a capire la vita, i suoi giri, i suoi muri, le sue porte, ma senza risultato: non la comprendo.
Resto inerme a pensare, a guardare perplessa, silenziosa, spesso senza forze, delusa.
Solo Dio sa le volte che ne ricerco il senso, tra lacrime, amarezze e poche effimere gioie.
Oggi mi sento davvero sola.
I pensieri vanno e vengono, la solitudine di vedere le cose sempre opposte a quelle degli altri è ormai peso, peso insormontabile talora anche violento.
E ripenso a lui, al mio terzo posto, al male che mi travolgerà, ai suoi occhi che mi guarderanno.
Ma forse non importa, mi accetta con i miei difetti enormi, infiniti.
Io respiro, un po', appena.
Resto inerme a pensare, a guardare perplessa, silenziosa, spesso senza forze, delusa.
Solo Dio sa le volte che ne ricerco il senso, tra lacrime, amarezze e poche effimere gioie.
Oggi mi sento davvero sola.
I pensieri vanno e vengono, la solitudine di vedere le cose sempre opposte a quelle degli altri è ormai peso, peso insormontabile talora anche violento.
E ripenso a lui, al mio terzo posto, al male che mi travolgerà, ai suoi occhi che mi guarderanno.
Ma forse non importa, mi accetta con i miei difetti enormi, infiniti.
Io respiro, un po', appena.
Io così diversa fatta di momenti, di attimi che bruciano al sole.
Io terrorizzata dal vuoto, dall'inadeguatezza,
fatta di tenerezza dispersa dal vento.
Io segnata dal tempo, sempre imperfetta,
Io in cui gli altri si specchiano perfetti.
Io che negli altri faccio morire me stessa, disorientata, senza un senso.
Io velo sottile, che sfiora e che lascia il suo aroma.
Io che mi spezzo,
io che sono stanca, che crollo come i castelli di sabbia.
Io.









