Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.
*Alain(Émile-Auguste Chartier), Sistema delle belle arti, 1920*
Avevo un'idea.
Avevo un'idea sulla mia vita, sulla mia persona, sull'amore, sui sogni.
Era una immagine coraggiosa, di speranza, di entusiasmo.
Era una forza intensa che colorava la mia difficile adolescenza, il complesso rapporto con me stessa, con gli uomini con le relazioni interpersonali in generale.
In qualche inspiegabile modo vedevo il superamento delle difficoltà,
della solitudine di persona diversa quale mi sentivo.
Quale mi sento ancora.
Nonostante le delusioni, nonostante i rifiuti qualcosa mi induceva a crederci sempre.
Rispolveravo la Fede, guardavo gli stessi orizzonti e ridipingevo paesaggi:
erano i miei quadri, in loro aleggiava la mia salvezza.
Adesso a 30 passati un'idea non c'è lo più.
Vivo stranamente, senza una strada, senza un posto, senza un'appartenenza.
Mi limito a sopravvire, a svegliarmi la mattina, a vestirmi, a fare quello che c'è da fare.
Ma di mio sempre nulla, solo poche righe per scaricare la tensione,
Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco
Ci sono molti momenti in cui la vita ti affonda, ti soffoca e togliendoti tutto ti lascia guardare il vuoto.
Solo le nuvole restano, del cielo d'inverno, del cielo d'estate.
Poi dovrebbero esserci le gocce di salvezza,
e seppur pochi gli attimi di gioia,
quelli in cui il cuore dovrebbe riprendersi, rasserenarsi.
Ecco, questi ultimi io ne ho davvero vissuti pochi nella mia vita,
momenti che ricordo addirittura con difficoltà per quanto il mio essere in questo periodo è provato.
Ambrosia mi manca.
Lei non c'è più e io mi sento sola.
Mi sento sola a comprendere questa vita di cui ora lei ne possiede il senso più alto mentre io nemmeno ne immagino il senso più microscopico.
" E SE AVESSI COMPRESO IL SENSO DELLA VITA L'AVREI VISSUTA DIVERSAMENTE "
queste sue parole pervenute a me da un contatto spirituale mi annebbiano le giornate in cerca di un significato. Cosa si nasconde dietro un semplice concetto come questo?
Che Verità Suprema?
Cerco spiegazione agli eventi che mi stanno attualmente travolgendo e dai quali temo di non uscire più.
Cerco in questo mio divenire che non posso fermare l'importanza del mio respiro e del perchè ancora mi sia concesso.
Forse cerco me stessa.
Forse cerco Dio.
Forse è la vita che non riesce a trovare me.
Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura.
-- fonte sconosciuta --
Luoghi che non lasciano pensare,
segretamente persone che si lasciano andare.
Silenziosamente l'odore del sesso.
Un membro che cerca, una bocca che si cede.
Noi clandestini eccitati e confusi in quella casa vuota.
Gente che andava, gente che osservava, tra baci insistenti e desideri imperfetti.
E si accarezza la pelle, e si incrociano mani:
forse non è mai stato abbastanza.
E mi lascio portare da una musica strana.
Assurda passione
che mi prende per mano
che non mi fai pensare.
L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò ce alimenta la nostra esistenza.
Paulo Coelho,Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, 1994
Quattro anni fa poco più che di questi tempi, la mia vita cambio' percorso.
Felicemente inizio' un periodo che mai dimentichero': incominciai a conoscere me stessa, io donna, io scrittrice, io Anima in cammino.
Tutto grazie da un incontro inatteso che mi ha riaperto all'amore.
L'amore per me, l'amore per gli uomini , quest'ultimo da sempre mio cruccio, convinta di non meritarlo.
In quel periodo mi sentivo stimolata, il mio cuore aveva una direzione, il mio Spirito un compagno di percezioni e sensazioni profonde (in cui tutt'ora credo) nonostante il tempo e lo spazio.
Solo il corpo si rigirava sui suoi difetti come barriera ad un cambiamento che tanto mi affascinava.
La donna che ne venne in parte fuori non si è mai unita a quell'uomo e, oggi a distanza di anni ne sente quasi una certa mancanza, quella circostanza non realizzata ha un richiamo speciale: ci sono eventi che pare debbano in qualche modo compiersi, benché la vita non sia sempre predisposta come noi.
Quest'anno , un altro anno inizia tra tormenti e pensieri con il suo ricordo, la sua lontana presenza.
E mi chiedo se davvero fosse almeno lui realizzato e felice?
Forse il mio cuore avrebbe una scusa per la rinuncia.
Forse un altro anno passerà senza il rimpianto piu' grande.
Il sole sorge regolarmente ogni mattina,
una parte del mondo assapora i suoi raggi luminosi mentre l'altra parte lo attende con il cuore trepidante.
Questo è quello che accade alla luce dell'anima:
regolarmente sorge ogni mattina ma solo una parte di noi stessi l'assapora consapevole mentre l'altra parte l'attende preoccupata della non sua esistenza.
La mia Anima è una tipa strana si accoccola consapevole invece solo tra le coperte, quando la notte scende e la vita è ferma. La luce squarcia il buio e per un attimo sospira l'amore.
Poi la mente crolla sotto il peso dei ricordi, degli anni passati e delle future speranze.
E il mattino rischiara la stanza e l'Anima è ormai mascherata.
La vita è così strana, la mia in particolare.
Seguita nel suo divenire, in ogni caso e senza chiedermi su quale strada.
A volte le direzioni sono poche, a volte sono tante, ma come sempre sbagliare non è mai abbastanza.
Perdersi e ritrovarsi, odiarsi e perdonarsi.
Sto sbagliando ancora. Si!! Sto sbagliando.
Percezione di queste ultime notti passate ad ascoltare le sensazioni di gioia e di dolore.
Perseverare mi sembra ormai un'arte, svicolare il mio dono innato.
Ho voglia di perdere il fiato,
di dondolarmi lieve nello spazio.
Il sole sorge regolarmente ogni mattina.....
io percorro ancora la stessa via.
Tanto l'amore se passa si fa sentire, parcheggia dove gli pare, magari ci cascherà addosso....
da Dimmi di si d
Non so perchè io abbia ripreso a scrivere, di nuovo, ripetendomi spesso come sempre, magari catarticamente è una cura chi puo' saperlo.
Non so cosa sia, che motivo si nasconda dietro ad un tale bisogno, forse è colpa delle delusiosi che si sono affastellate molteplici nel mio cuore e quindi stanche di invadermi dentro voglio vomitarle fuori, lontano.
Ma non saprei, poichè gia' lo feci un tempo senza risultati.
E allora non fermatevi a rileggermi, ad assorbire le mie minuziose malinconie, nessuno puo' cambiarmi il corso della strada, i segnali sono personali per ognuno, tocca a noi rischiare per venirne a capo.
Oggi ho preso di mira l'amore, oh si!!! l'amore cosi' bello, così affascinante così sorprendentemente bastardo anche a volte.
Perchè per anni ti lascia sola, nel silenzio, a sperare, a sognare ,
e poi ti scaglia contro due Anime distanti, per tempo e spazio, per conoscenze e bisogni, senza farti capire piu' niente in quanto c'è solo lui -l'amore- da dare, talmente tanto da dare che lo daresti anche ai cani che ti aggrediscono se gli pesti la coda.
E' in questo modo che l'amore ti combina guai, quelli che non ti aspettavi e infatti non sai poi come salvarti.
Allora ti arrovelli il cervello, ti aggiri per casa come uno zombie, ti ubriachi ( che non è il mio caso) ti abbandoni strana al solo pensare.
E diventero' pazza benchè abbia anche altro di cui occuparmi,
e diventaranno pazzi gli altri se incomincero' pure a cantare perchè sono stonata.
Non è che sia così semplice camminare, ahimè! vagare (a volte soli) in questa vita.
Percepirsi diversa, soffrire per questo,
piacersi dopo tutto e alla fine proprio per questa unicità incontrollata.
No!! non è semplice:
vivere in un doppio stato, non sentirsi mai a casa, evitare per una manciata il posto adeguato.
Guardarsi intorno e accorgersi che manca sempre qualcosa,
che la direzione presa puo' forse essere sbagliata
e ancora una volta mancare la fermata adatta.
E riscoprirsi poi, attratta da anime distanti che pare ti appartengano,
ma che in verità percorrono altre strade
o confuse si abbandonano allo scorrere imposto dalla vita,
la stessa vita che ti fa stare immobile priva del coraggio di cambiarla.
E ancora svegliarsi la notte e non riuscire piu' a dormire,
perchè sembri pronta per cambatterla la battaglia che di giorno vuoi evitare
poichè immensa per la tua forza.
No!! Non è semplice:
districarsi nelle nuvole del tempo e negli occhi della gente,
muoversi senza sentirsi essenza, portare di peso un corpo che non dipana la sua luce,
caricarsi di falsi sorrisi, perdersi nella ricerca di un proprio simile
che silenzioso condivida la tua vita.
Sia fatta la tua volontà Signore. Perchè tu conosci la debolezza del cuore dei tuoi figli e a ciascuno concedi solo il fardello che puo' sopportare. Che tu comprenda il mio amore, perchè è l'unica cosa che possiedo realmente, l'unica cosa che potrò portare con me nell'altra vita. Fa che esso si mantenga coraggioso, puro e sempre vivo, malgrado gli abissi e le trappole del mondo.
Paulo Coelho da " Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto ".
Cammino frettolosa nelle difficoltà quotidiane, quasi a scappare,
quasi a voler consumare la giornata in attesa della sua notte in cui, solitaria,
sollevata, abbraccio la mia anima in perpetuo suo pregare.
Con quanta forza devo avanzare mi chiedo silenziosa ogni sera, per dipingere un sogno nella mia giornata ormai devastata da una realtà che non mi aspettavo,
che mi soffoca e che a stento mi fa respirare.
Mi chiedo dove sia quel che mi manca per darmi coraggio, forza e pace.
Come sempre domande assurde le mie, forse, sicuramente, ma chi puo' dirlo se non la vita stessa che invano mi propone cio' che più le conviene senza chiedermi permesso se non che sia obbediente.
Se solo potessi descrivere l'immensa stanchezza che nutre il mio cuore,
l'incommensurabile vuoto che tenta di riempire questa mia anima in pena, lontana da Colui che la vuole comunque qui, in continuo e obbligato vagare.
E' assordante il rumore dei passi del mondo che si insinuano nel mio sentire, passi che vorrei fossero miei, passi miei che vorrei fossero con altri con i quali sostenermi,
poichè cadere dolcemente non fa cosi' male come cadere vorticosamente.
Ritorna il mio sospirare che credevo ormai lontano.
Anelo alla luce che ancora una volta spegne e non so perchè i suoi segnali
non lasciandoli più sulla mia strada.
Riprendo a cercare quel qualcosa che manca e che forse deve ancora essere inventato.
Attendo e segretamente mi impongo di non arrendermi mentre chino il capo e ricado giù.
Di nuovo.Come ogni volta, da sola, senza imparare,
con il mio cuore che vivere vorrebbe, soltanto, dopo tutto.
Ho ripreso a scrivere per la mia tesi, argomento ingombrante dei miei discorsi, delle mie giornate.
La mancanza di stimolo è così presente che mi sembra assurdo il mio stesso scrivere e ricercare.
Ho ripreso in verità per non pensare, per non ripetermi negli errori,
per combattere la solitudine della dura lotta all'autostima.
Perchè ogni sofferenza che segna il mio vivere oggi sia capace
in tempi anche lontani di restituirmi un vero sorriso, così come la delusione di chi non comprende il mio essere sia sconfitta dalla forza dei miei passi in solitario,
giacchè condividersi con le persone giuste è un dono troppo grande per chi non sa nemmeno riconoscerle.
Ho ripreso a scrivere per trovare un senso a cio'
che vuole testardamente restare nel vuoto: la mia realizzazione .
Forse ho capito finalmente che nessuno ti tende la mano se non viene ben ripagato.
Forse c'è un inappropriatezza che aleggia latente nei luoghi e nella vita di certi altri e che sfiorandomi non mi riempie giustamente di niente, se non di ombre che offuscano peggio la stessa mia stima..
Ho ripreso a scrivere perche' ho bisogno di dimostrarmi che anche nel deserto dell'inadeguatezza in cui mi sembra di galleggiare posso trovare una mia grandezza,
poichè riuscire ad alzarsi senza un bastone che sostiene e la prova in assoluto di una esistenza che conta.
Forse c'è qualcosa di buono nel mio vivere se, nonostante abbia provato a camminare in compagnia ho dovuto ogni volta cambiare rotta da sola.
Forse c'è qualcosa che non ha significato : le mie paure..
Vivere è sperimentare - non restare immobili a meditare sul senso della vita.
da Aleph di P.Coelho
Forse è questo il vero mio problema: restare immobile nonostante la sete di senso.
A meditare senza mai sperimentare.
Per anni sono rimasta ferma, nascosta, raggomitolata nella mia casa, impaurita, insicura, incapace di alzare la testa e urlare quanto valevo.
Anni, lunghi, aridi di esperienza, passati a sviluppare tecniche, modi, sensazioni, capaci guarirmi, la vita, il cuore.
Di guarire un suo profondo , inaccettato mal di vivere: dove buio, tristezza e inadeguatezza si rotolavano, rincorrevano per chissa quale trofeo.
Notti, tante, trascorse tra lacrime, incapaci di fermare il tempo, a grattarsi la pelle, a dondolarsi su un letto e nelle cui lenzuola nemmeno piu' riconoscevo l'odore certo di me stessa.
Giornate, fredde, ladre, padrone uniche del mio divenire, difficoltoso, incosistente che si sforzava di sbocciare.
Speranze che nascevano.
Speranze che morivano.
Tutte nel cuore ma sempre in conflitto con quella quotidianita' che a stento respirava.
Ecco, è così che ho perso la predisposizione all'entusiasmo,
a vivere i giorni secondo le stagioni e cio' che è giusto secondo gli anni,
bruciando le tappe, senza mai sperimentare.
Ecco, è così che io ho perso il mio miglior tempo.
Finchè gli occhi si apriranno ogni mattina pur sapendo che G è lontano che A è perso e X forse mi attende non mi resterà che vivere, vedere come andrà a finire.
L'amore come alibi per gestire una vita.
La verità è invece : Vivere.
Che grande parola.
Probabilmente respirare soltanto, che è quel che basta a non morire fisicamente
poichè dentro a volte ci si spegne molto prima pur vivendo.
Questa è la mia lotta , da sempre il mio scopo:
sopravvivere a me stessa rimandando l'ultimo respiro.
L'impossibilità di compensare il vuoto e sconfiggere la pigrizia che mi rende perdente
mi sta consumando e, il tempo, che scorre selvaggio
come un cavallo a cui non si possono mettere le briglie, non mi è di aiuto,
per niente, così inarrestabile com'è nel suo avanzare.
I pensieri si sovrastano l'un l'altro, continuamente, confondendo la strada, la reltà che chiama.
Riprendo allora a considerare l'idea di spegnere ogni luce,
giacchè cio' che non illumina per suo scopo è inutile a qualunque occhio persino al proprio.
Spegnere le luci ancora una volta.
Chiudere il sipario,
buttare giù il fantasma,
annullare un'ombra (la mia) che silenziosa si distrugge non vedendo mai il suo sole.
Il vento soffia di nuovo vorticoso sul mio vivere.
Una parte di me è stanca è vuole lasciarsi portare via, violenta, li dove finire.
L'altra parte si oppone, vuol resistere, è speranza.
Mi ripeto, affronto cruenti , a volte prodigiosi duelli, contro me stessa:
due facce (sempre le mie) una che ama, l'altra che odia.
Due parti una che tende alla morte, l'altra che aspira alla vita.
Le persone si accomodano nella vita, spesso, probabilmente quasi sempre.
Si convingono per mancanza di stimoli o per limiti di personalità che certe circostanze si impongono a loro per fortuna o sfortuna, senza accettare che cio' che capita dipende esclusivamente dal proprio volere.
Le paure a mio dire sono le artefici principali degli accomodamenti piu' gravi:
paura di restare soli,
paura di non essere accettati,
paura di non farcela e di non essere all'altezza.
Molte persone diventano aride, vuote incapaci di donare e di donarsi, giacche' la paura stessa mangia l'anima e, alimentando l' incapacità di esprimersi vincola i soggetti a realtà umilianti e degradanti per la dignità, favorendo le dipendenze.
In molti accettano di vivere in gabbia alla mercè delle cose e delle persone, creado alibi per potersi giustificare, sottoponedo la loro psiche a maschere assurde.
Loro non sanno di essere gia' morti e nell'illusione si convingono di vivere, rassegnandosi allo scorrere del tempo che nemmeno li consuma in quanto gli ha gia' mangiati.
Io ho deciso di non vivere piu' cosi'.
La liberta' d'espressione, d'amore, di vita sono impagabili.
Per anni mi sono accomodata,
ora sto pagando e,
questo prezzo ha un peso maggiore della sensazione che mi porto' all'adattameno stesso.
Voglio essere vivendo, ecco.
Rompere la catena, anche rischiando l'abbandono e la solitudine,
che in verita' tali non sarebbero mai quando il morire vivendo.
Io voglio che sia il coraggio a seppellirmi dopo avermi benedetta.