sabato 12 dicembre 2015

ma poi chi l'ha detto che chi sorride affronta meglio la vita?

Tutte le mattine quando mi alzo e tiro su l'avvolgibile del mio balcone, spero sempre di vedere qualcosa di diverso, qualcosa che mi induca a credere che tutto quello che ho sempre pensato e di cui sono convinta sia semplicemente uno sbaglio, un'invenzione della mia mente, delle mie vicissitudini.
Ma regolarmente mi confermo sempre di piu' che ho ragione: che non si puo' andare verso quello a cui vorremo essere destinati, che non si puo' essere come vorremmo, che non si puo' avere quel che ci riempirebbe il cuore.
Per questo motivo oggi pensavo che è inutile continuare a credere al contrario e che i concetti di accontentarsi e rassegnarsi che io rifiuto si dalla mia venuta al mondo sia il caso che vengano in qualche modo presi in considerazione.
Stasera per esempio guardandomi allo specchio ho notato i segni che il mio malessere ha prodotto su di me, non vi è parte dove io non li veda, ogni centimetro della mia pelle ne è testimonianza.
Ho ripensato alla rassegnazione come soluzione sebbene solo l'idea scatena la mia piu' resistente opposizione.
Orbene ho scritto solo ieri che provero' a sorridere, ma poi chi l'ha detto che chi sorride affronta meglio la vita? Il sorriso quello vero viene da dentro, dal profondo e non certo quello stampato sul viso, su un viso carino.
Ecco questo è il lavoro piu' grande che devo affrontare, giacchè cio' che piu' rifiuto cammina proprio con me stessa.

Stasera ho rivisto una delle mie nipotine, abbiamo fatto i biscotti insieme. E' un piccolo fiore di tre anni, è bellissima. Ha un problema con i dentini, li perderà tutti prima di arrivare all'eta' giusta per poterli cambiare come tutti i bambini.  Mi si spezza il cuore al solo pensiero che possa provare una sensazione di diversità. Spero che la mamma abbia sopratutto la capacità di trasmettere quella noncuranza, quel non fregarsene che l'ha salvata facendole vivere la vita che ha condotto di cui pare essere così fiera e contenta.

4 commenti:

  1. a parte il fatto che infatti sorridere non significa affrontare meglio la vita, ma semplicemente sorridere (per dire, io ieri sera ho visto Crozza alla tv, e mi ha fatto ridere sì.... ma magari potevo stare depresso che ne sai....), io sono contrario alle semplificazioni ma favorevole alla semplicità. di base tu dovresti fare qualunque cosa ti faccia stare meglio di quanto avvenuto un secondo prima.

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  2. Non esistono ricette collaudate, secondo me, se non cercare di far ciò che ci fa stare bene.

    (Mi è arrivata la mail col tuo commento ma non lo vedo sul blog!)

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    1. Non mi è mai capitato di non veder pubblicati i miei commenti da te. Non saprei ecco.

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  3. Non ci credevo, ma ora penso che davvero sorridere aiuta ad affrontare meglio la vita.
    Non mi dilungo in spiegazioni, e' che devi provare (ma non nel modo ovvio che pensi). Come in tutte le cose, ad un certo punto capisci com'e' che puo' essere a quel modo.

    Comunque, di base avere fiducia in sè/sicurezza di sè, aiuta ad affrontare meglio la vita. Poi, come effetto collaterale sorridi di più! :D

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Grazie e se ti va puoi tornare ancora.
Buona Vita da Magnoli@.