giovedì 29 settembre 2016

page 119: paesello, ma anche no!

Questo post è stato ispirato da un paio di commenti del precedente, dove mi è stato consigliato di non disperare perché le opportunità, se si vuole o non si vuole spuntano anche da un paesello.

Ebbene in un paesello precisamente una frazioncina di una cittadina a meno che non sei la classica donna che vuole sposarsi e metter su famiglia, fare la mogliettina e cucinare o fare un lavoretto in negozietto privato dove non salirai mai di livello non fa per te.

Io ho fatto delle prove, ma siccome è molto raro che in un contesto poco all'avanguardia si riconosca la creatività che non sia quella per lo più riconosciuta, - come aprire un agriturismo, un negozio o un' associazione per esempio - mi sono solo fatta male con presuntuosi e ignoranti e ho ho perso solo tempo oltre che cercare di sopravvivere.

Quindi se devo fare una vita su strada e fare km e km anche per una passione, poiché per un lavoro sarebbe tutto giustificato, almeno per me il gioco non vale la candela. Anche perché spostarsi non è un gioco oggi.

Io amo la conoscenza, la letteratura, la poesia, scrivo appena posso. Amo le mostre e i musei. Ammiro l'architettura e la fotografia, amo la gente e l'osservazione.
Non amo i soliti locali, il solito ristorantino, non tollero le discoteche e l'eccesso di automobile di cui devo necessariamente fare uso per ogni pidocchio che mi serve.

Per cui per piacere se volete salvare un'Anima non scrivetemi certe cose.

Resta il fatto che non ripudio il mio paesello o i paeselli in genere, ma non sono atti a farmi evolvere per come sono io di natura, a meno che non vi sia una comunità adatta all'interno. E nel mio caso non c'è.
Amen!

Con Amore Magnoli@.

16 commenti:

  1. Io vivo in un paesino di 170 anime, ti capisco...
    Però o ti piace/te lo fai andar bene con tutti i pregi e difetti... o ahimè, non voglio far polemica, ma devi cambiare aria.. nel senso che altre soluzioni non saprei trovarne.
    Il paesino ha tanti pregi quanto difetti... o lo ami o lo odi

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    1. Benvenuto Persefone :)
      Io non parlo di amore e odio, ma solo di predisposizione. Io per come sono non riuscirei a darmi senso in un paesello. Ecco.

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  2. Con amore. La descrizione di un paesello secondo la mia valutazione è perfetta. Dovrebbero venire a copiarla quelli delle Enciclopedie.
    Nel post 118 ci informi che il tuo lavoro a Roma è terminato e sei costretta a tornare al terribile "paesello". Una realtà che va affrontata con dignità, senza il peso di una sconfitta o debolezze come il piangersi addosso. Il paesello che può essere sconfitto è la speranza che dovrebbe sorreggerti. Del resto la "città" ha aggiunto sofferenza alla sofferenza. Le tue ampie vedute non sono state recepite. Amori confusi, amicizie zero. Da come parli nella pagina 119 si è spalancata un'alternativa che ti evita di essere soffocata da miasmi nauseabondi. Con amore vorrei che tu annusassi aulenti fragranze di bosco.
    Ciao.

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    1. Sono sempre tornata con dignità, ma non basta solo quella a sentirsi realizzata.
      Le amicizie sempre poche per scelta non mi piace la mentalità povera e scadente. Dio mi liberi da certe esperienze ancora.
      Amici sempre lontani i migliori.
      Gli amori ugualmente lontani.
      Ho annusato tanti boschi in tutti questi anni che starò bene fino a 80 anni :)))

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    2. Magnolia, penso che nessuno voglia che tu faccia ritorno a un piccolo paese dove ti senti soffocata da una mentalità che risale ai tempi del medioevo.
      Tutti i commenti sono dettati da questa tua affermazione, in risposta a Pippa:

      "Io sono a Roma da un mesetto. Zona piazza del popolo. Ma dopo domani faccio infelicemente ritorno al paesello.
      :((".

      Mi sembra normale che gli amici abbiano tentato di addolcire la pillola amara.
      Ora abbiamo letto che non torni al borgo e si deduce che tu stia trovando un'alternativa. Il blog è fatto così. Se tu stai meglio anche noi siamo più sereni.
      Ciao.

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    3. Sono d accordo nell'addolcire la pillola, ma scrivere di opportunità o di realizzarsi se si vuole in un paesello e un po difficile non farmi rispondere con enfasi.
      A me fa piacere anche questo..le regole del blog ben le conosco :-)

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    4. Tanto per scherzare.
      Giacomo Leopardi definiva Recanati come il natio borgo selvaggio. Tanto che andò via, precisamente a Roma. In seguito fu costretto a ritornare a Recanati dove scrisse opere importantissime: A Silvia, Il passero solitario, Il sabato del villaggio, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia.
      :-)

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    5. Se mi capitasse una tale fortuna andrei cmq via, magari in una cittadina. E che davvero non mi sento riconosciuta proprio.
      Non sapevo però questa cosa su leopardi :P

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    6. Facile. Torni al paesello e scrivi un romanzo: Va' dove ti porta il treno". Sono sicurissimo che sei più brava di Susanna Tamaro.
      'notte.

      :-)

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    7. Un'idea ce l ho, anche se non è proprio dove ti porta il treno.
      Notte ^_^

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    8. Un'idea ce l ho, anche se non è proprio dove ti porta il treno.
      Notte ^_^

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  3. Cara Magnolia, provo ha capirti ma ti trovo molto strana, spero che con il tempo apprezzi di più la vita!!! Ciao e buona serata, con un sorriso:) il sorriso fa bene!
    Tomaso

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    1. Il non apprezzare il paesello non significa non apprezzare la vita. Ho scritto che è questione di predisposizione. Io poi la vita l'apprezzo sempre nelle sue bellezze e nelle sue diseguaglianze che mi fa sclerare.

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  4. Non conosco il tuo paesello

    Ma a me i paeselli fanno schifo

    Ci ho vissuto 11 anni e so che sono una gran merda

    La provincia è solo merda

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  5. Non tutta la provincia lo è.
    C'è anche di meglio che non ci si aspetta.
    Nel mio caso semplicemente non mi trovo per la mentalità e le opportunità misere.

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Grazie e se ti va puoi tornare ancora.
Buona Vita da Magnoli@.